L’INTEGRAZIONE FA CANESTRO

La Provincia di Roma ha tenuto a battesimo i nuovi progetti della S.S. Lazio Basket, realizzati con il supporto della Fondazione Vodafone Italia: avviati quattro nuovi centri sportivi di pallacanestro per aiutare bambini poveri ed immigrati ad integrarsi, nel pieno rispetto delle regole, con la realtà del proprio territorio.

Nicola Zingaretti e il Presidente della S.S. Lazio Basket Simone Santi insieme ai ragazzi del progetto "Giovani, culture e colori".

Di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/06/2010)

Quando andare a canestro vale molto più di una semplice vittoria su di un campo da basket.

A quasi tre anni dalla sua fondazione, avvenuta nel dicembre del 2007, la S.S. Lazio BK – società romana di pallacanestro che milita nella categoria senior del campionato di Serie D – prosegue il suo cammino sulla strada maestra indicata dal Presidente Simone Santi, nel segno dell’assodato binomio agonismo-impegno sociale.

Il progetto “Giovani, culture e colori: l’integrazione fa canestro”, promosso dalle Aquile del basket, interpreta lo sport di oggi in quella che dovrebbe essere – sempre – la sua massima accezione, e cioè come momento ludico, creativo e formativo, capace, prima di tutto, di giocare un ruolo fondamentale per la crescita educativa dei ragazzi, e riuscendo nell’impresa di offrire a bambini con famiglie in difficoltà economiche e a figli di immigrati stranieri la possibilità di praticare sport insieme e gratuitamente, accelerando, in questo modo, un processo di integrazione civile e culturale necessario nel proprio quartiere e nella propria città.

Dopo aver identificato diverse zone ad alto rischio di emarginazione, con una significativa presenza di immigrazione rom e di ceti meno abbienti, la Lazio Basket ha aperto, tra il 2007 e il 2009, quattro centri di avviamento alla pratica della pallacanestro, nelle aree di Corviale, Labaro, Val Melaina e Laurentino 38, ma “i risultati sono stati talmente sorprendenti che ci hanno dato la forza e la voglia di aprire altri quattro nuovi impianti sportivi”, ha spiegato il Presidente Santi.

I dati forniti da uno studio collegato all’iniziativa “biancoceleste” non pongono dubbi, in effetti, sul ruolo che lo sport ha avuto nello sviluppo psicologico dei bambini impegnati nei centri messi a disposizione, con un 45% di aumento della percezione delle regole ed un 52% di aumento del rispetto per gli altri.

“Riproporre un modello come questo anche in altre realtà territoriali italiane è divenuto quasi logico ed, in qualche modo, moralmente doveroso” – ha detto ancora Simone Santi – “Perché è dai valori della famiglia, del gioco di squadra e della passione per lo sport che si migliora la quotidianità della vita odierna”.

Le nuove strutture – nate a Civitavecchia, Albano, Ladispoli, e Castel Giubileo – porteranno rispettivamente il nome di due grandi maestri, come Dido Guerrieri e Giancarlo Asteo, e di due fuoriclasse del canestro del calibro di Andrea Bargnani e Angelo Gigli, e riusciranno ad ospitare – assieme a quelle già aperte negli anni precedenti – circa 400 bambini di 27 diverse nazionalità, offrendo loro un apporto tecnico oltre che psicologico.

Tutto con il sostegno della Provincia di Roma.

“Non potevamo restare alla larga dall’enormità di questa esperienza che riesce a contrapporre alle troppe chiacchiere che si fanno sulle società multirazziali una praticità ed una concretezza straordinarie”, così il Presidente Nicola Zingaretti ha manifestato tutto il suo entusiasmo per l’iniziativa .

“Bisogna sottolineare che l’Amministrazione provinciale non mette a disposizione strutture proprie, ma che queste sono pubbliche, finanziate da tutti i cittadini. Perché la solidarietà, lo spirito di collaborazione e la cultura dello scambio sono valori universali che devono essere universalmente condivisi”.

E l’iniziativa della Lazio Basket “universalmente condivisa” lo è a tutti gli effetti e al di là di ogni colore politico, come dimostrato anche dalla presenza del neoAssessore allo Sport della Regione Lazio Fabiana Santini, “orgogliosa” di onorare una delle sue prime uscite ufficiali “all’insegna del binomio sport-società e sport-integrazione”.

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