IL CALCIO GIOVANILE CELEBRA ROMA 1960 GUARDANDO AL 2020

Tutte le migliori compagini di Roma e del Lazio chiamate a raccolta dai vertici della Lega Nazionale Dilettanti in un torneo allo Stadio dei Marmi dall’alto contenuto simbolico ed evocativo: celebrare le Olimpiadi del passato per gettarsi a capofitto nella nuova sfida capitolina.

Romulea, Tor di Quinto, Urbetevere, Aprilia, Vigor Perconti, Lodigiani, Nuova Tor Tre Teste, Villalba, Savio e Certosa: tutte le squadre partecipanti sono state insignite delle medaglie evocative di Roma '60.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 06/09/2010)

Guardando al passato, puntando al futuro.

La fiamma olimpica di Roma è tornata ad ardere vigorosa in questi giorni, in occasione delle molte manifestazioni andate in scena per il 50° anniversario dei Giochi ospitati dalla città eterna nell’indimenticabile estate del 1960.

Un fuoco, in realtà, rimasto sempre vivo nel cuore dei cittadini romani e dei tantissimi appassionati accorsi – ormai mezzo secolo fa – ad ammirare le imprese di eroi come Abebe Bikila e Livio Berruti, e che, anzi, è stato alimentato, giorno dopo giorno, da nuove speranze e nuove ambizioni in vista della forte ricandidatura capitolina per le Olimpiadi del 2020: quelle che potrebbero rappresentare, con l’auspicio di tutti, la seconda storica edizione, in Italia, della competizione sportiva più importante del mondo.

Celebrare i fasti della XVII Olimpiade è così divenuto, per Roma, molto più che un nostalgico – seppur doveroso, intendiamoci – tuffo a ritroso nel tempo. Ma, anzi, ha assunto connotati ben più profondi e, soprattutto, ben più radicati col domani. Quei ricordi da pelle d’oca e a tinte bianco e nere bisogna ricolorarli. Rinverdirli, magari con l’ausilio delle migliori, moderne, tecniche digitali.

La forza del passato deve servire per tornare a sognare. Perchè quel sogno, il grande sogno a cinque cerchi, può tornare a farsi realtà tra dieci anni. E di nuovo lì: all’ombra del Colosseo e sotto il Cupolone, tra gli sguardi appesi a un filo dei tifosi in estasi e gli occhi – migliaia di occhi – infallibili delle telecamere provenienti da tutti e cinque i continenti.

E’una missione-possibile: la missione-possibile che ha Roma. E che passa necessariamente per il presente. Un presente che in Italia, volenti o nolenti, un nome chiaro e preciso ce l’ha. Un nome e un cognome, per l’esattezza. Si chiama Calcio Giovanile.

Certo non si può dire che sia la disciplina principe di una manifestazione – l’Olimpiade – che è regina dello sport, ma questo poco importa. Perché il calcio, a Roma e in Italia, è il linguaggio più parlato. Ed anche quello più compreso.

E proprio in quest’ottica va a collocarsi la singolare iniziativa intrapresa dalla LNDLega Nazionale Dilettanti – che, raccogliendo l’invito del Comitato Roma 1960, ha promosso l’organizzazione di un insolito torneo, con partite da trenta minuti, andato in scena, nell’arco dell’intera giornata di sabato, al Foro Italico.

Pallone ed Olimpiadi, quale migliore scenario di quello dello Stadio dei Marmi? La culla delle Olimpiadi del 1960 si è aperta nuovamente ai giovani, grazie al contributo del Coni, proprio a testimoniare il legame fisico ed immateriale della torcia olimpica che è destinata a non spegnersi mai in una città vive di passioni e di passioni a sei tacchetti.

“Si vuole inviare un messaggio splendido” – aveva dichiarato, alla vigilia, il Presidente LND, nonché Vice Presidente vicario Figc, Carlo Tavecchio – “sono gli atleti di oggi e di domani a ricordare quelli del passato”.

E così è stato, perché in questo torneo di calcio, che ha voluto fare da ponte ideale tra il 1960 ed il 2020, la scelta della categoria dei giocatori non è stata causale. Gli Esordienti – ragazzi nati nel ’98 e nel ‘99 – oltre ad essere una delle componenti più vibranti e genuine del settore di base del calcio tricolore, rappresentano a tutti gli effetti gli atleti di domani.

“La celebrazione assume un valore diverso, più significativo, se i protagonisti sono i possibili olimpionici del 2020” ha voluto sottolineare il Delegato alle Politiche Sportive del Comune di Roma, Alessandro Cochi, presente alla premiazione finale al fianco di Franco CarraroMassimo Dirigente della Fondazione ‘Giulio Onesti’ e del Comitato Organizzatore – e del Presidente del Comitato Regionale Lazio della LND, Melchiorre Zarelli, il quale, vista l’importanza dell’occasione, ha chiamato a raccolta alcuni dei migliori vivai in circolazione a Roma e provincia: “Abbiamo coinvolto società importanti di una regione sempre in prima fila nella cura e nella promozione dell’attività giovanile. Ho visto giocare un ottimo calcio e ho sentito calore e partecipazione da parte delle famiglie: una giornata davvero magnifica”.

Per la cronaca, il torneo se lo è aggiudicato il Tor di Quinto, battendo in finale la Lodigiani.

Nella realtà – e non è banale dirlo, in vista di Roma 2020 – a vincere è stato lo sport.

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