ARRIVANO GLI ANGELI DEL CENTRO STORICO

40 ragazzi volontari del Servizio Civile pronti a monitorare e censire tutte le opere d’arte. Il progetto, volto alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Capitale, consentirà di valutare le condizioni in cui versano monumenti, piazze e musei del Centro Storico romano.

In borghese: i 40 "Angeli" del Servizio Civile Nazionale assieme al Sindaco Gianni Alemanno.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 01/07/2010)

Un piano per la tutela di monumenti, piazze e musei del Centro Storico. Per salvaguardarne il decoro e difenderli dai rischi.

La collaborazione tra Protezione Civile e Comune di Roma – nella persona di Dino Gasperini, Delegato del Sindaco al Centro Storico – dà l’avvio ad un progetto davvero innovativo per la valorizzazione del patrimonio storico ed artistico presente nel cuore della Capitale, “un sistema unico in Italia” – come ha dichiarato lo stesso Delegato – “che consentirà alla città di fare un passo in avanti sostanziale in materia di prevenzione”.

Due gli obiettivi dell’iniziativa. Migliorare la consapevolezza di cittadini e visitatori riguardo al rispetto delle più basilari regole di comportamento e attivare una rilevazione dettagliata dei pericoli derivanti dalla fruizione di ciascuno dei Beni Culturali presi in esame.

Fondamentale, nello svolgimento dell’intera operazione, sarà il lavoro di 40 ragazzi volontari del Servizio Civile. Con le insegne del Comune di Roma ed il logo dell’iniziativa sul vestiario, gli “Angeli del Centro Storico” – così chiamati in onore degli “Angeli del Fango” dell’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 – “non hanno nulla a che vedere con guardie o guardiani” ha sottolineato Gasperini, “ma saranno impiegati dal Campidoglio nella fase forse più delicata del progetto”.

Infatti, da Campo de’ Fiori ai Fori Imperiali, dal Pincio all’Aventino, passando per l’Ara Pacis e i Mercati di Traiano, i giovani monitoreranno 19 siti, tra piazze e strade del centro, e 11 musei capitolini, dando il via alla redazione di un autentico censimento di tutte le opere d’arte, evidenziandone, in particolare, le condizioni di decoro, la presenza di servizi e di arredi pubblici, la congruità della cartellonistica, il grado di accessibilità, la presenza di presidi di vigilanza, i flussi di traffico veicolare e la presenza di fruitori.

I dati raccolti dagli Angeli del Servizio Civile verranno poi registrati in un’unica “scheda di salvaguardia” – elaborata dalla Protezione Civile – che, grazie anche alla rilevazione dei rischi relativi a casi di emergenza quali esondazioni, incendi, alluvioni (etc.), costituirà una vera e propria mappa informatizzata dalla quale orientarsi per una efficiente pianificazione degli interventi.

“Questa è un’iniziativa esemplare, in grado di coinvolgere i giovani in un’attività ad alto rendimento per la città ed a costo praticamente nullo” ha detto il Direttore della Protezione Civile di Roma, Tommaso Profeta, mettendo in risalto la novità assoluta dell’utilizzo del Servizio Civile, “fino ad oggi immerso quasi esclusivamente sociale”.

Diversi i motivi che hanno spinto i 40 giovani a scegliere il progetto. Su tutti, la passione per l’arte, anche se qualcuno ha ammesso di avervi partecipato per guadagnare i crediti formativi richiesti dall’università. “E’ un’esperienza che arricchirà sicuramente il mio curriculum, ma spero mi serva ad accumulare qualche credito per gli esami o per le cosiddette attività formative” è stata, infatti, la rivelazione di una ragazza.

Un’ammissione che non intacca comunque il senso dell’iniziativa. Ed il suo successo: “E’ stato il progetto del Comune di Roma più gettonato tra quelli del Servizio Civile” – ha spiegato ancora Dino Gasperini – “il 70% delle domande consegnate erano per la Tutela dei Beni Culturali del Centro Storico. Si tratta di un servizio d’avanguardia che sarà utile anche al Comune per prendere provvedimenti immediati. Tra due o tre anni, grazie ad una convenzione con un’università, spero di farlo diventare un Master, implementando così le aree da monitorare, partendo dalle dimore storiche”.

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