VIOLENZA SULLE DONNE, IL CAMPIDOGLIO LANCIA “SOS DONNA H24”

Il servizio antiviolenza, già attivo da 9 mesi, è destinato alle vittime di aggressioni quotidiane in ambito familiare. Alemanno: “Nessuna di loro deve sentirsi abbandonata”

VIOLENZA SULLE DONNE - L'assistenza è svolta da Be Free, che si avvale del supporto di sette operatrici professionali.

di Francesco Gabriele

(Pubblicato su Il Corriere Laziale il 30/09/2010)

130 storie di violenza. 130 donne, ora, non sono più sole.

Sono questi i risultati, a nove mesi dall’avvio, di SOS Donna H24, il servizio antiviolenza istituito da Roma Capitale in collaborazione con l’U.O.Unità OperativaPari Opportunità.

Dati che se pure non possono definirsi positivi, visto l’ambito drammatico nel quale si collocano, un lato di speranza lo registrano comunque: queste donne, vittime di abusi quotidiani di ogni tipo, non sono più costrette nell’antro, buio, del loro silenzio: protette e sostenute dall’opera di questo fondamentale sportello di accoglienza.

E’, infatti, continua e costante l’assistenza offerta da Be Free – la cooperativa sociale affidataria del servizio – tesa, com’è, a sollevare definitivamente il coperchio da quel vero e proprio universo sommerso nel quale la violenza rappresenta un aspetto “normale” della realtà giornaliera.

Da un tale mondo di paura e costrizione è possibile però fuggire, grazie al supporto delle sette operatrici SOS Donna – esperte psicologhe, mediatrici culturali, sociologhe, assistenti sociali e avvocati – che di giorno e di notte, 24 ore su 24, mettono a disposizione tutto l’aiuto necessario a coloro che decidono di accedere al servizio, oltre a fornire i migliori consigli per affrontare un’eventuale situazione di emergenza.

IL SOSTEGNO DEL SINDACO. “Sarà uno strumento rivolto a tutte le donne vittime di queste circostanze” – ha dichiarato, ieri, il Sindaco Gianni Alemanno, in occasione del lancio ufficiale della campagna di divulgazione – “nessuna di loro dovrà sentirsi isolata o abbandonata. Da oggi, anzi, ognuna potrà contare su un punto di riferimento effettivo, ben sapendo che la privacy sarà rigorosamente tutelata”.

Perché il problema nel problema, quando si parla di violenza sulla donna, è riuscire a rompere quel meccanismo di auto-emarginazione e vergogna che viene inevitabilmente a crearsi. “Siamo ben consapevoli” – ha infatti aggiunto Alemanno – “che c’è un numero di violenze denunciate ed un numero ben più grande di quelle sottaciute”.

UN SERVIZIO DI RETE. E nonostante nel 2010 siano in calo le cifre legate agli abusi segnalati, molto ancora c’è da fare, come ha spiegato il Presidente di Be Free, Oria Gargano. “La particolarità della nostra iniziativa, unica nel panorama italiano e quasi unica nel contesto europeo, è l’azione di rete che viene proposta. La linea è destinata, infatti, non soltanto alle vittime, ma anche alle Forze dell’Ordine, ai servizi sociosanitari, alle istituzioni pubbliche e private, agli amici e ai parenti delle donne, che possono, in questo modo, segnalare situazioni presumibilmente o dichiaratamente portatrici di violenza. Quest’apertura a 360 gradi farà aumentare le possibilità di repressione nei confronti di questo tipo di reato”.

LA NOVITA’. E’ quella dell’intermodalità di accesso a SOS Donna H24, nota come ‘accoglienza in emergenza’. “L’intervento in loco dell’operatrice del servizio antiviolenza” – ha proseguito Oria Gargano – “si attiva su segnalazione di un altro servizio sociale/territoriale, o su imput di una persona vicina alla vittima. Se si pensa che ogni anno moltissime donne vengono uccise da partner che non accettano l’idea di diventare degli ex, ben si capisce la dimensione del problema che stiamo affrontando e la necessarietà di un intervento del genere”.

I DATI. Nella maggior parte dei casi – il 58% – l’autore della violenza è il marito, il compagno o il convivente: comunque una persona che ha o ha avuto con la vittima una relazione affettiva importante.

“E’ fondamentale insistere con una adeguata comunicazione” – ha concluso, infine, il Delegato alle Pari Opportunità del Comune di Roma, Lavinia Mennuni – “Solo così le donne vittime di aggressioni potranno assumere una definitiva presa di coraggio per tornare a condurre una vita normale”.

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