Archive for febbraio 2011

STATI GENERALI/2, LA PROMESSA DEL GOVERNO: L’ITALIA RIPARTIRA’ DA ROMA

28 febbraio 2011

L’ultima giornata dei lavori si è chiusa nel segno del Premier Silvio Berlusconi, che ha garantito finanziamenti e “impegno totale da parte dell’Esecutivo”.

Tra gli altri, Berlusconi e Marcegaglia hanno confermato l'appoggio a Roma e alle sue Olimpiadi da parte di Governo e mondo delle Imprese.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 24/02/2011)

Lo aveva detto Alemanno: “il Piano di Sviluppo di Roma sarà un’operazione innanzitutto economica”.

Forse per questo l’ultima giornata degli Stati Generali si è aperta con l’intervento di Diego Della Valle e si è conclusa con quello del Premier Silvio Berlusconi, per tutti semplicemente il ‘Presidente imprenditore’.

Era tiepido, ieri, il sole del Palazzo dei Congressi. Ben altra, semmai, la temperatura che si respirava dentro e intorno a Piazzale Kennedy.

Off limits tutto il quadrante circostante all’edificio, cordone di polizia più che rafforzato, il rumore incessante delle eliche degli elicotteri. E poi metal detector all’ingresso e l’invito insistito della Sicurezza a “evitare di entrare ed uscire in continuazione”: l’arrivo del Premier non lascia mai nulla al caso.

E non ha lasciato scampo nemmeno ai consueti cortei di protesta (stavolta precari e cobas) che sembrano ormai seguirlo ovunque ed ogni qual volta si muova. Bloccati, comunque, ben al di fuori della zona rossa.

La giornata dedicata all’Olimpiade ha finito così inevitabilmente col vivere nell’attesa e nel segno di Silvio Berlusconi.

Sorridente e ben accolto dalla folla – dalla platea si è alzato addirittura l’urlo “Silvio sei er meio de Roma” – il Premier ha ribadito subito, e col volto crucciato, la crescente preoccupazione per la rivolta in Libia, per poi affrontare, uno ad uno, i temi più cari al futuro della nuova Capitale.

Dallo status di Ente Speciale “che ha finalmente portato Roma nell’olimpo delle grandi capitali europee, grazie ad una governance adeguata e ad una maggiore autonomia finanziaria”, passando per le aree metropolitane, “autentico motore economico e sociale della città”, fino ad arrivare a quello che ha definito il “più totale e convinto appoggio da parte del Governo per ciò che concerne la candidatura ai Giochi Olimpici del 2020”.

Giochi che dopo aver registrato i consueti proclama “all’unità, alla collaborazione, alla coesione e alla condivisione degli obiettivi” da parte di tutte le Istituzioni intervenute sul palco – lo hanno dichiarato, nell’ordine, Pescante, Petrucci, Chiamparino, Polverini, Zingaretti, Letta, Alemanno e lo stesso Berlusconi – hanno finalmente consegnato a pubblico e stampa la lista ufficiale dei componenti del Comitato Promotore.

Letto da Alemanno, l’elenco prevede Gianni letta Presidente Onorario, Mario Pescante Presidente Esecutivo, il Sindaco e Gianni Petrucci Vicepresidenti, Ernesto Albanese Direttore Generale e Marco Fortis a capo del sotto-Comitato alla Compatibilità Economica, del quale il coordinatore sarà Franco Carraro. Tra i membri onorari, invece, Renata Polverini e Nicola Zingaretti.

Come già detto, però, il vero leit motive di giornata – eccezion fatta per il Premier – è stato soprattutto il risvolto economico-finanziario del possibile approdo dei cinque cerchi nella Capitale.

Sin dalle 9:30, orario d’apertura dei lavori, ne aveva parlato Diego Della Valle.

Mr Tod’s, applauditissimo per l’operazione-Colosseo – ne ha finanziato il restauro con 25 milioni di euro – si è soffermato sul simbolo che Roma “deve tornare ad essere agli occhi del mondo”.

E proprio l’Olimpiade rappresenta, per l’imprenditore toscano, la svolta “che può definitivamente rinfrescare la già enorme bellezza della Capitale”, con investimenti mirati nei trasporti, nelle infrastrutture (“Fiumicino prima di tutto”), nella pulizia e nell’illuminazione delle sue strade.

Dell’immagine di Roma ha parlato, poi, anche Alemanno, sottolineando come sia “impensabile essere dietro, quanto a turismo, a Londra e Parigi”, e intravedendo il ritorno al primato (“e ad un sempre maggiore introito finanziario”) con le opere di restyling e di riqualificazione ambientale del parco del Tevere e del lungomare di Ostia.

Anche la Marcegaglia, in chiusura, non ha mancato di dire la sua sulla questione: “il momento economico è migliore, e con pil romano e nazionale in crescita, bisogna investire senza timori sulle Olimpiadi. La ricaduta economica sarà enorme e gioverà a tutto il Paese”.

Roma, dunque, “traino d’Italia”. Come voleva Alemanno, fiamma olimpica permettendo.

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ROMA 2020, L’OBIETTIVO E’ DI TUTTI

24 febbraio 2011

IL DIBATTITO – Unità d’intenti agli Stati Generali.

Quella del 2020 sarà la 32sima edizione dei Giochi Olimpici, nonchè 16sima dei Giochi Paralimpici.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 24/02/2011)

Pare non conoscere defezioni il sostegno alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

Almeno questo è ciò che traspare dall’apposita tavola rotonda organizzata nella seconda giornata degli Stati Generali.

La Governatrice Renata Polverini, garantisce che la Regione “è già al lavoro sulle infrastrutture di trasporto – ferrovie, porti, aeroporti – e che si sta impegnando per recuperare tutti i fondi comunitari possibili”.

Anche il Presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, non fa mancare il suo contributo: “dobbiamo fare tutti tutto ciò che ci compete affinchè Roma vinca la corsa finale”.

Superate, dunque, le polemiche di qualche mese fa: “dopo il dossier presentato per avere la meglio sulla candidatura di Venezia – ha spiegato Zingaretti – c’è stata qualche incomprensione, è inutile negarlo. Ma ora dobbiamo ritrovare serenità e coesione per un obiettivo unico e irrinunciabile”.
Dello stesso parere il neo-Presidente del Comitato Promotore, Mario Pescante: “possiamo farcela, ma uno dei requisiti per riuscirci davvero è che vi sia unità politica, pubblica e istituzionale.

Senza timori invece – e senza nemmeno gli scongiuri del caso – il Presidente del Coni, Gianni Petrucci, che manifesta impavido un certo ottimismo sulla vittoria finale: “Roma ha un grosso vantaggio: il 73 per cento degli impianti è già pronto. E gli imprenditori ci sono vicini. Ci hanno rimandato una volta, in genere la seconda ce la si fa. Sarà difficile, ma con questa squadra è possibile”.

“Dipende solo da noi” chiosa, infine, Alemanno.

“In questi due giorni abbiamo dimostrato che Roma ce la può fare grazie a un progetto competitivo di primissimo livello. Per i Giochi Olimpici del 2020, tra l’altro, potrebbero esserci tre milioni di spettatori e 4 miliardi di persone davanti alle tv. Tutto il mondo guarderà a noi”.

Un’occasione da non perdere, questa, per il Sindaco, “anche per lanciare un messaggio di raccoglimento a tutti i popoli della terra, nella scia di valori olimpici come la lealtà”.

La stessa che poi garantisce ai cittadini della Capitale: “stiamo costruendo il futuro, è vero, ma senza dimenticarci di affrontare, giorno per giorno, tutte le emergenze attuali, dalla sicurezza fino alle buche”.

 

STATI GENERALI/1, LAVORO ED ECONOMIA LE PRIORITA’ DI ROMA

24 febbraio 2011

La prima giornata dei lavori si è aperta nel segno di Alemanno: “Entro dieci anni, 327mila posti di lavoro e +3% di Pil”

Il Sindaco Alemanno, nel suo intervento di ieri, ha snocciolato numeri da capogiro per il futuro di Roma.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/02/2011)

Era il giorno degli Stati Generali di Roma Capitale. E’ stato soprattutto il giorno di Gianni Alemanno.

Mai così carico negli ultimi tempi, il Sindaco ieri ci ha messo la faccia (“un atto necessario per garantire che Roma sta realmente cambiando”) e in un Palazzo dei Congressi blindatissimo per l’occasione, ha aperto la due giorni dei lavori togliendo finalmente i veli al Piano Strategico di Sviluppo, il fiore all’occhiello del Progetto Millennium che porterà Roma, nel giro di un decennio, a diventare a tutti gli effetti “città globale, sostenibile, policentrica, e solidale. Capitale della cultura e dell’entertainment”.

Per nulla scalfito dalle accuse alla vigilia del Pd – “si sta scrivendo soltanto un grande libro dei sogni” – e nemmeno dalla protesta last minute dei Minisindaci di Centrosinistra (che proprio di fronte all’entrata del Palacongressi, con annesse fasce d’ordinanza, ribadivano di essere “gli unici esclusi dal futuro della città”), Alemanno ha sfoggiato toni e numeri da tenore: “il nostro è soprattutto un Piano economico e sociale ancor prima che urbanistico: il primo intervento nella storia di Roma di una tale completezza e complessità. Possiamo realizzare una crescita del Pil del 3% e spingere dello 0,28% anche quello nazionale. In dieci anni creeremo 327mila posti di lavoro, che significa più di 30mila nuovi occupati per ogni anno”.

Cifre da capogiro, per un Piano Strategico di Sviluppo che tra macro-obiettivi e progetti pilota muoverà in totale quasi 22 miliardi di investimenti, come ha riportato il Coordinatore del Comitato di Indirizzo del Piano, Paolo Glisenti. “Di questi – ha poi specificato il Sindaco – quasi tre quarti possono venire da risorse europee e dai privati. E questo anche a prescindere dalle possibili olimpiadi del 2020”.

Minimo, dunque, il contributo pubblico previsto. A patto, però, “che ci siano progetti concreti, e con tempi certi, da presentare agli imprenditori italiani e internazionali” ha ammonito Alemanno.

I lavori si sono aperti con il saluto del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che nel suo discorso ha ribadito il pieno sostegno a Roma Capitale: “a nome del Governo – ha detto Letta – raccoglieremo le vostre indicazioni con la stessa partecipazione con la quale oggi vi auguriamo buon lavoro. Questo appuntamento si svolge in un momento in cui il mondo cambia e solo se sapremo essere uniti potremo disegnare un futuro all’altezza dei tempi”.

Poi è stato il turno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che pur se non presente fisicamente in sala, ha voluto inviare un suo messaggio – letto dallo stesso Alemanno – nel quale ha espresso un auspicio del tutto particolare: “i lavori che oggi s’inaugurano dovranno accomunare tutti coloro che amano Roma e che ne hanno a cuore le prospettive di sviluppo e la capacità di mantenere il ruolo e la dignità di una grande capitale internazionale, contraddistinta da una straordinaria universalità culturale e religiosa”.

Un augurio, quello di Napolitano, ripreso nel finale anche dal Primo Cittadino, che soffermandosi sui 4 obiettivi principali dello sviluppo capitolino – “Roma città della sostenibilità ambientale”, “Roma città nella competizione globale”, “Roma città policentrica e solidale”, e “Roma città della cultura e dell’entertainment” – ha ricordato come “si potrà ottenere uno spirito davvero unitario nella Capitale a condizione di basarsi su tutta quella serie di comunità interconnesse tra loro che costituiscono la nostra realtà quotidiana, da quelle culturali fino anche a quelle sociali, date spesso semplicemente dall’estrema diversità delle zone di residenza”.

Ecco, quindi, perchè le nuove metro “dovranno collegare tra loro le periferie, e non solo queste con il centro: non è più possibile pensare ad un centro storico che sia tutta la città”.

Ed è stata proprio questa “Roma policentricadel Progetto Millennium quella con cui il Sindaco ha voluto concludere il suo intervento, tra gli applausi più calorosi di giornata: “se nel centro storico ci sarà massima conservazione, fuori allora dovrà esserci il massimo della modernizzazione. Solo così, al nostro glorioso passato faremo corrispondere un futuro altrettanto radioso”.

SFILATE, CAVALLI, MASCHERE, MUSICA E TEATRO: ECCO A VOI IL GRAN CARNEVALE DI ROMA

17 febbraio 2011

Terza edizione della “gran festa di piazza” rilanciata da Alemanno. Quest’anno gemellaggi con Viareggio e San Pietroburgo: dal 26 febbraio all’8 marzo in giro per Roma ci sarà da divertirsi.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 17/02/2011)

A vocazione nazionale. Anzi, internazionale.

La terza edizione del Carnevale Romano sembra non avere nulla da invidiare alla più blasonata manifestazione di Viareggio, grazie a un palinsesto mai così ricco di spettacoli come quello di quest’anno.

Undici giorni di feste dedicate all’antica tradizione culturale capitolina, arricchite, per di più, dallo stesso gemellaggio con la capitale della Versilia – che per l’occasione farà sfilare le due maschere di Burlamacco e Ondina nella parata d’apertura – e dal fascino tutto particolare del Carnevale di San Pietroburgo, che proprio nell’anno della Collaborazione Culturale tra Italia e Russia, delizierà gli occhi dei cittadini romani con un omaggio teatral-musicale alla Maslenitsa, la coloratissima festa siberiana di benvenuto alla primavera.

“Un evento straordinario e una festa meravigliosa”. Così l’Assessore alle Politiche Culturali, Dino Gasperini, ha sottolineato l’importanza che Roma ha deciso di attribuire, da tre anni a questa parte, al recupero storico–artistico delle esibizioni carnascialesche.

E, programma alla mano, sembra davvero impossibile dargli torto. Dal 26 febbraio infatti, data della Grande Sfilata di Apertura che percorrerà tutta via del Corso come nella più classica tradizione berbera, la Capitale parteciperà ininterrottamente a un susseguirsi di avvenimenti folcloristici e culturali vorticoso e itinerante, che in pieno spirito carnevalesco giungeranno a conclusione solo la sera dell’8 marzo, quando i fuochi d’artificio della terrazza del Pincio daranno l’arrivederci alla prossima edizione.

Nel mezzo, maschere moderne e antichi sapori si intrecceranno, giorno dopo giorno, nel centro e nella periferia di Roma, in una sorta di ‘inno alla storia romana’ fatto di giochi, musica, danza e teatro.

Cuore pulsante dell’intera kermesse sarà il villaggio di Piazza del Popolo, dove una vera e propria arena, allestita in collaborazione col Teatro dell’Opera, intratterrà grandi e piccini durante tutta la durata della manifestazione, ospitando gli appuntamenti più importanti nelle giornate del 28 febbraio (alle ore 21 andrà in scena il musical Disney campione d’incassi “La Bella e la Bestia”) e del 3 marzo (con la già citata rappresentazione del carnevale russo, alle ore 19).

Una doppia, spettacolare sfilata, invece, porterà allegria e stelle filanti domenica 6 marzo nelle vie del centro storico, con carri allegorici in partenza da piazza della Repubblica alle 10.30 e con il corteo latinoamericano che da piazza Venezia raggiungerà il Colosseo.

Grande luce, anche quest’anno, sarà data all’arte equestre, con il cavallo protagonista non solo nelle parate capitoline, ma anche – il primo di marzo – dell’omaggio alla gloriosa Cavalleria Militare Italiana.

Lontano da Piazza del Popolo, l’appuntamento da non mancare sarà quello di via Tiburtina, dove un immenso palcoscenico di 30mila metri quadrati di isola pedonale ospiterà un percorso di un chilometro e mezzo animato da carri, maschere e personaggi romani dedicati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Di sfondo, ma sempre in primo piano, la festa dei bambini, partecipi in prima persona a questa ‘dieci giorni più uno’ anche grazie alle iniziative ludico–formative intraprese in tutte le scuole e nelle biblioteche comunali.

Ha detto Alemanno: “il Carnevale di Roma non deve essere una festa estemporanea, ma una rassegna culturale di livello da far crescere ogni anno di più in Italia e nel mondo”.

Beh, vien da credergli.

SICUREZZA E LEGALITA’, NASCE L’OSSERVATORIO REGIONALE

17 febbraio 2011

Già assegnati dalla Regione Lazio 15o mila euro a sostegno dell’iniziativa. Polverini: “campagne di prevenzione in tutte le scuole e lavoro a stretto contatto con Questura e Prefettura”.

Renata Polverini: "ci impegneremo per far sì che i nostri ragazzi abbraccino la cultura della legalità e del senso civico".

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 17/02/2011)

Mappatura delle zone a rischio, elaborazione di uno studio annuale sulle tendenze relative alle diverse fattispecie criminose e monitoraggio della validità e dell’incidenza degli interventi previsti e finanziati dalla legge.

Sono questi i principali compiti del neonato Osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalità, lo strumento tecnico-scientifico fortemente voluto dalla Governatrice Polverini per rendere ancora più efficace la lotta alla criminalità all’interno dei confini laziali.

Operativo da gennaio, ma presentato ufficialmente solo venerdì scorso, l’organismo, in realtà, non sembra limitarsi ad una mera attività di analisi e ricerca. Molte, infatti, le iniziative e le campagne di prevenzione già in programma per il 2011.

“Innanzitutto quelle a sostegno dei giovani – ha specificato Renata Polverini – grazie ad una presenza assidua che ci vedrà impegnati in tutte le scuole del Lazio, per far sì che i nostri ragazzi abbraccino senza condizioni la cultura della legalità e del senso civico”.

L’obiettivo, in particolare, sarà quello di contrastare le pratiche fin troppo diffuse della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, oltre a promuovere la salvaguardia dell’ordine pubblico all’interno di locali e discoteche e presso le zone maggiormente frequentate nelle ore notturne.

Decisamente soddisfatto l’Assessore regionale alla Sicurezza, Pino Cangemi, considerato, di fatto, l’autentico padre fondatore dell’Osservatorio. “Oggi è una giornata storica per la Giunta. Questa, infatti, è una struttura estremamente innovativa innanzitutto perché risponde direttamente alla Regione, coi suoi uffici collocati all’interno dello stesso assessorato, e poi perché svolge un ruolo diretto di sostegno alle già intense attività della Questura e della Prefettura”.

L’Osservatorio, al suo interno, potrà contare sull’apporto di tutte le parti sociali coinvolte in materia di sicurezza, dalla presidenza del Consiglio al mondo dell’impresa e dei sindacati, dalle associazioni per la legalità a tutte le uniformi delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani).

“Ci sarà poi un’ulteriore novità – ha rivelato Cangemi – ovvero l’inserimento in organigramma di un dirigente della Polizia Penitenziaria, a testimonianza che stiamo collaborando davvero tutti affinchè gli abitanti del Lazio possano sentirsi definitivamente sicuri ed esserlo anche nei fatti”.

A dirigere l’Osservatorio è stato chiamato Rosario Vitarelli, già Direttore della Divisione Anticrimine della Questura di Roma: “il Lazio, così come tutte le regioni, non è immune da piccoli e grandi fenomeni criminali che devono essere affrontati anche in via istituzionale. Questo progetto consentirà un controllo incisivo e puntuale su questo tipo di circostanze, avviando poi una fase di contrasto e di intervento che grazie al nostro contributo si farà ancor più efficacie. Ci sarà un’intensa attività di prevenzione coi giovani, come già ricordato dalla Governatrice, ma anche un lavoro di uguale attenzione su altri reati, come quelli sugli anziani e sul degrado ambientale, quest’ultimo, spesso, la causa principale dell’insicurezza percepita dai cittadini”.

L’APPELLO DEL CONI PROVINCIALE: “SERVE DEFINIZIONE LEGISLATIVA CHIARA PER LE A.S.D.”

9 febbraio 2011

Il caso Cinecittà Prosport – paragonato a un vero e proprio ente commerciale nonostante il riconosciuto statuto di associazione dilettantistica – fa scattare l’allarme tra i presidenti delle società di Roma e provincia. Che denunciano: “l’Agenzia delle Entrate, colpendo noi, non fa altro che colpire i muri portanti dello sport italiano”.

Nereo Benussi, presidente dell'A.S.D. Cinecittà Prosport, insieme a Riccardo Viola in una immagine di repertorio.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 09/02/2011)

Può la tanto invocata lotta all’evasione fiscale trasformarsi in una drastica guerra allo sport?

A quanto pare si, o almeno così sostiene il consiglio provinciale del Coni, che lunedì sera, durante l’ultima delle sue sedute, ha dichiarato polemicamente aperto un nuovo tipo di caccia: quella all’associazione sportiva.

Nel mirino di fiduciari e consiliari è finito il recente comportamento dell’Agenzia delle Entrate, rea di avere inoltrato una serie di verifiche quantomeno particolari nei confronti di impianti e società sportive capitoline a denominazione dilettantistica.

L’accusa rivolta dal Fisco ad alcuni di questi soggetti, sostanzialmente, è quella di comportarsi come dei veri e propri enti commerciali sotto le mentite spoglie dell’associazione, sottoponendo dunque i propri ricavi ad un regime fiscale immotivatamente agevolato.

A termine di legge, infatti, le associazioni sportive dilettantistiche – siglate A.S.D. e regolate dalla L. 289/2002 – vengono riconosciute come tali proprio in virtù della natura consociata del proprio esercizio, ed essendo “non a scopo di lucro” – perché chiamate, in pratica, a rendere un preciso servizio al pubblico – accedono a tutta una serie di benefici e sgravi fiscali che altrimenti non gli spetterebbero.

Se da un lato, però, il divieto assoluto di distribuzione degli utili tra gli associati è senza dubbio criterio oggettivo di giudizio (essendo per di più vincolato all’obbligo di redigere e approvare un rendiconto economico e finanziario), dall’altro l’onere che spetta alle società di dimostrare in modo uniforme che il proprio modus operandi è figlio di reale associazionismo appare, invece, parametro fin troppo aleatorio, e “questo perché la legge – come sostenuto pressoché dall’unanimità dei presidenti delle società sportive presenti in aula – non indica alcun criterio specifico da seguire, ma solo indirizzi comportamentali che vengono poi liberamente interpretati dagli ispettori fiscali. E il più delle volte, naturalmente, fioccano multe salate e per lo più sproporzionate, dell’ammontare di svariate migliaia di euro”.

Si sta parlando, in effetti, di piccoli cavilli sui quali la normativa non sembra essere puntualissima, quali l’apposizione del marchio A.S.D. bene in vista in qualsiasi produzione societaria (siano volantini, cartelli o altro), la gestione delle attività societarie secondo quelli che dovrebbero essere i tradizionali stilemi associativi, o, ancora, il necessario utilizzo di forme idonee di pubblicizzazione per le convocazioni assembleari degli associati.

CINECITTA’ PROSPORT. Il caso più eclatante è quello del Cinecittà Prosport, A.S.D. del X Municipio presieduta da Nereo Benussi e paragonata praticamente dal Fisco ad una sorta di centro commerciale solo perché alle sue assemblee si verifica costantemente una forte percentuale di assenteismo (il che ci sembra del tutto plausibile, alla luce del fatto che persino alle riunioni di condominio manca più di qualcuno e che tutto l’apparato in questione consta di ben 7 società sportive, 3 scuole, 2 coop sociali e 1 associazione culturale) o perché le delibere e gli appelli assembleari – affissi in bacheca come da obbligo statutario, oltre che pubblicati sul sito internet per diversi giorni – vengono di fatto disconosciuti dal più dei soci, come avrebbe acclarato un sondaggio effettuato dagli stessi ispettori nei confronti della società. Ma può essere  davvero una colpa, o peggio ancora un dolo, la distrazione e il disinteresse dei propri consociati?

LA RISPOSTA DEL CONI PROVINCIALE. Per il Coni Provinciale, e per il suo Presidente Riccardo Viola, evidentemente no: “è necessaria subito una sanatoria per le multe già inflitte, dopo di che bisognerà sollecitare un intervento immediato delle Istituzioni e del Parlamento che porti ad una definizione univoca delle associazioni dilettantistiche, senza più quei buchi legislativi che troppo spesso hanno portato a interpretazioni sospette o quantomeno dannose nei confronti di presidenti e società in realtà ben operanti, e che rappresentano, tra l’altro, i perni sopra i quali si regge tutto il castello dello sport italiano”.