UN’INTESA PER MIGLIORARE ROMA

Firmato un Protocollo d’Intesa tra il Campidoglio e l’Ordine degli Ingegneri capitolino. Il Comune avrà a disposizione le competenze dei 21.500 ingegneri membri per rendere efficienti gli appalti dei lavori pubblici e realizzare importanti opere di urbanizzazione.

Stretta di mano, dopo la firma dell'Atto, tra il Sindaco alemanno e il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Roma Rossi.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 04/06/2010)

Gianni Alemanno e gli ingegneri di Roma e provincia vanno – è proprio il caso di dirlo – di Comune Accordo.

E’ stato firmato ieri, dal Sindaco e dal Presidente dell’Ordine Francesco Duilio Rossi, nella Sala delle Bandiere del Campidoglio, un importante Protocollo d’Intesa che sancisce l’inizio di una assidua collaborazione tra i 21.500 ingegneri membri e tutte le strutture operative – amministrazione, società e aziende collegate – del Comune di Roma.

L’obiettivo proclamato è quello di riuscire ad attuare “un consistente miglioramento urbano ed urbanistico della città, in proiezione futura oltre che europea”, come ha annunciato lo stesso Rossi ringraziando il Primo Cittadino per l’atto di fiducia concessogli.

Il nuovo modello di cooperazione rientra in un sistema di intervento fortemente voluto dall’Amministrazione comunale, al fine di responsabilizzare le categorie professionali e i corpi intermedi e tecnici della società civile capitolina nell’ambito di un “grande progetto di riforma e di valorizzazione di Roma”, che potrà realizzarsi soltanto “mediante uno scambio reciproco e virtuoso in grado di produrre massima condivisione ed altrettanta, positiva competitività per ogni singolo appalto pubblico”, ha dichiarato un soddisfatto Sindaco Alemanno dopo la firma ufficiale dell’Atto.

Il ‘do ut des’ in questione migliorerà soprattutto le pratiche di trasparenza nell’ambito dei pubblici uffici: “Grazie agli studi ed alle indicazioni specifiche che offriranno gli ingegneri romani, il Comune sarà in grado di garantire, senza più alcun dubbio, la piena efficienza e linearità nel coinvolgimento operativo delle diverse attività professionali, oltre ad una netta velocizzazione delle procedure burocratiche”.

Urbanistica, infrastrutture, viabilità, ambiente, appalti pubblici, sicurezza dei luoghi di lavoro, emergenza abitativa e sviluppo energetico: questi i settori – “tutti vitali” – che usufruiranno del lavoro e dei saperi del neoComitato Tecnico di prossima costituzione – come riporta l’articolo n.3 del Protocollo – presso l’Ufficio di Gabinetto del Sindaco. A farvi parte saranno un delegato del Sindaco, il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri capitolino, il Direttore del Dipartimento di Programmazione e Attuazione Urbanistica ed il Direttore del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana.

D’ora in avanti, così, le risposte alle esigenze e ai sempre più complessi problemi della città passeranno anche per quello che, senza mezzi termini, è stato definito da Alemanno un “vero e proprio esempio di sussidiarietà orizzontale”, che si viene ad effettuare “proprio in un momento in cui il Comune di Roma deve rilevare effettive carenze di figure professionali al suo interno, anche a causa delle norme di Stato in materia di turn-over nella Pubblica Amministrazione”.

“Ho sempre creduto negli Ordini e nelle Categorie” – ha detto, in conclusione, il Sindaco – “La loro responsabilizzazione rappresenterà una base fondamentale per il bene comune”.

Il primo servizio che la collaborazione offrirà alla comunità sarà uno studio funzionale e strumentale sulle forme e i modi di utilizzo di alcune aree demaniali che il Ministero della Difesa e il Demanio hanno concesso in uso alla città di Roma.

In futuro, chissà, l’apporto dell’Ingegneria cittadina potrebbe invece riversarsi sulla corsa della Capitale alle Olimpiadi del 2020. Un recente sondaggio del Campidoglio, infatti, – realizzato su un campione di 2.500 abitanti – ha rivelato che il 70% della cittadinanza sarebbe favorevole ad ospitare la competizione, individuando proprio nei Giochi l’occasione eccellente e concreta per dotare la città di infrastrutture innovative permanenti.

Olimpiadi o non, l’Ordine degli Ingegneri è comunque già a disposizione per realizzare questo obiettivo.

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