STATI GENERALI/1, LAVORO ED ECONOMIA LE PRIORITA’ DI ROMA

La prima giornata dei lavori si è aperta nel segno di Alemanno: “Entro dieci anni, 327mila posti di lavoro e +3% di Pil”

Il Sindaco Alemanno, nel suo intervento di ieri, ha snocciolato numeri da capogiro per il futuro di Roma.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/02/2011)

Era il giorno degli Stati Generali di Roma Capitale. E’ stato soprattutto il giorno di Gianni Alemanno.

Mai così carico negli ultimi tempi, il Sindaco ieri ci ha messo la faccia (“un atto necessario per garantire che Roma sta realmente cambiando”) e in un Palazzo dei Congressi blindatissimo per l’occasione, ha aperto la due giorni dei lavori togliendo finalmente i veli al Piano Strategico di Sviluppo, il fiore all’occhiello del Progetto Millennium che porterà Roma, nel giro di un decennio, a diventare a tutti gli effetti “città globale, sostenibile, policentrica, e solidale. Capitale della cultura e dell’entertainment”.

Per nulla scalfito dalle accuse alla vigilia del Pd – “si sta scrivendo soltanto un grande libro dei sogni” – e nemmeno dalla protesta last minute dei Minisindaci di Centrosinistra (che proprio di fronte all’entrata del Palacongressi, con annesse fasce d’ordinanza, ribadivano di essere “gli unici esclusi dal futuro della città”), Alemanno ha sfoggiato toni e numeri da tenore: “il nostro è soprattutto un Piano economico e sociale ancor prima che urbanistico: il primo intervento nella storia di Roma di una tale completezza e complessità. Possiamo realizzare una crescita del Pil del 3% e spingere dello 0,28% anche quello nazionale. In dieci anni creeremo 327mila posti di lavoro, che significa più di 30mila nuovi occupati per ogni anno”.

Cifre da capogiro, per un Piano Strategico di Sviluppo che tra macro-obiettivi e progetti pilota muoverà in totale quasi 22 miliardi di investimenti, come ha riportato il Coordinatore del Comitato di Indirizzo del Piano, Paolo Glisenti. “Di questi – ha poi specificato il Sindaco – quasi tre quarti possono venire da risorse europee e dai privati. E questo anche a prescindere dalle possibili olimpiadi del 2020”.

Minimo, dunque, il contributo pubblico previsto. A patto, però, “che ci siano progetti concreti, e con tempi certi, da presentare agli imprenditori italiani e internazionali” ha ammonito Alemanno.

I lavori si sono aperti con il saluto del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che nel suo discorso ha ribadito il pieno sostegno a Roma Capitale: “a nome del Governo – ha detto Letta – raccoglieremo le vostre indicazioni con la stessa partecipazione con la quale oggi vi auguriamo buon lavoro. Questo appuntamento si svolge in un momento in cui il mondo cambia e solo se sapremo essere uniti potremo disegnare un futuro all’altezza dei tempi”.

Poi è stato il turno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che pur se non presente fisicamente in sala, ha voluto inviare un suo messaggio – letto dallo stesso Alemanno – nel quale ha espresso un auspicio del tutto particolare: “i lavori che oggi s’inaugurano dovranno accomunare tutti coloro che amano Roma e che ne hanno a cuore le prospettive di sviluppo e la capacità di mantenere il ruolo e la dignità di una grande capitale internazionale, contraddistinta da una straordinaria universalità culturale e religiosa”.

Un augurio, quello di Napolitano, ripreso nel finale anche dal Primo Cittadino, che soffermandosi sui 4 obiettivi principali dello sviluppo capitolino – “Roma città della sostenibilità ambientale”, “Roma città nella competizione globale”, “Roma città policentrica e solidale”, e “Roma città della cultura e dell’entertainment” – ha ricordato come “si potrà ottenere uno spirito davvero unitario nella Capitale a condizione di basarsi su tutta quella serie di comunità interconnesse tra loro che costituiscono la nostra realtà quotidiana, da quelle culturali fino anche a quelle sociali, date spesso semplicemente dall’estrema diversità delle zone di residenza”.

Ecco, quindi, perchè le nuove metro “dovranno collegare tra loro le periferie, e non solo queste con il centro: non è più possibile pensare ad un centro storico che sia tutta la città”.

Ed è stata proprio questa “Roma policentricadel Progetto Millennium quella con cui il Sindaco ha voluto concludere il suo intervento, tra gli applausi più calorosi di giornata: “se nel centro storico ci sarà massima conservazione, fuori allora dovrà esserci il massimo della modernizzazione. Solo così, al nostro glorioso passato faremo corrispondere un futuro altrettanto radioso”.

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