ROMA PUNTA SUI TRAM: RIPRISTINATA LA LINEA 2

Ridisegnato il sistema di mobilità per l’accesso a Piazza del Popolo. Con una spesa di circa 3,4 milioni di euro l’Amministrazione comunale ha approvato un progetto che è stato realizzato in un anno come da programma e che ha ridisegnato il look a Piazzale Flaminio. Al vaglio, ora, la riattivazione della linea 3.

Presenti all'inaugurazione della linea il Sindaco Alemanno, l'Assessore alle Politiche della Mobilità Marchi e il Presidente di Roma Servizi per la Mobilità Tabacchiera.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 30/07/2010)

A volte ritornano.

Dopo un anno di stop, ha ripreso servizio, da ieri mattina, il tram della linea 2, lo storico collegamento pubblico che mette in comunicazione piazza Mancini e piazzale Flaminio, due tra i più grandi poli di snodo presenti nel cuore della Capitale.

I dodici mesi di cantieri – esattamente e come da copione – sono stati necessari per  realizzare un vero e proprio intervento di restyling urbano ed urbanistico, che ha consentito non soltanto la ristrutturazione e l’ottimizzazione dell’antica sede tranviaria – spostatasi da via Gianturco e via Vico direttamente sulla via Flaminia – ma anche, e soprattutto, la riqualificazione dell’intera area territoriale circostante a Porta del Popolo, con la creazione di una tanto agognata continuità pedonale della zona resa impossibile, fino ad oggi, dalla presenza delle barriere e dei marciapiedi che delimitavano il passaggio dei vecchi binari. Un’autentica “caduta del muro di Berlino” – copyright Gianni Alemanno – che è riuscita ad integrare due realtà di uno stesso quartiere che, seppur contigue, fin troppo a lungo hanno vissuto da separate in casa nella percezione visiva e pratica d’insieme.

“Questa è senza dubbio la testimonianza più valida di un approccio agli interventi in città decisamente innovativo”: così il Sindaco, dopo il tradizionale taglio del nastro, ha dato il battesimo ufficiale alle prime, nuove corse del tram n.2. “Unire funzionalità e immagine deve essere per Roma un obbligo morale. Nella fattispecie, l’opera dimostra come sia possibile rispettare le prerogative fondamentali del Piano Strategico della Mobilità Sostenibile attraverso la restituzione ai cittadini di un servizio pubblico di autentica bellezza, che fornisce a tutti i romani un’identità finalmente chiara e inconfondibile”.

Un intervento, quello del Flaminio, piccolo per dimensioni ma dal peso specifico comunque imponente, sia dal punto di vista operativo che da quello simbolico. “E’ un’opera che si vede e si sente, in tutti i sensi”: Massimo TabacchieraPresidente di Roma Servizi per la Mobilità, società cui è stata affidata la realizzazione pratica del progetto in compartecipazione con il Dipartimento VII del Comune di Roma e con il ramo d’azienda Atac – è visibilmente entusiasta dell’esito finale dei lavori. “Per la prima volta si è giunti ad un risultato di altissima efficacia, nel pieno rispetto dei tempi e con la totale collaborazione tra le sovrintendenze, grazie ad un sistema di attuazione ottimale ed attraverso il contributo significativo della cittadinanza e dei comitati di zona”.

Il cambio di look di Piazzale Flaminio è costato alle casse comunali appena 3 milioni e 400 mila euro, ma ha prodotto benefici immediatamente constatabili in termini di vivibilità, qualità e piena accessibilità del quadrante. “Un’importante operazione di concertazione con il territorio, che ha abbattuto le barriere architettoniche esistenti e riconsegnato un quartiere a se stesso e ai suoi abitanti”: con queste parole l’Assessore alle Politiche della Mobilità Sergio Marchi ha posto l’accento sulla capacità risolutiva dell’Amministrazione Alemanno. “Come ha detto il Sindaco, si è voluto creare un elegante salotto della mobilità, nel quale sono presenti ferro, metro, tramvia e bike sharing e che restituisce dignità ad un luogo da sempre considerato di serie B al cospetto della vicinissima e più nota Piazza del Popolo”.

“L’iniziativa” – ha poi continuato l’Assessore – “rientra a pieno titolo nel piano di potenziamento della linea tranviaria a Roma. Perché su tram moderni come il 2, dotati di ogni comfort ed a basso livello d’inquinamento, bisogna puntare per il futuro sostenibile di Roma”.

La prossima tappa, in effetti, sembra essere ancora un ripristino: quello della linea 3, che dalla Stazione Trastevere porta i suoi passeggeri a Valle Giulia, passando per Porta Maggiore.

“Ritengo sia una soluzione più che possibile” ha detto, in proposito, Massimo Tabacchiera.

D’altronde si sa che non c’è 2 senza 3.

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