L’UNIONE (DI CENTO CITTA’) FA LA… SICUREZZA URBANA

Parte dalla Capitale la  terza edizione “100 Città per la Sicurezza”, la manifestazione organizzata dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana. Incontri, mostre e convegni, ma anche l’occasione per fare il punto sui prossimi obiettivi del Fisu. Due su tutti: Normative e Piano Nomadi.

L'INIZIATIVA - La rassegna itinerante parte oggi da Roma, dalla Casa del Cinema di Villa Borghese.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 15/10/2010)

All’indomani dell’aggressione dell’Anagnina, che ha sconvolto i cittadini romani così come quelli di tutta Italia, è stata presentata in Campidoglio un’iniziativa che forse, proprio per il momento storico nel quale va a collocarsi, assume un significato simbolico ancor più forte di quello strettamente politico che porta con sé.

La manifestazione di cui stiamo parlando si chiama “100 Città per la Sicurezza”, una rassegna itinerante di incontri, convegni e mostre che partirà, quest’oggi, proprio dalla Capitale (con l’anteprima, presso la Casa del Cinema di Villa borghese, del film-documentario “La Paura SiCura”, del regista Gabriele Vacis) e che poi, nei prossimi giorni, vedrà coinvolte, in un vero e proprio giro d’Italia, tutte le città che aderiscono al FisuForum Italiano per la Sicurezza Urbana – , l’associazione che dal 1996 riunisce oltre novanta regioni, province e comuni del nostro paese con l’obiettivo di promuovere nuove politiche condivise sul tema della sicurezza cittadina.

L’evento, giunto ormai alla sua terza edizione, vuole mettere in mostra la creatività e la ricchezza di proposte con cui gli enti locali intervengono in ambito securitario, anche se non mancherà l’occasione per fare il punto sui prossimi obiettivi del Forum, impegnato, sin dalla sua fondazione, a livello nazionale ed europeo.

NORMATIVE SERIE E CONCRETE. A queste, prima di tutto, puntano il Fisu e le amministrazioni locali che lo compongono. “Sono convinto che il confronto tra diverse esperienze e tra territori di medie e grandi dimensioni sia l’approccio metodologico migliore per affrontare efficacemente il problema”. Giorgio Ciardi, Delegato del Sindaco alla Sicurezza, investe sul Forum e sul suo ruolo decisivo nell’ambito della sicurezza urbana: “Dobbiamo essere una lobby, in grado di rivendicare tutti quei mezzi che noi, in quanto enti locali, riteniamo necessari per contrastare la paura e il pericolo nelle nostre città. Con questa comunione di intenti, lanceremo una sfida unica ed univoca agli alti piani di governo, siano essi nazionali o internazionali”.

LE ORDINANZE. Non è sufficiente, da solo, lo strumento messo a disposizione dei sindaci da parte del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni. “Il Pacchetto Sicurezza, con il sistema di ordinanze previsto, è senz’altro un elemento positivo per un migliore controllo delle città – ha spiegato ancora Ciardi – ma poi bisogna alimentare l’incidenza che hanno queste delibere, con un’azione che intervenga ugualmente in tutti i contesti urbani del Nord, del Centro e del Sud d’Italia, e che, soprattutto, resista nel tempo”. D’accordo sul tema anche Giorgio Pighi, Sindaco di Modena e Presidente del Fisu: “I provvedimenti presi dai sindaci, non appena in vigore, hanno una forza d’impatto incredibile. Poi, però, perdono in efficacia, a causa della loro natura sostanzialmente provvisoria. E svaniscono anche tutti quei vantaggi che si riescono a creare, in un brevissimo lasso di tempo, in ambito di decoro urbano e di convivenza civile, e che alla lunga porterebbero ad una mitigazione effettiva delle tensioni cittadine”.

NOMADI. Se a livello nazionale l’imperativo è dare ampio respiro alle politiche d’intervento, in Europa la questione sembra essere una ed una soltanto: l’emergenza nomadi. “Bisogna assolutamente trovare una linea comune – ha detto, in merito, Fabrizio Santori, Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale – dobbiamo sensibilizzare le istituzioni e pianificare una strategia complessiva. Il problema, infatti, non è solo italiano”.

“Il modello Roma – ha poi concluso – articolandosi con efficacia tra solidarietà e fermezza, potrebbe essere quello giusto da esportare negli altri stati dell’Unione Europea”.

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