VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE, L’UDC PARTE DA ROMA

L’impegno dei centristi per la creazione del nuovo polo: “ricominciare dal territorio e dal dialogo con le persone”. Ma alla festa regionale dell’Unione di Centro a spiccare sono le polemiche con Alemanno e la questione-periferie.

Il momento più atteso della manifestazione è stato il dibattito su Tor Bella Monaca e lo sviluppo urbanistico della città al quale sono intervenuti il Sindaco Gianni Alemanno ed il vicePresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 28/09/2010)

Dalla periferia romana al Partito della Nazione, direttamente e “senza passare dal via”.

Si è conclusa ieri la tre giorni dedicata alla prima festa regionale dell’Udc. Prima, ma forse anche già ultima, in vista della nascita di quel nuovo grande centro moderato, il Partito della Nazione appunto, attorno al quale si è svolta la manifestazione, e “senza il quale” – come detto dal leader Pier Ferdinando Casini – “è difficile per tutti governare, come dimostrato da Prodi prima e da Berlusconi ora”.

Una vocazione maggioritaria che nasce, dunque, proprio a due passi dalla famigerata, ormai, Tor Bella Monaca, in zona Grotte Celoni, quartiere periferico a est della capitale, nell’VIII Municipio.

La pioggia e il primo freddo di stagione non hanno fermato le migliaia di persone che – secondo i dati forniti dagli organizzatori – hanno affollato, nell’intero week end, il capannone dedicato ai dibattiti politici sul futuro percorribile di Roma e d’Italia.

L’occasione, d’altronde, era di quelle da non perdere. O almeno lo era per i cittadini, che per una volta hanno potuto accorciare le distanze con le istituzioni confrontandosi su temi reali come scuola, giovani, comunicazione, oltre che – visto il luogo dell’incontro – sulla riqualificazione territoriale della città e delle sue zone più degradate.

All’intervento inaugurale del Segretario Nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, hanno fatto seguito le interviste alla Governatrice del Lazio Renata Polverini (nella giornata di sabato), e quella al leader maximo Casini (domenica a mezzogiorno).

In mezzo, le classiche tavole rotonde. Tra queste, la più attesa – di fronte ad una folta schiera di residenti in ansia per il loro destino – è stata quella sull’urbanistica di Roma, nell’ambito della quale si sono confrontati il vicePresidente della Regione, Luciano Ciocchetti, e il Sindaco Gianni Alemanno. L’argomento, cruciale, era lo sviluppo delle periferie.

DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE. Queste le parole d’ordine utilizzate per il riassetto periferico di Roma. “Tutte le capitali europee riqualificano ciò che già esiste” – ha detto Luciano Ciocchetti – “solo a Roma si costruisce, e male, sempre e solo su aree nuove. Offriremo incentivi e importanti premi di cubatura a chi accetterà di agire in questo modo. E lo faremo anche sulle fasce costiere, penso per esempio a Torvaianica, con premi, in questo caso, al 100%, per permettere la delocalizzazione, riedificando all’interno”.

L’INTERVENTO DEL SINDACO. Alemanno, dal canto suo, si è prima scagliato contro “quella cultura del no della Sinistra che ha causato vent’anni di immobilismo e di abusivismo di ogni tipo”, poi ha rassicurato: “non aggrediremo l’agro romano, come cerca di strumentalizzare il Pd”, annunciando agli abitanti di Tor Bella Monaca l’appuntamento del 26 ottobre. “Quel giorno saremo nel quartiere per presentare il progetto e discuterne con tutti. Non ci saranno piani calati dall’alto, ma neanche più grattacieli. Solo case accettabili, palazzine dignitose, piazze, strade e luoghi di incontro”.

Pdl e Udc a braccetto su riqualificazione e housing sociale, con Ciocchetti “pronto ad appoggiare la proposta su Tor Bella Monaca qualora si dimostrasse seria e realizzabile”. Le distanze vengono da un’altra parte.

ROMA CAPITALE. Ne è la testimonianza. Non fosse bastata l’astensione dei centristi al primo decreto, dal dibattito è giunta la conferma su quale sia il pomo della discordia: l’area metropolitana. Se per il viceGovernatore del Lazio, infatti, “è necessario unire Roma e la sua provincia sui grandi temi dei servizi, dell’urbanistica e della mobilità”, per Alemanno, questa, non è una strada percorribile. “L’azione amministrativa dovrà svolgersi tra Roma Capitale (comune) e Regione (territorio vasto). Se affiliamo a Roma una serie di entità comunali circostanti si creerebbe un conflitto con il ruolo regionale, quando invece c’è bisogno di separazione di funzioni e di poteri per snellire le procedure”.

UDC IN GIUNTA? La convergenza, anche per quanto appena detto, sembra improbabile. L’auspicio di ieri del Sindaco non ha trovato, in effetti, alcuna approvazione. “Restiamo all’opposizione, per rispetto anche dei nostri elettori” è stata l’ultima parola di Ciocchetti.

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