XI MEMORIAL DINO VIOLA, IL VIA IL 4 APRILE

Presentata l’edizione 2011 dello storico torneo romano dedicato all’indimenticato presidente giallorosso. Quest’anno a contendersi il trofeo saranno gli esordienti classe 1999. Roma naturalmente favorita.

Roberto Muzzi è stato premiato con una targa durante la presentazione. Alla sua destra, le due bandiere storiche della Roma, Amedeo Amadei e Giacomo "Giacomino" Losi.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 16/03/2011)

Rigatoni alla carbonara, abbacchio scottadito e per dessert la doppietta fresca fresca di Francesco Totti, servita sul piatto d’argento del derby di domenica scorsa.

Non poteva nascere sotto una stella migliore l’XI edizione del Memorial Dino Viola, il torneo di calcio giovanile della Capitale dedicato allo storico presidente giallorosso e presentato ufficialmente lunedì con l’ormai tradizionale appuntamento a cena presso il ristorante Antico Ristoro di via Appia Antica.

Quest’anno a contendersi il trofeo con la Roma, che nell’albo d’oro compare già sei volte dal 2001, saranno gli esordienti nati nel 1999 di Lupa Frascati, Nuova Tor Tre Teste, San Pancrazio, Cinecittà Bettini, Pro Roma Calcio, Ostiamare e C.S. Colombo, società quest’ultima che sin dalla prima edizione ospita ed organizza l’intera competizione.

Un torneo, il Dino Viola, che cresce di valore e di prestigio anno dopo anno. Proprio come crebbe sotto la gestione dell’ingegnere-patron la Roma negli anni ‘80, giungendo a successi fino ad allora semplicemente insperati sia in campo italiano (1 Scudetto e 5 Coppe Italia) sia in campo internazionale (con le due storiche finali di Coppa Campioni e di Coppa Uefa).

Ma la dote che più i tifosi giallorossi riconoscevano all’allora numero uno di Trigoria era la sua capacità di incarnare, nella gestione della società, la veracità classica dell’essere romani, col suo humor dissacrante tipico di Testaccio e Trastevere e con le lotte contro un “palazzo” dall’idioma prettamente nordico che già in quei tempi governava il mondo del calcio, mandando di traverso i bocconi domenicali ai supporter capitolini.

Un vero e proprio paladino della giustizia, agli occhi dei tifosi, che riuscì a non cedere alle lusinghe del business e degli interessi economici che pure, in quegli anni, cominciavano a farsi largo, tenendo sempre fede a quello che era il suo amore per Roma e per la Roma, e prendendo per mano, uno ad uno, tutti i “suoi ragazzi”, dal più piccolo al più grande, in un percorso glorioso che condusse alla vittoria attraverso i valori sportivi della lealtà e del rispetto dell’avversario.

Proprio per questo, undici anni fa, nacque l’idea di un torneo prestigioso che celebrasse la figura del Presidente attraverso il settore giovanile, come spiega anche uno dei figli, Ettore Viola: “abbiamo creduto nella bontà di questo progetto sin dall’inizio e siamo tuttora vicini alla manifestazione non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello educativo e dei servizi offerti ai ragazzi e alle società invitate”.

Quest’anno, però, con un pizzico di rammarico in più: “l’ultima stagione della famiglia Sensi, in effetti, ci lascia un po’ con l’amaro in bocca, perché il post sarà affidato per la prima volta a un manager statunitense. Gli imprenditori romani, insomma, avrebbero potuto fare di più”.

‘Un americano a Roma’, per dirla con Albertone, che non spaventa invece il Presidente dell’XI Municipio, Andrea Catarci, presente alla cena in rappresentanza del territorio che ospiterà, presso il Campo Laurentino di via Luigi Perna, l’intera kermesse dal 4 al 20 aprile: “Roma è stata una città multiculturale sin dai tempi dell’Impero. Farà innamorare in un istante anche i nuovi dirigenti made in Usa, che faranno così il loro meglio per la squadra”.

Accanto al tavolo di Aldo Ciriello, direttore generale del C.S. Colombo e curatore dell’evento assieme al Diesse Sandro Paicci, erano poi presenti due bandiere della Roma del passato come Giacomino Losi e Amedeo Amadei, insieme all’ex centravanti giallorosso Roberto Muzzi, ora alla guida dei piccoli classe 1999 della società di Trigoria. “Dino Viola è stato colui che mi ha fatto diventare un calciatore – ha detto l’allenatore 39enne – avevo solo 14 anni e facevo il carrozziere. Gli sarò sempre grato e sarà una motivazione in più per cercare di portare a casa il torneo”.

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