“I FIGLI DI IMMIGRATI NATI IN ITALIA SONO STRANIERI”: E’ BUFERA SULLE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE MARSILIO

In visita alla Pisacane, l’Assessore alla Scuola Laura Marsilio scatena la polemica: “è una questione culturale”. Dal Centrosinistra parole di fuoco e richiesta di dimissioni. Anche il Sindaco costretto a prendere le distanze: “si è espressa male”. In serata l’Assessore corregge il tiro: “ho parlato secondo la normativa vigente”, ma è caos.

Una mamma immigrata e il suo bimbo all'entrata della Carlo Pisacane: non si spegne il fuoco della polemica attorno alla scuola elementare di Torpignattara.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 17/09/2010)

Quando l’acqua da gettare sul fuoco si trasforma in benzina.

La visita dell’Assessore alle Politiche Scolastiche del Comune di Roma, Laura Marsilio, presso l’ex scuola elementare Carlo Pisacane – la cosiddetta ‘scuola ghetto’ di Torpignattara, da quest’anno Istituto Comprensivo Laparelli – avrebbe dovuto distendere gli animi sulla polemica dei troppi bambini immigrati presenti nel plesso del VI Municipio (una classe – la I B – è composta di soli studenti stranieri).

Avrebbe dovuto, condizionale e passato. Perché, nella realtà, ha finito con l’esasperarli ulteriormente, al punto che dal Centrosinistra capitolino è giunta persino la richiesta immediata di dimissioni nei confronti dell’esponente della Giunta Alemanno.

La miccia è esplosa a seguito di una dichiarazione resa dallo stesso Assessore ai cronisti presenti all’incontro, in merito alla questione della “auspicata inversione di tendenza” rispetto alla gestione della scuola del recente passato: “la vecchia dirigenza ha commesso una grave azione di disobbedienza chiedendo la deroga alla circolare ministeriale sul limite degli stranieri posto al 30% per ogni aula. Naturalmente il Ministro Gelmini si è trovata costretta a concederla, per consentire la fruizione dell’attività scolastica a tutti i bimbi che erano stati iscritti presso la scuola. Questo, però, non è altro che il frutto di una amministrazione politica del problema senza dubbio sbagliata da parte degli ex dirigenti: anche se questi bimbi sono nati in Italia non è del tutto inappropriato considerarli non stranieri“.

Quell’ultima frase, quel – tradotto in soldoni – “i figli degli immigrati nati in Italia non sono italiani” ha scatenato un vero e proprio inferno, dal quale ha voluto subito prendere le distanze finanche il Sindaco, Gianni Alemanno: “L’Assessore Marsilio si è espressa male in chiave istituzionale e legislativa: anche se in Italia non esiste il diritto alla cittadinanza in base alla nascita, voglio comunque sottolineare con chiarezza che i bambini che nascono nella nostra città sono un patrimonio per Roma e non mi sento di definirli stranieri”.

Un equivoco, per la verità, che aveva cercato di chiarire già l’Assessore nel mentre delle sue interviste, ampliando il significato della sua posizione e specificando come il proprio discorso non partisse da una mera base anagrafica: “è una questione culturale” – aveva spiegato – “e ben al di fuori di ogni ideologia. E’ bene che questi bambini possano convivere con quelli di origine italiana. Un sentimento di appartenenza alla comunità e all’identità italiana può svilupparsi positivamente e a tutti gli effetti attraverso un’integrazione che consenta lo scambio reciproco. L’isolamento in una scuola è, al contrario, qualcosa di aberrante”.

Ma di “aberrante”, per il Centrosinistra, sembrano esserci soltanto “le parole dell’Assessore Marsilio”. E’ stata la deputata del Pd, Ileana Argentin, a esprimere per prima la sua indignazione: “la gravità di quanto è stato detto si può comprendere se pensiamo alla violenza psicologica fatta nei confronti dei figli degli stranieri della scuola Pisacane. Dopo averla ascoltata, si saranno chiesti se mai saranno cittadini italiani”.

Ed è stata la stessa Argentin, Dirigente Regionale dei Democratici del Lazio, a chiedere repentinamente e con forza il sollevamento dall’incarico della Marsilio: “poiché l’Assessore alla Scuola ha dimostrato un’irresponsabile insensibilità ai temi dell’integrazione e una gravissima ignoranza del diritto” – ha aggiunto – “le chiediamo di farsi da parte e chiediamo al Sindaco di revocarle immediatamente le deleghe, in quanto assolutamente inadeguata alle vesti istituzionali che ricopre”.

Sulla stessa linea di intransigenza anche il Capogruppo della Lista Civica in Campidoglio, Gianluca Quadrana, che, parlando di “folli concetti razziali che riportano alla memoria i diktat del ventennio fascista”, ha invitato Alemanno a “decisioni drastiche almeno quanto lo sono state le cose dette dalla Marsilio”.

A difesa dell’Assessore capitolino si è levato, invece, il Vicepresidente della Commissione Politiche Sociali del Comune di Roma, Ugo Cassone, per il quale “le critiche mosse dalla Sinistra sono figlie di un oltranzismo ideologico che porta alla negazione anche delle più evidenti nozioni del nostro ordinamento giuridico. In merito alla nazionalità dei figli nati nel nostro Paese da genitori stranieri, l’Assessore si è espressa secondo la legge italiana, che è assolutamente chiara”.

LE PRECISAZIONI DELL’ASSESSORE – Dopo la pioggia di polemiche che si è abbattuta sulle sue dichiarazioni, l’Assessore Marsilio è stata costretta a precisare: “ho utilizzato semplicemente le parole della normativa vigente che non conferisce automaticamente la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia. Ma soprattutto ho voluto sottolineare la necessità, secondo quanto previsto dalla circolare del ministro Gelmini, di includere nelle stesse classi scolastiche sia bambini di origini italiane sia bambini figli di immigrati. Questa è la condizione per evitare che le classi scolastiche divengano dei ghetti monoculturali. Il nostro obiettivo rimane quello di un’autentica integrazione, che è la premessa necessaria per fare di questi bambini dei futuri cittadini italiani”. Anche il Sindaco Alemanno è tornato sull’argomento, sempre a sostegno della Marsilio: “si è sempre distinta per un grande impegno a favore dell’integrazione delle comunità emigrate e dell’inclusione scolastica dei figli degli immigrati”, “giudico penoso il tentativo fatto da alcuni oppositori di attaccarla continuando a giocare sull’equivoco”.

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