“ROMA ENERGIA NON DEVE CHIUDERE”

Una delibera del Consiglio comunale prevede la “messa in liquidazione” dell’agenzia. Marroni, capogruppo Pd Roma, fa sapere che farà di tutto per evitare la chiusura dell’ente: “A Roma serve una politica energetica, non quella di un Osservatorio ambientale”.

Pannelli solari: l'agenzia si occupa della gestione dell'uso delle energie rinnovabili.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 01/06/2010)

Non si risparmia sul risparmio energetico.

Così può essere riassunta, in estrema sintesi, la posizione del Gruppo Consiliare del Pd al Comune di Roma nei confronti della Delibera n.28 – di prossima approvazione – del Consiglio Comunale, che prevede la “messa in stato di liquidazione” dell’agenzia Roma Energia, adibita proprio alla gestione dell’efficienza energetica e all’uso di energie rinnovabili nel territorio capitolino.

“Questa decisione non può certo dipendere né dalla conclusione delle sue funzioni, né tantomeno dal debito ascritto nell’ultimo bilancio approvato dall’attuale Giunta.” – ha spiegato il Vice Presidente della Commissione Ambiente, Athos De Luca – “La spesa relativa all’ente è quantificabile in soli 233.000 euro, gran parte dei quali sono stipendi ai dipendenti. E questi, presumibilmente, non perderanno il loro posto di lavoro – e quindi il loro salario – ma bensì saranno trasferiti”.

Dure le critiche di De Luca nei confronti di tutto l’operato – del “non operato” – del Sindaco, fino a questo momento, in materia di Green Economy.

“Abbiamo chiesto e atteso pazientemente un intervento nel settore da parte della Giunta Alemanno. Se a due anni dal suo insediamento la risposta è chiudere l’unico soggetto pubblico in grado di intercedere tecnicamente e scientificamente con organismi economici quali l’Acea, si capisce come a Roma viga ormai un’assoluta mancanza di politica energetica”.

Il Campidoglio vende fumo: “Non si fa nulla, ma si fa di tutto per non darlo a vedere. Il Sindaco Alemanno ha organizzato un convegno lampo con Jeremy Rifkin proprio alla vigilia del vertice di Copenhagen sui mutamenti climatici. Un gran bel colpo, un colpo da 200.000 euro: il prezzo della parcella dell’ospite. 33.000 euro in meno dell’intero costo di Roma Energia. Che non ci vengano a parlare di tagli di bilancio”.

A rincarare la dose ci ha pensato, poi, l’ex Vice Presidente di Roma Energia, Jacopo Fedi: “Al di là del ruolo che le agenzie di derivazione europea, come Roma Energia, svolgono nelle aree metropolitane, nei piccoli comuni e nelle province di tutta Europa, la decisione del Campidoglio lascia stupefatti perché non si intravede chi e come continuerà l’attività fondamentale che l’agenzia stava realizzando, prima fra tutte l’attuazione dell’Accordo Volontario per la preparazione di un ‘Piano di Azione Comunale’ in grado di raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto”.

La proposta eliminazione dell’Associazione Roma Energia – come si apprende nel documento del Consiglio comunale – dovrebbe avvenire in favore dell’Osservatorio Ambientale sui Cambiamenti Climatici, cui spetterebbe l’incarico di “approfondire ogni possibile strategia tecnico-operativa” in materia di riduzione dei consumi e dell’inquinamento, oltre che di produzione di energia sostenibile e rinnovabile.

Soluzione, questa, che per il Capogruppo del Partito Democratico di Roma Umberto Marroni altro non rappresenta che il “tipico escamotage” utilizzato ad arte per smantellare.

“Chiederemo con forza il ritiro della Delibera n.28. Se davvero non riusciremo ad evitare la liquidazione dell’agenzia, solleciteremo l’apertura di un tavolo di confronto per riconsegnare al Comune un soggetto pubblico in grado di rendere davvero efficaci gli indirizzi ambientali europei.

Se non sarà più Roma Energia, dovrà essere qualcosa di simile e con le stesse funzioni”.

Di sicuro, non l’Osservatorio: “Roma ha bisogno di politiche attive. Non c’è più tempo per mettersi ad osservare in giro. Vogliamo un organismo pensante, non certo guardone”.

Dopo l’uso privatistico del servizio pubblico – copyright Maurizio Gasparri – ci mancava solo quello “voyeuristico” del risparmio energetico.

Una Risposta to ““ROMA ENERGIA NON DEVE CHIUDERE””

  1. Dado Says:

    Ma Jacopo Fedi dove stava quando il buco di bilancio si allargava a dismisura? Non era forse il vicepresidente? Almeno avesse la decenza di tacere!

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