Archive for giugno 2010

BILANCIO, ECCO I CONTI: ASILI PIU’ CARI E GUERRA ALL’EVASIONE

30 giugno 2010

Presentata la manovra da 237,5 milioni di euro. Tagli agli sprechi, al personale e alle spese del Campidoglio. Maggiori entrate dal canone di occupazione del suolo pubblico e dall’ICI sulle case sfitte. Aumentano anche gli investimenti, con il Piano Straordinario per la Manutenzione Stradale, le infrastrutture e le opere pubbliche.

Il Bilancio di Previsione del Comune di Roma per il 2010.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 28/06/2010)

“Roma avrà uno sviluppo all’insegna del rigore e dell’equità, senza alcun pericolo di macelleria sociale”. Così Alemanno ha presentato ufficialmente alla stampa i contenuti del Bilancio capitolino per il 2010, giunto finalmente alla sua definitiva approvazione in Giunta dopo una lunga notte di lavori definitori che hanno portato le ultime modifiche sul fronte degli investimenti, con un aumento ulteriore delle risorse di circa 20 milioni di euro.

La manovra economica sale così a 237,5 milioni, dei quali 187,5 di spesa necessaria ai Dipartimenti e ai Municipi e 50 di finanziamento al Piano Straordinario per la Manutenzione Stradale.

“Le correzioni dell’ultima ora non hanno comunque cambiato l’immagine politica del bilancio” ha annunciato il Sindaco, apparso decisamente più sereno dopo i turbolenti incontri con sindacati e parti sociali prima e con i presidenti di Municipio poi.

“Un Bilancio che non è sbagliato definire di guerra” è come lo ha descritto, invece, l’Assessore allo Sviluppo Economico Leo, “perché di guerra all’evasione e agli sprechi si tratta”.

L’ammontare totale di 5 miliardi di euro è diviso in due parti: quella corrente (3,640 miliardi) e quella relativa agli investimenti (1,366 miliardi circa), raddoppiata nell’entità rispetto al 2008.

Tre le linee guida che accompagnano l’azione correttiva dell’Amministrazione: razionalizzazione della spesa, con tagli drastici ai costi del personale e una netta riduzione dei posti dirigenziali – vi sarà un taglio costante sulla macrostruttura comunale pari a circa 6 milioni di euro annui – ; maggiori entrate, dal canone di occupazione del suolo pubblico in centro storico (aumento del 125% per bar e ristoranti), dall’incremento dell’ICI sulle case sfitte e dal perseguimento degli evasori fiscali – previsto un recupero di 19 milioni di euro grazie agli accordi con Guardia di Finanza ed Agenzia delle Entrate e ad una intensificazione dei controlli sul territorio – ; ed, infine, reperimento di entrate straordinarie, come quelle per l’adempimento ad obblighi comunitari.

Le risorse per gli investimenti saranno concentrate sulle opere pubbliche ed infrastrutturali. Tra queste, le metropolitane – 5 milioni per la linea A, 20 per la C – l’allargamento di via Tiburtina – 22 milioni – la realizzazione del Museo della Shoah – 13 milioni – e la manutenzione scolastica, per la quale sono stati stanziati 4 milioni in più rispetto a quelli inizialmente previsti.

Per ciò che concerne il decoro urbano, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, si interverrà per una gestione integrata del territorio, nel cui ambito rientra anche un piano di riequilibrio delle aree verdi della città.

Sul versante delle politiche educative, gli asili saranno effettivamente più cari – con un incremento delle tariffe dal 16% per i redditi più bassi al 46% per quelli più elevati – ma verranno a crearsi 427 nuovi posti nei nido e 525 nella scuola dell’infanzia.

I Municipi godranno di maggiori finanziamenti (30 milioni in più rispetto al 2007), con buona pace del Presidente Gianni Paris, che dopo il famigerato faccia a faccia con Leo riceverà per il suo XV Municipio il contributo più ingente (11% di variazione positiva rispetto allo scorso anno).

E se, per ora, sono solo ipotesi quelle di una “parziale privatizzazione” di Atac e Ama – per una gestione più virtuosa nei trasporti e nella raccolta dei rifiuti – saranno invece certi, a partire dal 2011, il “contributo di soggiorno” per i turisti nei loro primi tre giorni di permanenza in città, ed il finanziamento pubblico per i soli eventi nelle periferie: in centro, infatti, le uniche sovvenzioni saranno quelle private degli sponsor.

“E’ stato fatto il massimo sforzo per ridurre al minimo il sacrificio dei cittadini” ha garantito Alemanno al termine della seduta, “con un Bilancio finalmente in equilibrio il risanamento potrà essere effettivo”.

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BILANCIO, QUASI RISSA IN CAMPIDOGLIO

25 giugno 2010

Tensione altissima durante l’incontro tra il Sindaco e i presidenti di Municipio per il vaglio del nuovo Bilancio, ormai in via d’approvazione. Alemanno abbandona l’aula per prendere parte alla manifestazione dell’Anci e si accende la bagarre: tra l’Assessore Leo e Gianni Paris (XV Municipio) si sfiora un “corpo a corpo” da leggenda.

Il Campidoglio, "teatro degli orrori" di una baruffa tutta istituzionale.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 24/06/2010)

Quella che doveva essere – almeno stando alla polemica dei minisindaci di centrosinistra – una “mera riunione illustrativa sul contenuto del Bilancio capitolino e sui provvedimenti adottati, senza la nostra consultazione, dal Sindaco e dall’Assessore allo Sviluppo Economico Maurizio Leo” ha finito, invece, col trasformarsi in una vera e propria baruffa, scoppiata tra lo stesso Assessore capitolino e il Presidente del XV Municipio Gianni Paris e andata in onda, all’uscita della Sala della Piccola Protomoteca in Campidoglio, sotto l’occhio attento delle molte telecamere presenti, tutte intente a immortalare le immagini dell’inaspettato mezzogiorno di fuoco.

Crudo scontro verbale, duro faccia a faccia, quasi rissa e pronto intervento della Polizia Municipale: se pure erano mesi che tirava il vento caldo della contestazione, nessuno avrebbe potuto immaginare lo scatenarsi di quello che ha tutta l’aria di diventare un autentico tsunami politico.

Quando gli animi si sono surriscaldati, Alemanno, in realtà, aveva già lasciato l’aula per prendere parte alla manifestazione contro la manovra finanziaria del Governo indetta dai sindaci associati dell’AnciAssociazione Nazionale dei Comuni Italiani – della quale il Primo Cittadino è Presidente.

Sfruttando un’uscita diversa da quella degli amministratori territoriali, il Sindaco di Roma non aveva dato a nascondere tutto il proprio malumore, evidente nell’espressione del viso ancor più che nelle dichiarazioni rilasciate. “Mi sono scusato con tutti perchè dovevo andare alla manifestazione dei sindaci che stanno rappresentando le loro ragioni al Parlamento, ma il mio impegno istituzionale e’ stato strumentalizzato dai presidenti di centrosinistra per abbandonare l’incontro, al quale comunque sarebbe rimasto a presiedere l’Assessore Leo. Un gesto di eloquente scorrettezza ed un ennesimo atteggiamento di irresponsabilita’ che devo stigmatizzare con forza: quello che hanno scelto di interpretare questi signori è un ruolo di pura propaganda politica”.

Nonostante la fretta, nonostante l’inquietudine, il Sindaco aveva fatto intendere anche i motivi che avevano portato, poi, alla drastica rottura: “Dai dati che ci risultano ci sono molte cose che non funzionano nei bilanci dei municipi di centrosinistra e noi non possiamo far altro che evidenziarle”.

Una questione di cifre, dunque. Questa è stata la causa che ha portato a far perdere letteralmente le staffe ai minisindaci dell’opposizione. Perchè i conti, a parer loro, proprio non sembrano tornare.

“Bisogna finirla con la storia degli sprechi municipali. I dati che ci attribuite sono falsi, perchè non indicate da che fonti provengono?”. E’ iniziato così l’ambaradan nella tarda mattinata comunale, con il Presidente del XVI Municipio Fabio Bellini – portavoce ufficiale del centrosinistra-pensiero in aula di dibattimento – che ha improvvisamente fatto la voce grossa.

La tensione ha incominciato vertiginosamente a salire. I toni si sono ulteriormente inaspriti sino a culminare nel fatidico “muso contro muso” di Maurizio Leo con il Presidente del XV Municipio Gianni Paris, che si e’ rivolto all’Assessore quasi urlando: “Le spese del Gabinetto del Sindaco sono aumentate del 107%”. Immediata la replica di Leo: ”Voi avete impegnato 3 milioni di euro in procedure di somma urgenza”. Una replica che ha scatenato l’istintiva reazione di Paris, che ha rincorso minacciosamente l’Assessore andando però incontro soltanto al decisivo “placcaggio” dei Vigili Urbani, accorsi subito per calmare le acque.

“Perchè non ci avete dato i soldi, perchè le scuole crollano. Per questo viene utilizzata la somma urgenza” sono le ultime, strenue grida del Presidente del XV Municipio, ormai cinto dalle braccia dei “pizzardoni” romani: grida di dissenso ad un “Bilancio ingiusto e iniquo” che già domani verrà approvato in Giunta.

Il video dello scontro Paris-Leo


L’INTEGRAZIONE FA CANESTRO

22 giugno 2010

La Provincia di Roma ha tenuto a battesimo i nuovi progetti della S.S. Lazio Basket, realizzati con il supporto della Fondazione Vodafone Italia: avviati quattro nuovi centri sportivi di pallacanestro per aiutare bambini poveri ed immigrati ad integrarsi, nel pieno rispetto delle regole, con la realtà del proprio territorio.

Nicola Zingaretti e il Presidente della S.S. Lazio Basket Simone Santi insieme ai ragazzi del progetto "Giovani, culture e colori".

Di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/06/2010)

Quando andare a canestro vale molto più di una semplice vittoria su di un campo da basket.

A quasi tre anni dalla sua fondazione, avvenuta nel dicembre del 2007, la S.S. Lazio BK – società romana di pallacanestro che milita nella categoria senior del campionato di Serie D – prosegue il suo cammino sulla strada maestra indicata dal Presidente Simone Santi, nel segno dell’assodato binomio agonismo-impegno sociale.

Il progetto “Giovani, culture e colori: l’integrazione fa canestro”, promosso dalle Aquile del basket, interpreta lo sport di oggi in quella che dovrebbe essere – sempre – la sua massima accezione, e cioè come momento ludico, creativo e formativo, capace, prima di tutto, di giocare un ruolo fondamentale per la crescita educativa dei ragazzi, e riuscendo nell’impresa di offrire a bambini con famiglie in difficoltà economiche e a figli di immigrati stranieri la possibilità di praticare sport insieme e gratuitamente, accelerando, in questo modo, un processo di integrazione civile e culturale necessario nel proprio quartiere e nella propria città.

Dopo aver identificato diverse zone ad alto rischio di emarginazione, con una significativa presenza di immigrazione rom e di ceti meno abbienti, la Lazio Basket ha aperto, tra il 2007 e il 2009, quattro centri di avviamento alla pratica della pallacanestro, nelle aree di Corviale, Labaro, Val Melaina e Laurentino 38, ma “i risultati sono stati talmente sorprendenti che ci hanno dato la forza e la voglia di aprire altri quattro nuovi impianti sportivi”, ha spiegato il Presidente Santi.

I dati forniti da uno studio collegato all’iniziativa “biancoceleste” non pongono dubbi, in effetti, sul ruolo che lo sport ha avuto nello sviluppo psicologico dei bambini impegnati nei centri messi a disposizione, con un 45% di aumento della percezione delle regole ed un 52% di aumento del rispetto per gli altri.

“Riproporre un modello come questo anche in altre realtà territoriali italiane è divenuto quasi logico ed, in qualche modo, moralmente doveroso” – ha detto ancora Simone Santi – “Perché è dai valori della famiglia, del gioco di squadra e della passione per lo sport che si migliora la quotidianità della vita odierna”.

Le nuove strutture – nate a Civitavecchia, Albano, Ladispoli, e Castel Giubileo – porteranno rispettivamente il nome di due grandi maestri, come Dido Guerrieri e Giancarlo Asteo, e di due fuoriclasse del canestro del calibro di Andrea Bargnani e Angelo Gigli, e riusciranno ad ospitare – assieme a quelle già aperte negli anni precedenti – circa 400 bambini di 27 diverse nazionalità, offrendo loro un apporto tecnico oltre che psicologico.

Tutto con il sostegno della Provincia di Roma.

“Non potevamo restare alla larga dall’enormità di questa esperienza che riesce a contrapporre alle troppe chiacchiere che si fanno sulle società multirazziali una praticità ed una concretezza straordinarie”, così il Presidente Nicola Zingaretti ha manifestato tutto il suo entusiasmo per l’iniziativa .

“Bisogna sottolineare che l’Amministrazione provinciale non mette a disposizione strutture proprie, ma che queste sono pubbliche, finanziate da tutti i cittadini. Perché la solidarietà, lo spirito di collaborazione e la cultura dello scambio sono valori universali che devono essere universalmente condivisi”.

E l’iniziativa della Lazio Basket “universalmente condivisa” lo è a tutti gli effetti e al di là di ogni colore politico, come dimostrato anche dalla presenza del neoAssessore allo Sport della Regione Lazio Fabiana Santini, “orgogliosa” di onorare una delle sue prime uscite ufficiali “all’insegna del binomio sport-società e sport-integrazione”.

IL CENTROSINISTRA ROMANO CONTRO LA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO

19 giugno 2010

I Presidenti dei Municipi romani dell’Opposizione uniti contro i tagli alle amministrazioni locali cittadine previsti nella Finanziaria 2010: “Il Paese non si risana con i rimborsi spese dei Consiglieri Municipali”.

La conferenza si è svolta presso la sala della Presidenza del XVII Municipio, in Prati.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 18/06/2010)

La classica “cura peggiore del male”.

Così è stata definita la manovra economica – Finanziaria 2010 – dai Presidenti degli 11 Municipi romani amministrati dal Centrosinistra, riunitisi ieri in un’accorata conferenza stampa di protesta nei confronti delle misure anticrisi proposte finora dal Consiglio dei Ministri.

Provvedimenti, quelli messi sotto accusa, che “non colpiscono il male della politica inutile italiana” – questo è il pensiero di Gianni Paris del XV Municipio – “ma che indeboliscono ulteriormente il ruolo istituzionale dei Municipi e dei centri di governo territoriali: un fatto disgustoso e ingiusto”.

Nell’occhio del ciclone, in particolare, le disposizioni del D.L. 78/2010 che cancellano i già esigui rimborsi spese dei Consiglieri municipali e riducono le indennità di Consiglieri comunali e provinciali, contribuendo solo in minima parte agli sforzi per la ripresa.

Agli occhi di Andrea CatarciPresidente dell’XI Municipio – il senso della norma è soltanto uno: “I circa 400 milioni di euro eventualmente reperiti con questi tagli non costituirebbero altro che un elemento accessorio a fronte di una situazione economica assai più delicata. Il risultato che si vuole ottenere, invece, è far passare il messaggio che gli sprechi nascono nelle amministrazioni decentrate, ed in particolare in quelle municipali. Si vuole colpire la vera realtà democratica della città: se si spengono i Municipi, si spegne tutta Roma”.

E allora, ecco la controproposta del Centrosinistra: un Fondo di Solidarietà alimentato dal 50% dei contributi diretti o indiretti percepiti in un anno dagli amministratori pubblici di ogni livello (dai Parlamenti nazionali ed europei sino alle Circoscrizioni). “Si annullerebbero i costi eccessivi della politica ed in 12 mesi si darebbe un contributo significativo di alcuni miliardi di euro nel fronteggiare la negativa congiuntura economica”.

La mozione sarà presentata a tutti i Municipi della Capitale, anche a quelli di Centrodestra, nell’ambito del più generale discorso di ‘rafforzamento del ruolo delle Istituzioni Municipali’ e – come sottolineato da Roberto Mastrantonio, al comando nel VII Municipio – “anche contro l’accentramento amministrativo voluto e orchestrato ingiustificatamente da Alemanno e la sua Giunta”.

“Questa è una vera e propria lotta per la sopravvivenza delle Istituzioni democratiche locali” – Antonella De Giusti, XVII Municipio – “alle quali si stanno togliendo sempre più competenze, capacità decisionali, fondi e possibilità di intervento”.

E “se si rendono inutili governi locali come i nostri” – ha concluso il Presidente del VI Municipio, Giammarco Palmieri – “si compie il passo decisivo verso l’antipolitica dei cittadini”.

ROMA CAPITALE DELLO SCI NAUTICO

17 giugno 2010

Il 22 giugno apre ufficialmente il “Water Ski Complex”, un parco sul Tevere dedicato esclusivamente agli sport d’acqua. Due laghi da mille metri ciascuno ospiteranno le peripezie di professionisti, dilettanti, amatori e appassionati di tutti i livelli.

Sci nautico e wakeboard: queste le discipline del Parco del Tevere - Water Ski Complex.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 17/06/2010)

Gioco, divertimento, impegno sportivo e benessere.

Roma mette gli sci – d’acqua – ai piedi e si prepara ad un’estate balneare da passare comodamente in città.

Il 22 giugno prossimo, infatti, al km 8.300 di via Tiberina, verrà inaugurato ufficialmente il ‘Parco del Tevere – Water Ski Complex’, il primo impianto della Capitale dedicato esclusivamente agli sport acquatici quali lo sci nautico ed il più moderno wakeboard, uno strettissimo parente dello snowboard che sfrutta, in mancanza di neve, le onde create dal motoscafo trainante per compiere i caratteristici salti e le consuete – inconsuete – evoluzioni.

A pochi minuti dal cuore di Roma – in località Prima Porta – dal lunedì alla domenica, dall’alba al tramonto atleti, appassionati, dilettanti e novizi potranno, così, cimentarsi e mettersi alla prova in questo sport certamente di nicchia, ma dalla grande carica adrenalinica, volteggiando sui due piani d’acqua messi a disposizione dall’impianto – due ‘laghi’ da mille metri ciascuno – ed attorniati da una natura lussureggiante fatta di colline e di spazi dalle molteplici tonalità di verde.

Un piccolo scorcio di paradiso nato da un progetto completamente privato – dell’omonima società ‘Parco del Tevere’ – e trasformatosi in realtà anche grazie al patrocinio di istituzioni come il Coni, il Comune di Roma, e il XX Municipio, quest’ultimo nella persona dell’Assessore allo Sport e alla Cultura Marco Perina.

“Il Water Ski Complex” – ha spiegato Stefania Caforio, Presidente della neonata struttura – “Punta certamente a diventare un vero e proprio centro d’attrazione per campioni, neofiti e per tutti coloro che, anche solo per curiosità, desiderano avvicinarsi allo sci nautico. Ma è doveroso sottolineare che rappresenta anche la risposta concreta a quanti chiedevano di intervenire su un’area che necessitava di una sostanziale ed organica riqualificazione ambientale”.

I due specchi d’acqua artificiali sorgono, infatti, da due ex cave di inerti ormai dismesse. Le operazioni di bonifica effettuate hanno permesso il loro coniugarsi “quasi naturale” con una serie di vincoli e di parameri tecnici sui quali un impianto di sci nautico deve obbligatoriamente basarsi – quali dimensioni minime dei bacini e qualità dolce dell’acqua – .

“Questa è un’iniziativa davvero unica nel suo genere” – così Alessandro Cochi, Delegato alle Politiche dello Sport del Comune di Roma ha elogiato pubblicamente l’operato dei rappresentanti del ‘Parco del Tevere’ – “Recuperare, grazie allo sport e alla divulgazione dei suoi valori, la funzionalità di una parte consistente del fiume Tevere e delle bellissime macchie verdi che lo caratterizzano è un’impresa alla quale va tutto il nostro supporto”.

Anche perché Roma e la sua Amministrazione vedono sempre più vicino l’obiettivo delle Olimpiadi del 2020, e, come specificato dall’Assessore all’Ambiente Fabio De Lillo, “a vincere sarà soprattutto la maggiore validità del progetto ambientale presentato”.

Da questo punto di vista, la Capitale sembra non avere nulla da temere: “L’enorme patrimonio naturale e paesaggistico offerto dalla città costituisce, già di per sé, la premessa fondamentale ad impianti sportivi unici al mondo” – è la considerazione di De Lillo – “L’obiettivo, semmai, è quello di far capire ai romani che non ci sono soltanto Roma e Lazio sul nostro territorio. Non esiste solo il calcio, ma, anzi, vi sono tante altre attività sportive da conoscere e, se possibile, da praticare. Far crescere lo spirito sportivo dei cittadini passa anche da operazioni come quella di ‘Parco del Tevere’, che tra l’altro è lo stesso nome con il quale verrà denominato – incrociando le dita – il futuro villaggio delle Olimpiadi. Spero davvero che questo sia ben augurante per tutti”.

In nomen omen?

FARE IMPRESA DIVENTA PIU’ FACILE

15 giugno 2010

Inaugurati i nuovi uffici del Suap, lo Sportello Unico delle Attività Produttive.

TEMPI CERTI E BREVI – Da ora piccole e medie imprese avranno un solo interlocutore al quale rivolgersi e dal quale potranno ottenere un unica autorizzazione per costruire.

Il Sindaco Gianni Alemanno inaugura i nuovi uffici del Suap con il tradizionale taglio del nastro.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 15/06/2010)

Modernità, semplicità, velocità.

E ancora: chiarezza, comodità e facilità d’accesso.

Sono queste le parole d’ordine che contraddistinguono il nuovo SuapSportello Unico delle Attività Produttive – rilanciato ufficialmente dall’Amministrazione comunale ed inaugurato, con il consueto taglio del nastro, dal Sindaco e dall’Assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni, primo fervido sostenitore dell’intero progetto.

Ricollocato nell’ambito dell’ex Assessorato al Commercio, nella cornice istituzionale di via dei Cerchi n.6, lo sportello “amico” degli imprenditori non rappresenta, in realtà, una novità assoluta del palcoscenico amministrativo della Capitale.

La sua istituzione risale, infatti, ai D.P.R. 447/1998 e 440/2000 e alle loro successive modifiche ed integrazioni.

Ma il salto di qualità definitivo e “di livello nazionale” – come dichiarato dallo stesso Gianni Alemanno – avviene soltanto oggi, grazie alla trasformazione di quello che era stato concepito ed utilizzato, fino a questo momento, come uno strumento di mera informazione per i cittadini – e rispondente, pertanto, al Dipartimento Comunicazione – in una struttura comunale operante ed operativa, con il compito specifico di semplificare tutte le procedure necessarie all’avvio di una nuova attività produttiva.

Chi vuole fare impresa, dunque, avrà ora un solo ed unico interlocutore al quale rivolgersi.

Meglio ancora: potrà contare su un “vero e proprio riferimento” – così lo ha definito il Sindaco – “in grado di aiutare praticamente ed in tutti i modi possibili la virtuosa realtà imprenditoriale, dando una mano, di conseguenza, anche a tutti i lavoratori in essa implicati”.

Come? Attraverso un sistema di controllo informatizzato, che mette il Suap in condizioni di dialogo immediato con tutte le pubbliche amministrazioni – Vigili del Fuoco, Provincia di Roma, ASL, Sovrintendenza Statale e Comunale – coinvolte nell’apertura di un’impresa.

Il coordinamento tra le Istituzioni e l’aggiornamento costante dei processi di formazione e sviluppo delle pratiche burocratiche – dislocate negli sportelli unici di tutti i 19 municipi romani – garantiranno una gestione unitaria delle procedure, rapida ed efficiente.

“Questo sarà uno stimolo per chi vuole investire in città in tempi certi e celeri” – ha sottolineato l’Assessore Davide Bordoni – “Grazie al procedimento unico e alla ricollocazione del Suap nell’ambito del Dipartimento Attività Economico-produttive facilitiamo la vita ai cittadini, riduciamo i tempi d’attesa e utilizziamo una piattaforma informatica capace di avviare una pratica, monitorarne lo stato di avanzamento, operare pagamenti e ricevere atti autorizzativi”.

Il Comune di Roma dà inizio, così, ad un piano di semplificazione amministrativa che parte da uffici più funzionali e al completo servizio dei cittadini: “Dare vita a un’impresa è un atto di coraggio oltre che di creatività” – è il ragionamento di Alemanno – “L’Amministrazione ha l’obbligo di aiutare realtà come queste, con una burocrazia dinamica che sia amica degli imprenditori e che non li ricopra di inutili ‘scartoffie’. Loro sono il grande patrimonio produttivo del nostro paese”.

Lo Sportello Unico andrà a rafforzare miratamente le iniziative in favore delle piccole e medie imprese (impianti di carburanti e strutture commerciali, industriali, artigianali e di servizi), definite dal vicePresidente della Commissione Europea Antonio Tajani – presente al brindisi inaugurale in qualità di Responsabile di Industria e Imprenditoria – “la colonna portante del nostro sistema economico, sulla quale bisogna puntare per creare occupazione e superare definitivamente l’attuale crisi economica”.

A Roma, almeno formalmente, fare impresa non è più un’impresa.

L’AMA VA A SCUOLA PER INSEGNARE AI RAGAZZI IL VALORE DELL’AMBIENTE

9 giugno 2010

Oltre 1500 classi di scuole medie e superiori romane si sono contese, a colpi di quiz, il titolo “Gli amici di Ama 2010. Perché chi ama Roma la ama davvero”, concorso indetto dalla Società Municipalizzata per educare i giovani alle principali  tematiche legate al rispetto dell’ambiente.

Il momento conclusivo della cerimonia di premiazione: il Presidente di Ama Marco Daniele Clarke e l'Assessore alle Politiche Scolastiche Laura Marsilio in mezzo a tutti i ragazzi vincitori del concorso.

di Francesco Gabriele

(Pubblicato su Il Corriere Laziale il 09/06/2010)

Amici di Ama”: amici di Roma.

E’ stato assegnato ieri, presso lo stabilimento di Via Tor Pagnotta, il premio alle classi vincitrici di “Ama Quiz Show”, il concorso – indetto dall’Azienda Municipale Ambiente – rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori romane, impegnati a confrontarsi a colpi di risposte esatte sui temi più disparati legati alla tutela ambientale.

Perché chi ama Roma la ama davvero” sono le parole incise sulle targhe conquistate dalla II D della scuola media – Istituto Comprensivo – ‘Daniele Manin‘ e dalla III S dell’Istituto Tecnico Aziendale Scientifico – I.t.a.s. – ‘Colomba Antonietti‘. Queste, infatti, le due classi che si sono aggiudicate la prima edizione del gioco a quiz, grazie ai punteggi ottenuti nella finalissima svoltasi il 26 e il 27 maggio scorso presso l’Auditorium del Seraphicum.

Raccolta dei rifiuti, rispetto dell’ambiente, servizi per l’igiene pubblica e regole basilari per il decoro gli argomenti sui quali si sono sfidati – on-line e dal vivo – gli alunni delle oltre 1500 classi – tra le 500 scuole contattate – che hanno aderito alla gara durante tutto il mese di maggio.

Un torneo a scopo educativo, è vero. Ma pur sempre un torneo, nel quale “la grandissima partecipazione e l’interesse mostrati dai ragazzi per le tematiche trattate non hanno mancato di fondersi con una sana e stimolante competizione di livello”, come ha dichiarato un più che soddisfatto Marco Daniele Clarke, Presidente della Società Municipalizzata del Comune di Roma.

“Ama Quiz Show” fa parte, in realtà, del più ampio progetto “Ama per la scuola”. Un’iniziativa ad alto valore simbolico che vede l’Azienda adibita all’igiene urbano della Capitale sempre più al fianco di istituzioni formative tradizionali quali la famiglia e il settore scolastico, con l’obiettivo di promuovere un’educazione civica valida sulle questioni legate alla protezione e alla promozione dell’ambiente.

Questo, anche, è il motivo per cui non ha potuto mancare alla cerimonia finale e alla consegna dei premi l’Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma Laura Marsilio, nonostante gli intensi lavori di preparazione del Bilancio ne abbiano giustificato “un lieve ritardo del quale, ovviamente, mi scuso”.

Una presenza quasi “emotiva”, alla quale sarebbe stato impossibile rinunciare: “E’ sempre di grande stimolo, per me, stare in mezzo ai ragazzi della scuola italiana. Oggi, se possibile, ancora di più, perché voi siete i degni rappresentanti di una gioventù che dimostra di sapersi impegnarsi e di essere sensibile alle tematiche reali della città e del paese”, ha detto l’Assessore ai giovani e giovanissimi che le erano seduti di fronte.

L’Ama, d’altra parte, non può farcela da sola: “Per costruire una realtà davvero ecologica e pulita non bastano cestini, cassonetti, scope e camion della nettezza urbana. Bisogna, invece, che la cultura e il valore del patrimonio ambientale siano sempre ben impressi nella mente di ognuno di noi, a cominciare proprio da coloro che saranno i veri protagonisti del domani, e quindi dai nostri ragazzi”.

Rispettare l’ambiente che ci circonda “è la condizione necessaria per imparare a rispettare anche la cosiddetta Cosa Pubblica”, soprattutto in un futuro che dovrà fare i conti con i troppi debiti sinora accumulati – e colpevolmente – con madre natura.

“Questa deve essere la strada da percorrere” – ha concluso Laura Marsilio – “per fare di Roma una città finalmente più pulita e più decorosa. Una città a tutti gli effetti eterna”.

Sul difficile campo scolastico, dunque, ambientalismo batte bullismo con un secco 2-0.

In trasferta, si sa, gol come questi valgono doppio.

UN’INTESA PER MIGLIORARE ROMA

4 giugno 2010

Firmato un Protocollo d’Intesa tra il Campidoglio e l’Ordine degli Ingegneri capitolino. Il Comune avrà a disposizione le competenze dei 21.500 ingegneri membri per rendere efficienti gli appalti dei lavori pubblici e realizzare importanti opere di urbanizzazione.

Stretta di mano, dopo la firma dell'Atto, tra il Sindaco alemanno e il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Roma Rossi.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 04/06/2010)

Gianni Alemanno e gli ingegneri di Roma e provincia vanno – è proprio il caso di dirlo – di Comune Accordo.

E’ stato firmato ieri, dal Sindaco e dal Presidente dell’Ordine Francesco Duilio Rossi, nella Sala delle Bandiere del Campidoglio, un importante Protocollo d’Intesa che sancisce l’inizio di una assidua collaborazione tra i 21.500 ingegneri membri e tutte le strutture operative – amministrazione, società e aziende collegate – del Comune di Roma.

L’obiettivo proclamato è quello di riuscire ad attuare “un consistente miglioramento urbano ed urbanistico della città, in proiezione futura oltre che europea”, come ha annunciato lo stesso Rossi ringraziando il Primo Cittadino per l’atto di fiducia concessogli.

Il nuovo modello di cooperazione rientra in un sistema di intervento fortemente voluto dall’Amministrazione comunale, al fine di responsabilizzare le categorie professionali e i corpi intermedi e tecnici della società civile capitolina nell’ambito di un “grande progetto di riforma e di valorizzazione di Roma”, che potrà realizzarsi soltanto “mediante uno scambio reciproco e virtuoso in grado di produrre massima condivisione ed altrettanta, positiva competitività per ogni singolo appalto pubblico”, ha dichiarato un soddisfatto Sindaco Alemanno dopo la firma ufficiale dell’Atto.

Il ‘do ut des’ in questione migliorerà soprattutto le pratiche di trasparenza nell’ambito dei pubblici uffici: “Grazie agli studi ed alle indicazioni specifiche che offriranno gli ingegneri romani, il Comune sarà in grado di garantire, senza più alcun dubbio, la piena efficienza e linearità nel coinvolgimento operativo delle diverse attività professionali, oltre ad una netta velocizzazione delle procedure burocratiche”.

Urbanistica, infrastrutture, viabilità, ambiente, appalti pubblici, sicurezza dei luoghi di lavoro, emergenza abitativa e sviluppo energetico: questi i settori – “tutti vitali” – che usufruiranno del lavoro e dei saperi del neoComitato Tecnico di prossima costituzione – come riporta l’articolo n.3 del Protocollo – presso l’Ufficio di Gabinetto del Sindaco. A farvi parte saranno un delegato del Sindaco, il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri capitolino, il Direttore del Dipartimento di Programmazione e Attuazione Urbanistica ed il Direttore del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana.

D’ora in avanti, così, le risposte alle esigenze e ai sempre più complessi problemi della città passeranno anche per quello che, senza mezzi termini, è stato definito da Alemanno un “vero e proprio esempio di sussidiarietà orizzontale”, che si viene ad effettuare “proprio in un momento in cui il Comune di Roma deve rilevare effettive carenze di figure professionali al suo interno, anche a causa delle norme di Stato in materia di turn-over nella Pubblica Amministrazione”.

“Ho sempre creduto negli Ordini e nelle Categorie” – ha detto, in conclusione, il Sindaco – “La loro responsabilizzazione rappresenterà una base fondamentale per il bene comune”.

Il primo servizio che la collaborazione offrirà alla comunità sarà uno studio funzionale e strumentale sulle forme e i modi di utilizzo di alcune aree demaniali che il Ministero della Difesa e il Demanio hanno concesso in uso alla città di Roma.

In futuro, chissà, l’apporto dell’Ingegneria cittadina potrebbe invece riversarsi sulla corsa della Capitale alle Olimpiadi del 2020. Un recente sondaggio del Campidoglio, infatti, – realizzato su un campione di 2.500 abitanti – ha rivelato che il 70% della cittadinanza sarebbe favorevole ad ospitare la competizione, individuando proprio nei Giochi l’occasione eccellente e concreta per dotare la città di infrastrutture innovative permanenti.

Olimpiadi o non, l’Ordine degli Ingegneri è comunque già a disposizione per realizzare questo obiettivo.

IL COMUNE CONSEGNA 52 NUOVI ALLOGGI NEL XVI MUNICIPIO

3 giugno 2010

Gli appartamenti, mono e bilocali, sono dotati di posti auto e pannelli solari per la produzione di acqua calda. Il Sindaco ha assegnato le chiavi alle famiglie presenti in graduatoria con 10 punti: “ora dotiamo il quartiere di servizi”.

Il Sindaco Alemanno e il Presidente del XVI Municipio Bellini al taglio del nastro.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 02/06/2010)

In un periodo in cui già molti si affrettano a prenotare o affittare la fatidica ‘casa per le vacanze’ – al mare o in montagna – c’è anche chi, dopo anni, una casa l’ha trovata in città, a Roma, e non soltanto per passarci l’estate, ma per trascorrerci tutta la vita.

Da ieri al civico n.5 di via Giorgio Bò, 52 famiglie romane sono finalmente in possesso di quattro mura domestiche a loro intestate, dopo una lunga e spasmodica attesa durata un decennio – nel migliore dei casi – e grazie all’acquisizione dei 10 punti necessari in graduatoria per entrare a far parte di quei pochi eletti – tra i molti, purtroppo, disagiati – considerati i cosiddetti “aventi diritto”.

La consegna dei nuovi alloggi – sotto un sole ben propizio e quasi celebrativo – è avvenuta alla presenza del Sindaco Gianni Alemanno, che ha inaugurato con un applauditissimo taglio del nastro una palazzina “ben fatta e dignitosa, che farà sentire i suoi beneficiari cittadini romani nel senso più compiuto del termine”.

Sotto l’amministrazione del XVI Municipio, in un quartiere di nuova generazione – nel quadrante nord-ovest della Capitale, ancora fortemente caratterizzato dal work in progress – le 52 abitazioni di ‘edilizia residenziale pubblica’ poco o nulla sembrano avere a che fare con le famigerate ‘case popolari’ costruite nel passato.

Eleganti ed ospitali – con un mattonato rossastro che riecheggia, in qualche modo, i colori della patinata periferia londinese – gli appartamenti, mono e bilocali, sono tutti dotati di grandi finestre, balconcini o terrazze, che li rendono luminosi ed arieggiati.

Non c’è il problema del parcheggio, con posti auto all’esterno oltre ad un apposito garage nel condominio, e si potrà addirittura usufruire dell’apporto di pannelli solari – collocati sul tetto dell’edificio – che consentiranno non soltanto di risparmiare sulle bollette, ma anche di far avvicinare Roma ad un’era energetica finalmente eco-sostenibile.

“Oggi è un giorno importantissimo per voi, ma è un passaggio fondamentale anche per l’Amministrazione Comunale e per tutta la città” – ha detto il Sindaco rivolgendosi ai neoproprietari, visibilmente commossi – “Le risorse che si investono sulla casa sono risorse che si investono positivamente anche su Roma. Con gli edifici pubblici si dà un segnale forte al mercato immobiliare nel suo insieme, creando le premesse per abbassare perfino gli affitti e i mutui dei privati. Questo è il modo concreto per riuscire a calmierare gli eccessi dell’attuale compravendita edilizia”.

Approvato da poco il Piano-Casa, si può così guardare al futuro con rinnovata fiducia: “Ci siamo incontrati lunedì scorso con la Presidente Renata Polverini e l’intenzione è quella di operare in un tavolo comune, affinché si crei un’unica sinergia propositiva”.

Secondo i dati del Campidoglio, sono ancora 30.000 le famiglie in attesa di sistemazione: “Ma noi faremo di tutto – collaborando anche con l’imprenditoria privata – per cercare di alleviare questa complessa situazione”, ha rassicurato il Sindaco.

Con la fascia tricolore delle “grandi occasioni”, non è mancato, infine, un accorato appello rivolto proprio agli ultimi chiamati a popolare la XVI Circoscrizione: “Ora non chiudetevi a chiave dentro l’appartamento, ma mettete insieme le forze, al servizio di una vita sociale realmente solidale. Siate i protagonisti del vostro quartiere, siate i protagonisti della vostra città”.

Pur sempre, comunque, sotto la regia attenta del Presidente del Municipio Fabio Bellini: “Lavoreremo uniti per migliorare e implementare servizi e viabilità. Affronteremo la situazione subito e nel migliore dei modi, perché trovata la casa bisogna che si trovi al più presto anche una forte identità comunitaria”.

Fatti gli abitanti, insomma, ora bisogna fare il quartiere.

“ROMA ENERGIA NON DEVE CHIUDERE”

2 giugno 2010

Una delibera del Consiglio comunale prevede la “messa in liquidazione” dell’agenzia. Marroni, capogruppo Pd Roma, fa sapere che farà di tutto per evitare la chiusura dell’ente: “A Roma serve una politica energetica, non quella di un Osservatorio ambientale”.

Pannelli solari: l'agenzia si occupa della gestione dell'uso delle energie rinnovabili.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 01/06/2010)

Non si risparmia sul risparmio energetico.

Così può essere riassunta, in estrema sintesi, la posizione del Gruppo Consiliare del Pd al Comune di Roma nei confronti della Delibera n.28 – di prossima approvazione – del Consiglio Comunale, che prevede la “messa in stato di liquidazione” dell’agenzia Roma Energia, adibita proprio alla gestione dell’efficienza energetica e all’uso di energie rinnovabili nel territorio capitolino.

“Questa decisione non può certo dipendere né dalla conclusione delle sue funzioni, né tantomeno dal debito ascritto nell’ultimo bilancio approvato dall’attuale Giunta.” – ha spiegato il Vice Presidente della Commissione Ambiente, Athos De Luca – “La spesa relativa all’ente è quantificabile in soli 233.000 euro, gran parte dei quali sono stipendi ai dipendenti. E questi, presumibilmente, non perderanno il loro posto di lavoro – e quindi il loro salario – ma bensì saranno trasferiti”.

Dure le critiche di De Luca nei confronti di tutto l’operato – del “non operato” – del Sindaco, fino a questo momento, in materia di Green Economy.

“Abbiamo chiesto e atteso pazientemente un intervento nel settore da parte della Giunta Alemanno. Se a due anni dal suo insediamento la risposta è chiudere l’unico soggetto pubblico in grado di intercedere tecnicamente e scientificamente con organismi economici quali l’Acea, si capisce come a Roma viga ormai un’assoluta mancanza di politica energetica”.

Il Campidoglio vende fumo: “Non si fa nulla, ma si fa di tutto per non darlo a vedere. Il Sindaco Alemanno ha organizzato un convegno lampo con Jeremy Rifkin proprio alla vigilia del vertice di Copenhagen sui mutamenti climatici. Un gran bel colpo, un colpo da 200.000 euro: il prezzo della parcella dell’ospite. 33.000 euro in meno dell’intero costo di Roma Energia. Che non ci vengano a parlare di tagli di bilancio”.

A rincarare la dose ci ha pensato, poi, l’ex Vice Presidente di Roma Energia, Jacopo Fedi: “Al di là del ruolo che le agenzie di derivazione europea, come Roma Energia, svolgono nelle aree metropolitane, nei piccoli comuni e nelle province di tutta Europa, la decisione del Campidoglio lascia stupefatti perché non si intravede chi e come continuerà l’attività fondamentale che l’agenzia stava realizzando, prima fra tutte l’attuazione dell’Accordo Volontario per la preparazione di un ‘Piano di Azione Comunale’ in grado di raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto”.

La proposta eliminazione dell’Associazione Roma Energia – come si apprende nel documento del Consiglio comunale – dovrebbe avvenire in favore dell’Osservatorio Ambientale sui Cambiamenti Climatici, cui spetterebbe l’incarico di “approfondire ogni possibile strategia tecnico-operativa” in materia di riduzione dei consumi e dell’inquinamento, oltre che di produzione di energia sostenibile e rinnovabile.

Soluzione, questa, che per il Capogruppo del Partito Democratico di Roma Umberto Marroni altro non rappresenta che il “tipico escamotage” utilizzato ad arte per smantellare.

“Chiederemo con forza il ritiro della Delibera n.28. Se davvero non riusciremo ad evitare la liquidazione dell’agenzia, solleciteremo l’apertura di un tavolo di confronto per riconsegnare al Comune un soggetto pubblico in grado di rendere davvero efficaci gli indirizzi ambientali europei.

Se non sarà più Roma Energia, dovrà essere qualcosa di simile e con le stesse funzioni”.

Di sicuro, non l’Osservatorio: “Roma ha bisogno di politiche attive. Non c’è più tempo per mettersi ad osservare in giro. Vogliamo un organismo pensante, non certo guardone”.

Dopo l’uso privatistico del servizio pubblico – copyright Maurizio Gasparri – ci mancava solo quello “voyeuristico” del risparmio energetico.