Archive for luglio 2010

ROMA PUNTA SUI TRAM: RIPRISTINATA LA LINEA 2

31 luglio 2010

Ridisegnato il sistema di mobilità per l’accesso a Piazza del Popolo. Con una spesa di circa 3,4 milioni di euro l’Amministrazione comunale ha approvato un progetto che è stato realizzato in un anno come da programma e che ha ridisegnato il look a Piazzale Flaminio. Al vaglio, ora, la riattivazione della linea 3.

Presenti all'inaugurazione della linea il Sindaco Alemanno, l'Assessore alle Politiche della Mobilità Marchi e il Presidente di Roma Servizi per la Mobilità Tabacchiera.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 30/07/2010)

A volte ritornano.

Dopo un anno di stop, ha ripreso servizio, da ieri mattina, il tram della linea 2, lo storico collegamento pubblico che mette in comunicazione piazza Mancini e piazzale Flaminio, due tra i più grandi poli di snodo presenti nel cuore della Capitale.

I dodici mesi di cantieri – esattamente e come da copione – sono stati necessari per  realizzare un vero e proprio intervento di restyling urbano ed urbanistico, che ha consentito non soltanto la ristrutturazione e l’ottimizzazione dell’antica sede tranviaria – spostatasi da via Gianturco e via Vico direttamente sulla via Flaminia – ma anche, e soprattutto, la riqualificazione dell’intera area territoriale circostante a Porta del Popolo, con la creazione di una tanto agognata continuità pedonale della zona resa impossibile, fino ad oggi, dalla presenza delle barriere e dei marciapiedi che delimitavano il passaggio dei vecchi binari. Un’autentica “caduta del muro di Berlino” – copyright Gianni Alemanno – che è riuscita ad integrare due realtà di uno stesso quartiere che, seppur contigue, fin troppo a lungo hanno vissuto da separate in casa nella percezione visiva e pratica d’insieme.

“Questa è senza dubbio la testimonianza più valida di un approccio agli interventi in città decisamente innovativo”: così il Sindaco, dopo il tradizionale taglio del nastro, ha dato il battesimo ufficiale alle prime, nuove corse del tram n.2. “Unire funzionalità e immagine deve essere per Roma un obbligo morale. Nella fattispecie, l’opera dimostra come sia possibile rispettare le prerogative fondamentali del Piano Strategico della Mobilità Sostenibile attraverso la restituzione ai cittadini di un servizio pubblico di autentica bellezza, che fornisce a tutti i romani un’identità finalmente chiara e inconfondibile”.

Un intervento, quello del Flaminio, piccolo per dimensioni ma dal peso specifico comunque imponente, sia dal punto di vista operativo che da quello simbolico. “E’ un’opera che si vede e si sente, in tutti i sensi”: Massimo TabacchieraPresidente di Roma Servizi per la Mobilità, società cui è stata affidata la realizzazione pratica del progetto in compartecipazione con il Dipartimento VII del Comune di Roma e con il ramo d’azienda Atac – è visibilmente entusiasta dell’esito finale dei lavori. “Per la prima volta si è giunti ad un risultato di altissima efficacia, nel pieno rispetto dei tempi e con la totale collaborazione tra le sovrintendenze, grazie ad un sistema di attuazione ottimale ed attraverso il contributo significativo della cittadinanza e dei comitati di zona”.

Il cambio di look di Piazzale Flaminio è costato alle casse comunali appena 3 milioni e 400 mila euro, ma ha prodotto benefici immediatamente constatabili in termini di vivibilità, qualità e piena accessibilità del quadrante. “Un’importante operazione di concertazione con il territorio, che ha abbattuto le barriere architettoniche esistenti e riconsegnato un quartiere a se stesso e ai suoi abitanti”: con queste parole l’Assessore alle Politiche della Mobilità Sergio Marchi ha posto l’accento sulla capacità risolutiva dell’Amministrazione Alemanno. “Come ha detto il Sindaco, si è voluto creare un elegante salotto della mobilità, nel quale sono presenti ferro, metro, tramvia e bike sharing e che restituisce dignità ad un luogo da sempre considerato di serie B al cospetto della vicinissima e più nota Piazza del Popolo”.

“L’iniziativa” – ha poi continuato l’Assessore – “rientra a pieno titolo nel piano di potenziamento della linea tranviaria a Roma. Perché su tram moderni come il 2, dotati di ogni comfort ed a basso livello d’inquinamento, bisogna puntare per il futuro sostenibile di Roma”.

La prossima tappa, in effetti, sembra essere ancora un ripristino: quello della linea 3, che dalla Stazione Trastevere porta i suoi passeggeri a Valle Giulia, passando per Porta Maggiore.

“Ritengo sia una soluzione più che possibile” ha detto, in proposito, Massimo Tabacchiera.

D’altronde si sa che non c’è 2 senza 3.

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SICUREZZA STRADALE: ARRIVA IL VADEMECUM CONTRO GLI INCIDENTI

29 luglio 2010

L’opuscolo verrà distribuito in 200.000 copie e sarà inserito in download gratuito sui siti di Prefettura, Comune e Provincia. Al suo interno consigli e indicazioni sulle cause degli incidenti e sul primo soccorso in caso di sinistri.

Incidenti: il Vademecum è una delle iniziative della campagna di educazione al rispetto delle regole del codice della strada.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 29/07/2010)

Il caldo torrido non manda in ferie gli interventi sul fronte della Sicurezza Stradale a Roma e Provincia.

Proprio alla vigilia del tradizionale esodo estivo di inizio Agosto è stata presentata, infatti, presso la sede della Prefettura capitolina, l’ultima delle iniziative intraprese – in ordine di tempo – nell’ambito della campagna di educazione al rispetto delle regole dettate dal codice della strada e di sensibilizzazione al valore della vita umana.

Alla presenza del Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, nell’occasione in veste di conciliatore sociale tra le diverse istituzioni compartecipi del progetto, sono stati illustrati i punti cardine di un vero e proprio Vademecum, redatto per i cittadini allo scopo di guidarli – è il caso di dirlo – ad una più corretta e prudente fruizione stradale, in un periodo di massima allerta e mobilitazione come quello rappresentato dai consueti spostamenti per le vacanze di mezza estate.

Nata grazie alla capacità di dialogo tra i diversi soggetti istituzionali, le realtà economico-sociali e le associazioni delle Vittime della Strada, l’azione promossa dalla Consulta Provinciale per la Sicurezza Stradale assume una rilevanza straordinaria – come attestano le parole spese dallo stesso Prefetto – “perché oltre a coinvolgere tutti i vertici delle Forze dell’Ordine, attribuisce un ruolo di primissimo piano anche al Comune di Roma e alla Provincia, nelle persone del Sindaco Alemanno e del Presidente Zingaretti, ai quali va il mio più sentito ringraziamento per l’impegno mostrato nei confronti del gravoso tema della Sicurezza Stradale, che è e rimane una priorità assoluta per un efficiente governo del territorio”.

Il Vademecum interistituzionale, che si articola in quattro facciate di rapida consultazione, “non ha la pretesa di essere una soluzione a tutti i problemi” – ha affermato il Presidente della Consulta per la Sicurezza Stradale, Marcello Aranci – “ma piuttosto l’obiettivo di andare a costituire uno strumento snello ed efficace che possa aiutare gli automobilisti e i motociclisti romani ad evitare incidenti o ad acquisire utili indicazioni in caso di necessità”.

Nel dettaglio, la suddivisione del prontuario di guida integra diversi specifici aspetti concorrenti all’assunzione di un necessario senso civico e di un comportamento ulteriormente responsabile nell’approccio stradale quotidiano. Sono presenti, infatti, un richiamo alle principali cause di incidentalità stradale – quali velocità, assenza di cinture, uso del cellulare, alcool e droghe – e ad un corretto utilizzo di tutti i dispositivi di sicurezza che riducono le possibilità di scontro e la gravità degli esiti (casco, seggiolini per i più piccoli, poggiatesta ed un’adeguata osservazione dei segnali stradali); un’esposizione delle principali azioni di intervento consigliate per limitare ulteriori pericolose conseguenze in seguito all’eventuale realizzarsi di un sinistro (in questa sezione viene prestata, inoltre, una particolare attenzione nei confronti delle norme basilari di primo soccorso); un catalogo relativo alle più diffuse tipologie di sanzioni, con il numero dei punti decurtati e l’importo esatto delle relative multe; ed, infine, un elenco dei numeri utili alla gestione pratica dell’incidente, munito anche di una lista delle sale operative dei singoli gruppi della Polizia Municipale di Roma.

Bisogna combattere senza sosta l’analfabetismo e la distrazione colpevole che regnano sulle nostre strade” – è stato il commento lapidario del Sindaco Alemanno durante l’incontro – “se questo è il dato di fondo, è doveroso, da parte nostra, lanciare il forte messaggio, soprattutto ai più giovani, che chi sgarra non solo è un irresponsabile, ma assume senza mezzi termini un atteggiamento criminale”.

Sulla stessa linea anche il Presidente della Provincia Zingaretti: “come esiste il diritto alla conoscenza delle norme del codice stradale, deve esistere il dovere, forse ancora più importante, al rispetto degli obblighi di responsabilità individuale”.

ARRIVANO GLI ANGELI DEL CENTRO STORICO

2 luglio 2010

40 ragazzi volontari del Servizio Civile pronti a monitorare e censire tutte le opere d’arte. Il progetto, volto alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Capitale, consentirà di valutare le condizioni in cui versano monumenti, piazze e musei del Centro Storico romano.

In borghese: i 40 "Angeli" del Servizio Civile Nazionale assieme al Sindaco Gianni Alemanno.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 01/07/2010)

Un piano per la tutela di monumenti, piazze e musei del Centro Storico. Per salvaguardarne il decoro e difenderli dai rischi.

La collaborazione tra Protezione Civile e Comune di Roma – nella persona di Dino Gasperini, Delegato del Sindaco al Centro Storico – dà l’avvio ad un progetto davvero innovativo per la valorizzazione del patrimonio storico ed artistico presente nel cuore della Capitale, “un sistema unico in Italia” – come ha dichiarato lo stesso Delegato – “che consentirà alla città di fare un passo in avanti sostanziale in materia di prevenzione”.

Due gli obiettivi dell’iniziativa. Migliorare la consapevolezza di cittadini e visitatori riguardo al rispetto delle più basilari regole di comportamento e attivare una rilevazione dettagliata dei pericoli derivanti dalla fruizione di ciascuno dei Beni Culturali presi in esame.

Fondamentale, nello svolgimento dell’intera operazione, sarà il lavoro di 40 ragazzi volontari del Servizio Civile. Con le insegne del Comune di Roma ed il logo dell’iniziativa sul vestiario, gli “Angeli del Centro Storico” – così chiamati in onore degli “Angeli del Fango” dell’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 – “non hanno nulla a che vedere con guardie o guardiani” ha sottolineato Gasperini, “ma saranno impiegati dal Campidoglio nella fase forse più delicata del progetto”.

Infatti, da Campo de’ Fiori ai Fori Imperiali, dal Pincio all’Aventino, passando per l’Ara Pacis e i Mercati di Traiano, i giovani monitoreranno 19 siti, tra piazze e strade del centro, e 11 musei capitolini, dando il via alla redazione di un autentico censimento di tutte le opere d’arte, evidenziandone, in particolare, le condizioni di decoro, la presenza di servizi e di arredi pubblici, la congruità della cartellonistica, il grado di accessibilità, la presenza di presidi di vigilanza, i flussi di traffico veicolare e la presenza di fruitori.

I dati raccolti dagli Angeli del Servizio Civile verranno poi registrati in un’unica “scheda di salvaguardia” – elaborata dalla Protezione Civile – che, grazie anche alla rilevazione dei rischi relativi a casi di emergenza quali esondazioni, incendi, alluvioni (etc.), costituirà una vera e propria mappa informatizzata dalla quale orientarsi per una efficiente pianificazione degli interventi.

“Questa è un’iniziativa esemplare, in grado di coinvolgere i giovani in un’attività ad alto rendimento per la città ed a costo praticamente nullo” ha detto il Direttore della Protezione Civile di Roma, Tommaso Profeta, mettendo in risalto la novità assoluta dell’utilizzo del Servizio Civile, “fino ad oggi immerso quasi esclusivamente sociale”.

Diversi i motivi che hanno spinto i 40 giovani a scegliere il progetto. Su tutti, la passione per l’arte, anche se qualcuno ha ammesso di avervi partecipato per guadagnare i crediti formativi richiesti dall’università. “E’ un’esperienza che arricchirà sicuramente il mio curriculum, ma spero mi serva ad accumulare qualche credito per gli esami o per le cosiddette attività formative” è stata, infatti, la rivelazione di una ragazza.

Un’ammissione che non intacca comunque il senso dell’iniziativa. Ed il suo successo: “E’ stato il progetto del Comune di Roma più gettonato tra quelli del Servizio Civile” – ha spiegato ancora Dino Gasperini – “il 70% delle domande consegnate erano per la Tutela dei Beni Culturali del Centro Storico. Si tratta di un servizio d’avanguardia che sarà utile anche al Comune per prendere provvedimenti immediati. Tra due o tre anni, grazie ad una convenzione con un’università, spero di farlo diventare un Master, implementando così le aree da monitorare, partendo dalle dimore storiche”.