L’APPELLO DEL CONI PROVINCIALE: “SERVE DEFINIZIONE LEGISLATIVA CHIARA PER LE A.S.D.”

9 febbraio 2011

Il caso Cinecittà Prosport – paragonato a un vero e proprio ente commerciale nonostante il riconosciuto statuto di associazione dilettantistica – fa scattare l’allarme tra i presidenti delle società di Roma e provincia. Che denunciano: “l’Agenzia delle Entrate, colpendo noi, non fa altro che colpire i muri portanti dello sport italiano”.

Nereo Benussi, presidente dell'A.S.D. Cinecittà Prosport, insieme a Riccardo Viola in una immagine di repertorio.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 09/02/2011)

Può la tanto invocata lotta all’evasione fiscale trasformarsi in una drastica guerra allo sport?

A quanto pare si, o almeno così sostiene il consiglio provinciale del Coni, che lunedì sera, durante l’ultima delle sue sedute, ha dichiarato polemicamente aperto un nuovo tipo di caccia: quella all’associazione sportiva.

Nel mirino di fiduciari e consiliari è finito il recente comportamento dell’Agenzia delle Entrate, rea di avere inoltrato una serie di verifiche quantomeno particolari nei confronti di impianti e società sportive capitoline a denominazione dilettantistica.

L’accusa rivolta dal Fisco ad alcuni di questi soggetti, sostanzialmente, è quella di comportarsi come dei veri e propri enti commerciali sotto le mentite spoglie dell’associazione, sottoponendo dunque i propri ricavi ad un regime fiscale immotivatamente agevolato.

A termine di legge, infatti, le associazioni sportive dilettantistiche – siglate A.S.D. e regolate dalla L. 289/2002 – vengono riconosciute come tali proprio in virtù della natura consociata del proprio esercizio, ed essendo “non a scopo di lucro” – perché chiamate, in pratica, a rendere un preciso servizio al pubblico – accedono a tutta una serie di benefici e sgravi fiscali che altrimenti non gli spetterebbero.

Se da un lato, però, il divieto assoluto di distribuzione degli utili tra gli associati è senza dubbio criterio oggettivo di giudizio (essendo per di più vincolato all’obbligo di redigere e approvare un rendiconto economico e finanziario), dall’altro l’onere che spetta alle società di dimostrare in modo uniforme che il proprio modus operandi è figlio di reale associazionismo appare, invece, parametro fin troppo aleatorio, e “questo perché la legge – come sostenuto pressoché dall’unanimità dei presidenti delle società sportive presenti in aula – non indica alcun criterio specifico da seguire, ma solo indirizzi comportamentali che vengono poi liberamente interpretati dagli ispettori fiscali. E il più delle volte, naturalmente, fioccano multe salate e per lo più sproporzionate, dell’ammontare di svariate migliaia di euro”.

Si sta parlando, in effetti, di piccoli cavilli sui quali la normativa non sembra essere puntualissima, quali l’apposizione del marchio A.S.D. bene in vista in qualsiasi produzione societaria (siano volantini, cartelli o altro), la gestione delle attività societarie secondo quelli che dovrebbero essere i tradizionali stilemi associativi, o, ancora, il necessario utilizzo di forme idonee di pubblicizzazione per le convocazioni assembleari degli associati.

CINECITTA’ PROSPORT. Il caso più eclatante è quello del Cinecittà Prosport, A.S.D. del X Municipio presieduta da Nereo Benussi e paragonata praticamente dal Fisco ad una sorta di centro commerciale solo perché alle sue assemblee si verifica costantemente una forte percentuale di assenteismo (il che ci sembra del tutto plausibile, alla luce del fatto che persino alle riunioni di condominio manca più di qualcuno e che tutto l’apparato in questione consta di ben 7 società sportive, 3 scuole, 2 coop sociali e 1 associazione culturale) o perché le delibere e gli appelli assembleari – affissi in bacheca come da obbligo statutario, oltre che pubblicati sul sito internet per diversi giorni – vengono di fatto disconosciuti dal più dei soci, come avrebbe acclarato un sondaggio effettuato dagli stessi ispettori nei confronti della società. Ma può essere  davvero una colpa, o peggio ancora un dolo, la distrazione e il disinteresse dei propri consociati?

LA RISPOSTA DEL CONI PROVINCIALE. Per il Coni Provinciale, e per il suo Presidente Riccardo Viola, evidentemente no: “è necessaria subito una sanatoria per le multe già inflitte, dopo di che bisognerà sollecitare un intervento immediato delle Istituzioni e del Parlamento che porti ad una definizione univoca delle associazioni dilettantistiche, senza più quei buchi legislativi che troppo spesso hanno portato a interpretazioni sospette o quantomeno dannose nei confronti di presidenti e società in realtà ben operanti, e che rappresentano, tra l’altro, i perni sopra i quali si regge tutto il castello dello sport italiano”.

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FRONTE COMUNE PER ROMA CAPITALE

24 gennaio 2011

Presentato in Provincia il volume “La città metropolitana di Roma Capitale vista con gli occhi dei cittadini”, che racconta opinioni ed esigenze di tutte le forze sociali presenti sul territorio. Zingaretti: “ora erve semplificazione amministrativa e una riforma delle competenze: è quello che vogliono anche i cittadini”.

In 180 pagine il lavoro di due anni di dialogo tra Provincia e cittadini.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 21/1/2011)

Questione di feeling canterebbe Cocciante. Di “feedback”, per dirlo con la Provincia di Roma.

A poche settimane dal secondo decreto su Roma Capitale – che a maggio attribuirà poteri e funzioni al nuovo ente – il dibattito, a Palazzo Valentini, si concentra sul nodo fondamentale rimasto da sciogliere: la nuova Città Metropolitana.

Quanto sarà ampia e se comprenderà al suo interno tutti i 121 comuni dell’interland capitolino non è ancora dato saperlo. Ciò che conta ora, però, è che a prescindere dai confini logistici si delineino, per Roma Capitale, almeno quelli della sua governance, e che siano in grado di attivare un processo di sviluppo socio-economico del territorio troppe volte, in questi anni, ostacolato da una eccessiva frammentarietà delle competenze.

“Questa è la richiesta prioritaria dei cittadini” ha avvertito subito il Presidente della Commissione Riforme Istituzionali della Provincia, Piero Cucunato, presentando a stampa e pubblico il volume “La città metropolitana di Roma Capitale vista con gli occhi dei cittadini”, un libro-documento che riassume in 180 pagine gli ultimi due anni di tavole rotonde tra Provincia e forze sociali.

“Lo scritto non è né un manuale né un vademecum. E’ invece il frutto di un processo decisionale condiviso di tipo ‘bottom up’, basato cioè sulla ricerca di un riscontro effettivo tra le aspettative di chi vive, lavora e produce sul territorio e chi invece, proprio su quel territorio, può intervenire in favore di esse”.

Insomma, Roma Capitale è alle porte, e Roma Capitale Metropolitana diventa sempre di più l’Occasione – con la o maiuscola – che gli abitanti della provincia romana non possono lasciarsi sfuggire.

Tre le chiavi attorno a cui gravitano gli appelli dei cittadini: “Sindaci, minisindaci, società locale, forze economiche e sindacali: tutti convergono su capisaldi quali miglioramento dei servizi (in primis mobilità e viabilità) e tempi certi di attuazione – ha spiegato Cucunato – ma soprattutto su una immediata sburocratizzazione amministrativa, in grado di creare polifunzionalità governativa tra i vari livelli istituzionali”.

Col beneplacito del Presidente Zingaretti, che sul punto c’ha messo, poi, il ‘carico da dodici’: “le economie nazionali dipendono ormai strettamente da quelle delle grandi aree metropolitane. Questa è un’opportunità per tutti, per Roma e per l’Italia. Serve una riforma chiara delle competenze, che renda armonici e snelli tutti i passaggi procedurali locali”.

E ancora: “Bisogna sbloccare il secondo decreto, e lo si deve fare in capo al governo senza che si obblighi la Regione a devolvere poteri che le sono attribuiti dalla Costituzione”.

L’appuntamento è per Maggio, ma in Provincia è già aria di primavera.

REGIONE, VISITE GRATUITE PER GLI OVER 50 NEI MERCATI RIONALI

19 gennaio 2011

Dopo il successo del “Progetto Donna”, tornano i camper ambulatorio della Regione Lazio. La nuova campagna è rivolta a chi ha già compiuto il cinquantesimo anno di età, con visite gratuite, nei mercati rionali, dal 28 febbraio al 2 aprile.

Renata Polverini insieme al Direttore dell'Istituto San Gallicano di Trastevere, Prof. Aldo Morrone, durante la presentazione della nuova campagna per la salute degli over 50.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 18/1/2011)

Prima le donne, come si conviene. Adesso è il turno degli over 50.

Continua la campagna per la promozione della salute della Presidenza della Regione Lazio, intrapresa, sotto natale, col successo ottenuto dai camper del “Progetto Donna” – l’iniziativa di prevenzione del tumore al seno e all’utero voluta con forza dalla Governatrice Renata Polverini e finanziata direttamente con le risorse del fondo di rappresentanza della Presidenza – .

Sono state proprio le quasi 6.500 visite gratuite, effettuate dai medici dell’Istituto San Gallicano nelle settimane tra il 21 dicembre e il 6 gennaio scorso, a convincere la Regione a strutturare l’iniziativa con nuovi e costanti interventi, il primo dei quali, in ordine di tempo, sarà rivolto a quei cittadini del Lazio definiti scherzosamente dalla Governatrice “un po’ più maturi”, ovvero a tutti coloro che hanno compiuto il cinquantesimo anno di età ‘e… oltre’ (citiamo testualmente la dicitura del manifesto).

Come già avvenuto per il gentil sesso, i ‘camper ambulatorio’ regionali non avranno bisogno di alcun ticket da pagare, e saranno a disposizione degli utenti, compresi nella fascia d’età individuata, dalle 10 alle 18 del prossimo 28 febbraio e per tutta la durata del mese di marzo – l’iniziativa, infatti, si concluderà il 2 aprile –.

Stavolta, però, non nei centri commerciali ma presso i mercati rionali presenti nel Lazio, “con una particolare attenzione – ha specificato la Polverini – rivolta alle periferie, dopo le indicazioni emerse dai dati della passata campagna”.

Dati, questi, apparsi “impressionanti” non soltanto agli occhi della Presidente, come testimoniano le parole del Prof. Aldo MorroneDirettore dell’Istituto di Trastevere – che ha coordinato i medici volontari delle stazioni mobili: “le cifre parlano da sole, 6.444 visite effettuate, di cui 4.498 solo a Roma. E’ la testimonianza che bassi costi e competenze favoriscono le diagnosi precoci”.

Nel dettaglio, il centro commerciale dove si sono erogate più prestazioni nell’ambito del “Progetto Donna” è stato Parco Leonardo a Fiumicino (1.939), seguito da Roma Est (1.723) e da Porta di Roma (836). Nelle province, invece, le visite sono state 1.948, di cui 726 a Viterbo, 419 a Frosinone, 417 a Latina e 384 a Rieti.

Quanto al tipo di accertamento, quello maggiormente richiesto, ha spiegato Morrone, è stato di natura dermatologica (ancor più di mammografie e check up ginecologici): “in 1.622 controlli abbiamo anche scoperto due carcinomi e un melanoma. Quest’ultimo, tra l’altro, in una paziente molto giovane. Li abbiamo inviati al nostro istituto, dove sono stati operati e sono in attesa dell’esame istologico”.

Chi ha iniziato un percorso di cura, infatti, ha ricevuto dal San Gallicano anche un tesserino per proseguirlo, sempre senza spese, presso la struttura trasteverina.

Significative anche le percentuali legate alla varietà del pubblico femminile intervistato, il 44% del quale tra i 30 e i 60 anni, l’80% di nazionalità italiana e il 54% assolutamente insolito a sottoporsi a test specialistici di routine.

E’ però “l’incredulità e la soddisfazione di fronte al fatto che il servizio fosse gratuito” ciò che ha spinto definitivamente Renata Polverini – più volte presente ai camper lo scorso dicembre – a voler riproporre questo tipo di iniziativa periodicamente durante l’anno, dedicandola, di volta in volta, alle molte patologie e alle diverse categorie di persone: “dopo gli over 50 stiamo già pensando agli adolescenti, in particolare per la prevenzione di fenomeni come la droga e l’alcol”.

Il “Progetto Donna”, invece, tornerà in occasione del prossimo 8 marzo.

FORMULA NO: ECCLESTONE BOCCIA IL GRAN PREMIO DI ALEMANNO

13 gennaio 2011

In una lettera al Sindaco i motivi del rifiuto: “i team non vogliono due Gp in Italia”.

Bernie Ecclestone è il Presidente della Formula One Management, società che, negli anni, è divenuta il vero centro di potere dell'intero sistema Formula Uno.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 14/01/2011)

Una stangata tira l’altra.

Peggio non poteva iniziare il 2011 del Sindaco Gianni Alemanno, già impegnato in questi giorni nella frenetica costituzione della nuova Giunta dopo lo scandalo Parentopoli e, da ieri, alle prese anche con la netta stroncatura al suo sogno più discusso: il Gran Premio di Formula 1 di Roma.

IL NO DI ECCLESTONE. Lo stop alla gara cittadina arriva nientemeno che per bocca – o, meglio, per penna – di Bernie Ecclestone, che con una lettera indirizzata direttamente al Sindaco capitolino – di cui ha dato notizia La Repubblica in un articolo pubblicato in prima pagina – ha motivato la bocciatura con un secco, in sostanza, “nessuno, nella Formula 1, vuole due Gran Premi nella stessa nazione”.

In realtà, andando neanche troppo a fondo nella faccenda, le cause del rifiuto del boss britannico vanno ricercate nella criticità della situazione economica in cui, da qualche anno a questa parte, versa in modo preoccupante l’intero baraccone delle monoposto, tanto da dover contare su un numero di team sempre più ridotto al minimo e su case automobilistiche costrette al lastrico pur di rimanere aggrappate con le unghie al sistema (da un anno, tra l’altro, è stato firmato un accordo generale teso a limitare i costi complessivi delle squadre, e che fissa una soglia massima di budget a disposizione).

Ecclestone ha spiegato, in dettaglio, che “i team vogliono tenere il numero delle gare fino ad un massimo di venti in un anno, con appuntamenti plurimi semmai negli Usa. Per questo ora è impossibile programmare un’altro Gran Premio di Formula Uno in Italia”.

C’è, però, una sorta di ultimo appiglio che il manager inglese sembra voler concedere al Sindaco: “se Monza fosse tolta dal calendario, o se si potesse alternare con Roma, allora forse potrebbe essere accettabile e potrei tentare di ottenerlo”.

Una chance, questa, che ha però l’aria di essere più un indorare la pillola che una possibile soluzione concreta, viste anche le parole spese dallo stesso magnate nei confronti del tradizionale Gp lombardo, definito “storico e intoccabile a tutti i livelli”.

“NESSUNA BOCCIATURA”. Questo il commento di Alemanno, che ha cercato di minimizzare la questione definendo la decisione di Ecclestone “un fatto nuovo, dopo che per molto tempo lui stesso aveva ribadito, anche a me personalmente, la volontà di far disputare in Italia due Gran Premi, uno nazionale a Monza e uno speciale a Roma” e annunciando nuovamente, dopo le dichiarazioni rese nei giorni passati, un possibile “passo indietro” capitolino nel caso, ipotetico, di una scelta secca tra le due corse candidate.

“La prossima settimana – ha poi concluso il Sindaco – verranno comunque presentati i risultati del sondaggio condotto da Renato Mannheimer e commissionato da Eur Spa su richiesta dei comitati cittadini della zona, in merito al gradimento dell’iniziativa”.

Le persone intervistate – per la cronaca – sono 800, rappresentative per età, sesso e professione, di tutti gli abitanti del quartiere capitolino.

LE REAZIONI. Ben altri, invece, sono i toni con cui è stato accolto il ‘ben servito’ negli ambienti del Centrosinistra. A cominciare da quelli del Capogruppo del Pd in Campidoglio, Umberto Marroni, che ha invitato il Sindaco a “rimettere subito nel cassetto, dopo il parere tombale di Ecclestone, il sogno del dottor Flammini”, ad “abbandonare l’inconcludente progetto Millennium” e a tornare finalmente ad “occuparsi delle vere priorità di Roma e della crisi che colpisce famiglie e imprese”. A fargli eco, il Senatore dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica, che ha consigliato sibillino ad Alemanno di “consultarsi con le parti in causa e non solo con i direttori dei giornali prima di lanciare i progetti”, ricondandogli, poi, che “non sarà certo un rimpasto nella Giunta a salvargli la faccia” di fronte agli elettori.

A queste ed altre provocazioni ha voluto rispondere Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, catalogando le reazioni di Pd e Idv come il frutto di “un’opposizione che continua a straparlare e ad accusare il Sindaco senza neanche rendersi conto che esultare per l’eventuale mancata realizzazione del Gp a Roma significa, di fatto, essere felici per la perdita di una straordinaria occasione di sviluppo per la città e per la sua economia”.

MONTE DEI PASCHI DI SIENA, UNA BANCA “DI FAMIGLIA”

26 dicembre 2010

Inaugurati ieri, alla presenza del direttore Fabrizio Persico e in un’atmosfera da “primo giorno tra amici”, i nuovi uffici dell’Agenzia di piazza dei Condottieri a Roma.

La nuova Agenzia si trova al numero 55 di piazza dei Condottieri, un civico storico in fatto di banche.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/12/2010)

Esistono banche ‘a conduzione familiare’.

Il Monte dei Paschi di Siena di piazza dei Condottieri è una di queste. E se ci fossero stati ancora dei dubbi al riguardo, l’inaugurazione dei suoi nuovi uffici, ieri, li avrà senz’altro spediti tutti al diavolo. Tabula rasa. Perché quello della filiale di Fabrizio Persico è stato un taglio del nastro estremamente informale, ancora una volta. Un “primo giorno” tra amici, nel pieno stile del suo direttore. Clienti, operatori, gestori: c’erano tutti e si conoscevano tutti. Tutti, però, a non fare caso ai propri ruoli.

Questa l’atmosfera con cui si sono aperte ufficialmente le porte della nuova agenzia senese del Prenestino. La stessa con la quale si erano chiuse quelle del container temporaneo di via Gentile da Mogliano, che ha ospitato il Monte dei Paschi durante i tre mesi dei lavori.

Cambiano i luoghi. Si fanno ineccepibili, luminosi, accoglienti e tecnologici. Le persone, però, quelle non cambiano, e tengono alta una tradizione che, a sentire proprio i correntisti, “non c’è da nessun’altra parte”. Della serie, soddisfatti o rimborsati.

E’ una banca, questa, che sembra avere tutto della banca fuorché l’essere banca.

I nuovi uffici li avranno fatti anche per questo, viene da pensare. Per non rischiare di sbagliarsi, di dire, al rientro a casa, “sono stato da Fabrizio”.

Anche l’affettuosa benedizione del parroco Don Remo, della vicina parrocchia di San Luca, imprime sui palati un sapore tutto nuovo.

Non c’è odore di gran gala. E non è nemmeno la scusa buona per mostrare finalmente quelle scarpe lucide comprate anni fa col pensiero: “non si sa mai, qualche occasione…”. Rimarranno chiuse nell’armadio anche stavolta.

L’aria è di festa, è vero. Ma la festa è del quartiere.

E alla rimpatriata non potevano mancare, naturalmente, tutti quei “colleghi storici – Persico dixit – che per primi, col loro lavoro, hanno contribuito allo sviluppo della filiale”.

Maris Fagiolini è in prima fila, direttore di quella Banca Nazionale dell’Agricoltura dalle cui ceneri sono sorte Antonveneta prima e l’istituto senese poi: “eravamo nel ’90 o giù di lì. Altri tempi, in cui non c’era il livello di comodità e accoglienza che si è raggiunto grazie a quest’ultimo rinnovamento. In un ambiente così diverso, c’è però una cosa che è rimasta sempre uguale: lo spirito di collaborazione dei suoi operatori. Un elemento ormai innato per questa banca”.

Di nuovo la famiglia, il leit motive che non smette di suonare.

Persino nelle parole di Diego Serini, il direttore territoriale Roma Est di Monte dei Paschi, si legge un senso di appartenenza che fatica ad essere nascosto: “con piazza dei Condottieri continua la fase di rinnovamento nelle nostre sedi, convinti di poter allargare ulteriormente la base patrimoniale e di acquisire nuovi clienti. E questo grazie ad una maggiore credibilità degli uffici e ad uno spirito di riconoscimento nei confronti del nostro marchio e della nostra professionalità”.

Il brindisi, ora, è d’obbligo. E lo stappo del direttore è il preludio a grandi applausi e strette di mano calorose, ma anche all’auspicio di “un futuro ancor più ricco di soddisfazioni” che in fondo, qui dentro, ognuno si prende un po’ per sè.

A balzare in mente, allora, sono le parole che lo stesso Persico aveva speso solo qualche istante prima, in sede d’intervista, commentando il momento di crisi delle finanze nazionali e internazionali. “La fiducia della gente e delle famiglie, una banca, la recupera soltanto con comportamenti seri ma allo stesso tempo confidenziali. Ecco cosa dobbiamo essere, dei seri confidenti. Questo è ciò che ho imparato in carriera. Ora sembrerò aziendalista, ma con prodotti e servizi simili ormai ovunque, la differenza la fanno le persone”.

Fossero tutti così, gli aziendalisti d’Italia, il nostro sarebbe un paese migliore.

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PIAZZA DEI CONDOTTIERI 55

Una storia nel segno del numero tre.

La costante del "tre" nella cronistoria della filiale del Prenestino.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/12/2010)

Nel segno del tre.

La storia del civico 55 di Piazza Dei Condottieri sembra essere caratterizzata dal cosiddetto numero perfetto.

Tre, infatti, sono le banche che si sono succedute, dietro quel portone, sin dai primi anni ’90: la Banca Nazionale dell’Agricoltura, sostituita nel ’99 da Antonveneta, a sua volta, poi, assorbita dal Monte dei Paschi, che nel 2008 l’ha annessa al suo gruppo e l’anno successivo le ha trasmesso anche il nome.

Tre, però, è pure il numero delle filiali di marchio senese presenti nell’intera area di Roma Est, con Torpignattara e Casal Bertone a chiudere il cerchio.

Per non parlare, poi, dei mesi di ‘purgatorio’ passati dall’agenzia di Fabrizio Persico nel container di via Gentile da Mogliano, in attesa dei lavori. Manco a dirlo, tre.

Ieri, finalmente, il taglio del nastro della nuova sede.

Tre giorni prima del Natale.

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“BISOGNA STARE TRA LA GENTE”

L’INTERVISTA. A tu per tu con il direttore dell’Agenzia, Fabrizio Persico.

Dopo 15 anni di carriera bancaria, Fabrizio Persico è approdato alla direzione della Monte dei Paschi di Siena di piazza dei Condottieri.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/12/2010)

Trentotto anni, titolo di studio “ragionieraccio con un 41 strappato” e un dargli del tu che viene del tutto spontaneo.

Fabrizio Persico è il direttore della porta accanto. Un manager esperto, a dispetto dell’età, che fa della concretezza la sua arma migliore. Gli anni di ‘gavetta’ poi – ha ricoperto praticamente tutti i ruoli nei suoi 15 anni di carriera bancaria – non gli hanno fatto perdere la voglia di coltivare quel “rapporto quasi confidenziale” con i suoi clienti che, proprio per questo, lo riempiono d’affetto. E lo ispirano nei suoi obiettivi: “il nostro è un quartiere che comincia a farsi vecchio. Bisogna fidelizzare i clienti che già abbiamo, ma allo stesso tempo aprire ad una nuova fetta della popolazione e ai giovani che comunque nella zona non mancano, basti pensare che il Pigneto è proprio qui a due passi”.

Come riuscirci è presto detto: “nel 2011 l’obiettivo fondamentale sarà quello di uscire per strada, stare tra la gente, capirne i bisogni e dimostrargli che la nostra disponibilità prescinde dalle quattro mura bancarie. Dovremo essere presenti”.

Chiara, d’altronde, la sua linea di gestione: “è ovvio che le banche devono essere in primis fornitori di servizi, e tanto più questi sono utili ed efficienti quanto più i clienti saranno soddisfatti. Ma la fiducia, una filiale, se la guadagna anche e soprattutto con i comportamenti. Dietro gli sportelli ci sono innanzitutto persone assunte col compito preciso di aiutare altre persone”.

Non a caso, tra i suoi dipendenti – tutti giovani, da non crederci! – sembrano essersi smarrite cravatte o tailleur d’ordinanza: “devo ammettere che qui c’è un’atmosfera del tutto informale. Riesco a rivivere quello spirito di grande famiglia che respiravo quando, nei primi anni ’90, facevo ancora il cassiere alla Banca Nazionale dell’Agricoltura. Credo che questo sia l’antidoto migliore per scongiurare il pericolo delle fughe dalle banche”.

Fughe che comunque non sembrano fermarsi. E’ di martedì, infatti, la pubblicazione de La Stampa di un’indagine Bankitalia sul rapporto tra le famiglie e gli istituti di credito relativo al 2008. Drastici i risultati, con investimenti azionari ai minimi storici, titoli di stato in netto calo, e una sempre maggiore inclinazione al risparmio “liquido”, sotto forma di tassi d’interesse sul conto corrente o di ritorno alle rendite immobiliari. Il caro vecchio mattone. “Dati condivisibili, che debbono far riflettere ma non spaventare. Dopo il crack statunitense del 2008, e dopo le scosse italiane negli anni precedenti – vedi cirio e parmalat, ndr – s’è persa aggressività negli investimenti. Ciò che chiede il cliente, oggi, è soprattutto una garanzia sullo spostamento dei suoi capitali. In momenti di instabilità e crisi un cambio di atteggiamento è assolutamente normale. L’importante è saper rispondere alle nuove esigenze, e la nostra banca, in questo senso, offre la più ampia delle tutele possibili già solo con il nome che porta: il marchio Monte dei Paschi ha più di mezzo secolo di storia”.

SPORT E SOLIDARIETA’ IN CAMPIDOGLIO COL PROGETTO “BIMBINGAMBA”

15 dicembre 2010

I “fratelli azzurri dei tuffi” Nicola, Tommaso e Maria Marconi hanno presentato il calendario benefico patrocinato dal Comune di Roma e realizzato per “Bimbingamba”, l’attività di Alex Zanardi e della Niccolò Campo Onlus che sostiene i bambini vittime di amputazioni agli arti.

I fratelli Marconi, da sempre interessati alle problematiche sociali.

 

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 15/12/2010)

Fortuna e destino non sempre vanno di pari passo.

Sport e solidarietà, però, lo fanno. Quasi di rimando, o, per dirla con Alex Zanardi – che di fortune e destini ,nella sua vita, ne ha incontrati più di uno – “per restituire parte delle gioie ricevute dalla sorte a chi, di sorte, non ne ha avuta a sufficienza”.

Ieri, in Campidoglio, è stata presentata l’ennesima iniziativa a scopo benefico che coinvolge il mondo degli atleti. Questa volta, a mettersi in gioco, sono stati i campioni azzurri dei tuffi Nicola, Tommaso e Maria Marconi, che smessi i costumi e lasciati per qualche ora trampolini e piattaforme del Foro Italico, sono saliti sul Colle del Sindaco per presentare l’ultima iniziativa di “Bimbingamba”, il progetto nato nel 2007 da un’idea dello stesso Zanardi e di Sergio Campo – fondatore dell’Associazione Onlus Niccolò Campo – che si propone di aiutare chi, a causa di malattie, incidenti o guerre, è stato costretto a subire amputazioni agli arti.

Con 12 scatti, che li ritraggono in momenti di vita non soltanto sportiva, i “fratelli dei tuffi” hanno firmato un calendario che verrà distribuito, al prezzo di 5 euro, presso il Coni e nei circoli sportivi adiacenti al Foro Italico, oltre che nella palestra, cara ai Marconi, della scuola Mengotti di Vigna Clara.

Un contributo piccolo per una causa di portata assai più grande. Quello delle menomazioni agli arti, infatti, è un problema che coinvolge soprattutto i bambini. “Tanti bimbi si trovano a reinventare la loro vita a causa della perdita di un braccio o di una gamba” ha spiegato Sergio Campo, che con la Onlus intitolata al fratello medico, scomparso nel 2001, patrocina l’iniziativa assieme al Comune di Roma e alla Federazione Italiana Nuoto.

“I costi di una protesi – ha poi proseguito – aumentano a dismisura per i più piccoli, perché è necessaria una manutenzione continua volta ad assecondarne il naturale processo di crescita”.

E se a far fronte a queste necessità, il più delle volte, è il sistema di assistenza sanitaria nazionale, in paesi più poveri, come ex Jugoslavia e Africa, ci sono invece grossi buchi di processo “che rischiano di divenire delle autentiche voragini per tutti questi bambini”.

Quello che offre Bimbingamba, dunque, è  sì un aiuto medico, ma anche un grande supporto psicologico da non sottovalutare, perché – Alex Zanardi insegna – “anche con un arto in meno si deve vivere normalmente”.

“Si deve”. Si può.

CENTRO STORICO BLINDATO: A NATALE LA CORSA AI REGALI SI FA COL BUS

6 dicembre 2010

Navette shopping, potenziamento di autobus e metro, ztl restrittiva, agevolazione delle tariffe nei parcheggi di scambio e percorsi pedonali. Dall’8 dicembre Roma bandisce il Centro Storico alle auto private con un Piano di Mobilità straordinario all’insegna del trasporto pubblico.

VIA DEL CORSO - Una delle mete tradizionali dello shopping natalizio.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 07/12/2010)

Problema. Natale vuol dire shopping, che vuol dire centro storico, che vuol dire traffico, che non può voler dire macchina.

Soluzione. Incentivare l’uso del servizio pubblico: più corse, mezzi e linee, con costi e tariffe agevolati e ZTL quanto più possibile ristrette.

L’Amministrazione Comunale vara per il terzo anno consecutivo un Piano Straordinario della Mobilità per le festività natalizie, per agevolare spostamenti e approdi alle principali strade dello shopping romano nei periodi tra l’8 e il 24 dicembre e tra il 2 e il 30 gennaio – in occasione, cioè, dei consueti saldi di fine stagione.

INTERVENTO DI SISTEMA”. Così ha definito il Piano il Delegato del Sindaco per il Centro Storico, Dino Gasperini, facendo allusione a tutti gli ambiti della mobilità che, in effetti, ne vengono interessati: “non si è escluso nulla, trasporto su gomma e su ferro, parcheggi di scambio e itinerari ciclo-pedonali”.

L’innovazione più importante riguarda l’attivazione di tre navette per il raggiungimento dei negozi del Centro. Chiamate, appunto, ‘linee shopping’.

Assolutamente gratuite e con fermate contraddistinte da un’apposita segnalazione, le tratte n.2 e n.3 collegheranno rispettivamente, dalle 10:30 alle 20:30 del periodo 8-24 dicembre, Tor di Quinto a p.za Augusto imperatore e via Pieve di Cadore a p.le delle Canestre. “Queste due linee – ha spiegato l’Assessore alla Mobilità, Sergio Marchi – servono una zona, come quella di Roma Nord, che a differenza del quadrante meridionale non è collegata dalla metro”.

Un discorso a parte va fatto, invece, per la linea shopping 1, che rispetto alle altre sarà elettrica ma, soprattutto, fruibile anche dopo Nataledal 2 al 30 gennaio – collegando tutti i giorni, dalle 11:30 alle 20:30, il Pincio “a quello che, entro il 2013, sarà il tridente pedonale del Centro storico – come ha tenuto a ricordare Gasperini – e quindi via Ripetta, via del Corso e via del Babuino, consentendo a questa vettura, che vogliamo utilizzare quanto prima per tutto l’anno, una sperimentazione più che adeguata, visto il periodo di elevato utilizzo”.

INTENSIFICAZIONE DEL TRASPORTO PUBBLICO. 1.350 corse aggiuntive significano 129.500 posti in più sugli autobus capitolini nel solo periodo natalizio. “Cifre importanti – secondo Marchi – se si pensa che complessivamente il servizio pubblico verrà incrementato del 26%”.

Saranno 7 le linee potenziate nei giorni feriali del periodo pre-natalizio. 13 nei tre festivi dell’8, 12 e 19 dicembre.

Anche la metro verrà intensificata, con ulteriori corse giornaliere al sabato e alla domenica (16 per la linea A e 12 per la B), 4 convogli in più (2 per ogni linea) e ultimi viaggi che, nei fine settimana, non partiranno prima dell’1:30.

CENTRO STORICO BLINDATO. La ZTL sarà attiva nei giorni festivi (8, 12, 19 dicembre e 6 gennaio 2011) dalle 14 alle 18, mentre in quelli feriali, dal 20 al 24 dicembre, il divieto sarà prolungato di due ore rispetto al normale, e cioè dalle 6:30 alle 20.

A rimanere invariati saranno gli orari diurni nei restanti giorni del periodo natalizio, oltre alla tradizionale ztl notturna prevista il venerdì ed il sabato, dalle 23 alle 3.

“L’auto privata dovrà essere in tutti i modi bandita dal Centro – ha detto, in proposito, Marchi – e proprio per questo si punterà forte anche sui parcheggi di scambio di villa Borghese e p.le dei Partigiani”.

Se per il primo, infatti, saranno attivate convenzioni con gli esercizi commerciali del Centro Storico – che possono acquistare, ad un prezzo agevolato, biglietti per il parcheggio validi due ore e offrirli gratuitamente ai propri clienti –, a p.le dei Partigiani le prime tre ore di sosta costeranno, invece, un solo euro (77 centesimi le altre), e l’offerta “2 BIT al prezzo di uno” permetterà infine, ad ogni componente della vettura, di andare e tornare dal Centro con una sola moneta.

Per ulteriori informazioni:

www.comune.roma.it

www.atac.roma.it

www.sabait.it

LA PROTESTA DELL’EDILIZIA E L’EMERGENZA LAZIO

3 dicembre 2010

Nel giorno della manifestazione dei costruttori a Montecitorio, il Presidente dell’Ance Lazio diffonde i dati regionali: “persi in 5 mesi 7.700 posti di lavoro, e i debiti degli enti locali ammontanto a 700-800 mln”.

Un momento della manifestazione di piazza del Parlamento.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 02/12/2010)

Non sono volate uova, né bastoni, pietre o frutta di stagione. Le strade che portavano a Montecitorio erano aperte, il traffico – più o meno – sotto controllo.

Non pioveva nemmeno, ieri, per lo meno non ininterrottamente, e i blindati della Polizia osservavano e monitoravano una situazione che scivolava via senza particolari complicazioni.

La protesta dei costruttori edili ha connotati ben diversi da quella studentesca andata in onda nell’intera giornata di lunedì. E’ un grido civile, quasi silenzioso se messo a paragone, ma non per questo meno allarmante.

La crisi del settore non ha precedenti. 250.000 i posti di lavoro andati persi. 7.700, tra aprile ed ottobre, solo nel Lazio. Il ricorso degli operai agli ammortizzatori sociali – leggi cassa integrazione – segna un drammatico +300%. +90% su base regionale. E se gli investimenti sono in calo su tutta la penisola, quelli sulle opere pubbliche sono invece in picchiata nella nostra regione: le gare di appalto, nei primi dieci mesi dell’anno, sono scese a 786, con una contrazione di risorse del 10% in confronto allo stesso periodo del 2009. Ma a rimettere tutti sulla stessa barca ci pensano le Pubbliche Amministrazioni, ovunque in costante ritardo nei pagamenti se non addirittura inadempienti, con alcune imprese che senza quei soldi hanno già dichiarato fallimento, ed altre che a breve rischiano di raggiungerle all’inferno.

Con questi – ed altri – dati alla mano, l’Ance e gli Stati Generali dei Costruttori sono dunque scesi in piazza, ieri mattina, dalle 10 all’ora di pranzo. Non una piazza qualsiasi, ma quella del parlamento, culla della nostra democrazia. Il luogo che solo il giorno prima era stato dichiarato off-limits agli studenti, veniva colorato e gremito in ogni ordine di posto. All’appello non mancava nessuno: presenti i lavoratori, le tre sigle sindacali, le associazioni artigiane, la Federcostruzioni e tutta la filiera produttiva del settore.

Tutti insieme, padroni e operai. Uniti sotto i caschetti da lavoro distribuiti per il sit-in e stretti attorno a quel megafono che faceva la voce grossa col Governo. Sbloccare i pagamenti per le imprese, rendere fruibili le risorse del CIPE per le urgenze infrastrutturali, semplificare le procedure amministrative e aumentare la lotta al lavoro nero e alla disoccupazione le richieste principali.

L’Ance del Lazio, a Montecitorio, manifestava in prima linea. Proprio per quei numeri, di cui sopra, che il suo Presidente, Stefano Petrucci, poco prima di prendere parte alla protesta, aveva spiegato ai giornalisti appena qualche metro più in là, presso la Camera di Commercio.

Tutte cifre, manco a dirlo, con un grosso segno meno davanti. “Il nostro è un mercato talmente in crisi da produrre un livello di competizione che pone il Lazio al primo posto nella classifica regionale del ribasso medio delle attività imprenditoriali nel periodo gennaio-ottobre 2010 – (dati CRESME, ndr) – . Un ribasso tutt’altro che stimolante, che anzi limita la qualità dell’offerta e la sicurezza nei cantieri, favorisce sempre più imprese senza scrupoli a danno di quelle più strutturate e amplifica il fenomeno del lavoro nero tanto quanto quello della disoccupazione. Il Governo deve intervenire”.

L’INTEGRAZIONE VA A CANESTRO CON SPECIAL OLYMPICS 2010

26 novembre 2010

Al via, sabato 27 novembre, la VII edizione della Special Olympics European Basketball Week. Una settimana di pallacanestro dedicata agli atleti con disabilità intellettive.

GIURAMENTO DEGLI ATLETI SPECIALI - "Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze".

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 26/11/2010)

Di Special, al mondo, non ce n’è certo solo uno, anche se si scrivesse One e si leggesse Mourinho.

Nella vita reale, e nello sport reale – quello, per intenderci, dove non c’è prova tv perché non ci sono telecamere – i veri Special sono altri. E sono tanti, soprattutto: 15.000 sparsi tra Europa e Asia. 4.400 soltanto in Italia. Sono gli atleti che dal 27 novembre al 5 dicembre prossimo si sfideranno sul parquet di palestre e palasport per la VII edizione della Special Olympics European Basketball Week, la settimana interamente dedicata alla pallacanestro in cui l’obiettivo è motivare i giovani con e senza disabilità intellettiva a superare le barriere ancora esistenti tra di loro, instaurando nuove amicizie e creando una società più aperta e accogliente. Una società così normale da essere Speciale.

Protagonista assoluto della manifestazione sarà lo “sport unificato” – “Unified Sports” – in nome del quale, sui campi da basket di tutta Europa, verranno organizzate squadre miste composte da atleti diversamente abili ed atleti partner, con lo scopo di ricreare situazioni di perfetta inclusione sociale e di offrire un’esperienza di arricchimento e crescita personale decisamente unica. Anche perché, come recita lo slogan Special Olympics, “ogni canestro è diverso, ma la voglia di giocare è sempre la stessa”.

30 nazioni coinvolte, 220 appuntamenti in programma, e un solo motto – “be a fan”, diventa un sostenitore – per un’iniziativa che si è consolidata nel tempo proprio grazie al grande supporto ricevuto, a tutti i livelli, dal mondo cestistico: da quello internazionale dell’Eurolega e della Fiba, fino alle spinte, tutte italiane, dei patrocini del CONI e del CIP, ma anche della Federazione Italiana Pallacanestro, della Lega Basket seria A, della Lega Due, della Lega Basket Femminile, della LNP e della GIBA.

Dopo il verde dei prati da calcio lo scorso aprile, è giunto, dunque, anche il turno del Basket. In Italia, nel corso della settimana, si svolgeranno tornei, contest e partite dimostrative che coinvolgeranno giovani dalle elementari alle scuole superiori, con l’opportunità, per i più piccoli o i più inesperti, di avvicinarsi gradualmente all’universo della pallacanestro, grazie a percorsi ed esercizi di avviamento specifici.

Il Lazio è in prima linea. Sono quattro, infatti, gli appuntamenti regionali – consultabili al sito www.specialolympics.it – previsti tutti nel corso della giornata di sabato 27 novembre. Roma, Rieti, Sabaudia e Capranica ospiteranno tornei e minitornei ed offriranno, nelle scuole e nei palasport aderenti, attività di training e di introduzione alla pratica del basket. Il gran galà conclusivo, invece, spetterà al match serale di Eurolega Virtus Roma – Spirou Basket Charleroi, in programma il 2 dicembre alle ore 20:45 presso il Palalottomatica. Durante l’intervallo, alcuni atleti Special Olympics scenderanno sul parquet per una breve dimostrazione, ricordando a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno, che a contare davvero, specie nello sport, non sono i risultati, che li porta via il tempo, quanto invece l’onestà e la purezza dei tentativi.

SICUREZZA, UNA TASK-FORCE ARMATA NELLE METRO E NELLE FERROVIE

16 novembre 2010

Tutte le stazioni e le fermate saranno presidiate da 50 guardie giurate  per contrastare i fenomeni di microcriminalità e di degrado sociale.

Il Sindaco e l'Assessore alla Mobilità, Sergio Marchi, hanno più volte sottolineato che la task-force rientra in un Piano di Sicurezza aggiuntivo alle misure già adottate da gennaio 2010 presso le stazioni M e FS.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 16/11/2010)

Una task-force di cinquanta uomini armati, con il compito di rilevare casi di eventuale rischio – anche solo potenziale – e di intervenire in situazioni di degrado e di pericolo, anche se non direttamente collegate al trasporto.

Questo il piano del Sindaco e dell’Assessore alla Mobilità, Sergio Marchi, per rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza nelle fermate della Metropolitana e nelle ferrovie urbane.

Il dopo Anagnina, per Roma e i suoi cittadini, risponde ad un solo imperativo: “tolleranza zero – come ha dichiarato lo stesso Alemannoanche sulla più piccola illegalità commessa nei siti adibiti al servizio pubblico”, perché la metropolitana “deve essere un luogo di accoglienza e di approdo sicuro per tutti i cittadini, non certo una zona franca”.

La task-force, che sarà costituita nell’immediato per contrastare i fenomeni di microcriminalità, degrado sociale, vagabondaggio, molestie e commercio illegale, sarà inoltre destinata al presidio di tutte quelle aree che, pur non presentando particolari profili di rischio, soffrono comunque di un bassissimo livello di sicurezza percepita da parte dell’utenza, come i nodi di scambio o i parcheggi periferici ed ultraperiferici gestiti da Atac ed adiacenti alle stesse stazioni.

L’INTERVENTO. Dalle 7 alle 23, per 365 giorni l’anno, gli agenti della task-force – prevalentemente personale di Istituti di Vigilanza – saranno dislocati su tutto il percorso metro-ferroviario capitolino, secondo uno specifico programma di controlli che prevede la presenza di 7 pattuglie (per un totale di 14 persone) per ciascuna delle due linee metropolitane A e B, di 5 pattuglie (10 persone) sulla ferrovia RM/Lido, e di 6 pattuglie (12 persone) sulle tratte RM/VT e RM/Pantano.

La gestione ed il raccordo informativo della task-force saranno affidati ad Atac e alla sua Centrale Operativa della Sicurezza localizzata a Termini, che avrà il compito di monitorare tutti i fenomeni e di attivare, in caso di necessità, i vari organi competenti in materia, quelli di Emergenza e di Soccorso (Vigili del Fuoco, 118…), di Pubblica Sicurezza (per problematiche dirette all’Ordine Pubblico), e le strutture aziendali responsabili (per interventi diretti e urgenti atti a garantire il giusto decoro dei siti).

LA SITUAZIONE ATTUALE. L’Assessore alla Mobilità, così come l’Amministratore Delegato di Atac, Maurizio Basile, hanno più volte ricordato, in sede di conferenza, la natura di “risorsa aggiuntiva” della task-force. “Non si parte certo dall’anno zero – ha sottolineato con forza Marchi – anzi, c’è un programma già fortemente attuato nel corso dell’anno, che andremo ulteriormente a potenziare grazie a questa nuova collaborazione con Atac, Vigili Urbani e Forze dell’Ordine, e che, al più presto, trasformeremo in vero e proprio sistema con un Protocollo d’Intesa”. Secondo i dati del Campidoglio, da gennaio 2010 le risorse impiegate da Atac per garantire il presidio delle aree del trasporto pubblico locale, ed in particolar modo delle metropolitane sono quantificabili in circa 370 guardie giurate, dislocate quotidianamente in tutte le 54 stazioni e fermate delle linee A e B e divise in 11 pattuglie, per una media giornaliera di circa 2.900 ore di controllo e monitoraggio, che garantiscono una vigilanza di tipo armato anche a bordo degli stessi treni.

Inoltre, ha aggiunto ancora Marchi, “è stata intensificata l’attività di video-sorveglianza a scopo preventivo nei confronti dei soggetti potenzialmente dediti a fenomeni criminali. Questi, infatti, vengono costantemente monitorati per poi essere presi in carico dalle pattuglie che li scortano al di fuori delle aree”.

OPERAZIONE DECORO. “La sicurezza – ha tenuto a precisare il Sindaco – dipende anche dal giusto decoro tenuto nei siti del trasporto pubblico”. Ecco perché, nelle aree antistanti stazioni metro e FS, verranno anche impiegate apposite squadre di Polizia Municipale, Ama e Acea, per la rimozione di scritte e impianti pubblicitari abusivi, e per la tutela di verde pubblico e decoro urbano. I luoghi di intervento saranno individuati settimanalmente, con l’obiettivo di “ripulire al più presto tutti i maggiori snodi della città”.