BILANCIO, APPELLO DEL SINDACO: “UNITI PER EVITARE IL DISSESTO”

La soluzione per l’approvazione del Bilancio di Previsione capitolino sta nel rendere “strutturali”, con il decreto governativo di Giugno, i 500 milioni annui per il Piano di Rientro. Alemanno fa il punto sulla situazione: “Anche l’opposizione sostenga la richiesta a Tremonti”.

La conferenza del Sindaco, affiancato dall'Assessore Maurizio Leo (a sinistra) e dal Presidente della Commissione Bilancio di Roma Federico Guidi (a destra).

di Francesco Gabriele

(Pubblicato su Il Corriere Laziale il 14/05/2010)

Tra la provocazione delle carte “Debitomat” – diffuse all’ingresso del Campidoglio contro la presunta “Cassa di Sperpero” di Roma, figlia delle gestioni Rutelli prima e Veltroni poi – e l’auspicio di un doveroso “atto di responsabilità collettiva” – rivolto per la prima volta nel suo mandato dal Sindaco all’opposizione capitolina, oltre che al Governo, all’uscita della Sala delle Bandiere – c’è, neanche troppo nascosta, tutta la concitazione che nelle ultime ore sta montando attorno alla questione della mancata approvazione del Bilancio di Previsione del 2010.

L’accorata conferenza stampa voluta da Alemanno – all’indomani delle ardite mutande sfoggiate dai minisindaci romani di Centrosinistra per il “fallimento su tutti i fronti” dell’Amministrazione comunale – ne è stata la prova più concreta.

“Con le manifestazioni di questi giorni, si è raggiunto un tale apice di demagogia al quale dobbiamo dare una risposta netta e decisa” – così il Sindaco ha motivato la scelta del colloquio con la stampa – “Ieri ho chiamato Veltroni per comunicargli che questa situazione paradossale ci costringe a ricordare con vigore chi è il vero responsabile del ritardo nell’approvazione del Bilancio: la precedente Gestione ha lasciato debiti insostenibili”.

Presenti all’incontro con i giornalisti anche l’Assessore allo Sviluppo Economico Maurizio Leo ed il Presidente della Commissione Bilancio del Comune Federico Guidi, allo scopo di “sgomberare una volta per tutte il campo dalle polemiche, con una accurata e documentata operazione-verità” – come ha sottolineato in apertura proprio l’Assessore capitolino –.

La situazione al 28 Aprile 2008 – “Ci siamo ritrovati con un disavanzo lordo complessivo di 9,571 miliardi di euro certificato dal rapporto della Ragioneria di Stato” – è l’Assessore Leo ad illustrare le cifre del debito ereditato dalla Giunta Alemanno – “Se da un lato la causa dell’enorme accumulo è un’effettiva mala gestione delle casse comunali, frutto di entrate sovrastimate e spese sottostimate, dall’altro bisogna anche dire che Roma ha uno squilibrio strutturale latente: le uscite sono di gran lunga maggiori, basti pensare a quanti cittadini non romani vengono qui ogni giorno senza mettere neanche un euro di tasse per i servizi dei quali comunque usufruiscono”.

Le iniziative intraprese dalla Giunta Alemanno – “Accertata la disastrosa situazione del 2008 – stavolta è proprio il Sindaco a spiegare le tappe del Piano di Rientro dal debito – “si è proceduto ad una separazione tra il bilancio della gestione ordinaria e quello della gestione commissariale da me assunta, per evitare una dichiarazione di dissesto che avrebbe avuto conseguenze catastrofiche anche sulle imprese di fornitori che avevano lavorato con il Comune e sui loro crediti”.

“Avevamo ottenuto tramite DPCM un finanziamento di 500 milioni annui per il Rientro. Purtroppo dopo il terremoto dell’Abruzzo e la forte crisi economica che ha investito l’Europa e l’Italia, quei soldi devono essere guadagnati anno dopo anno in base alle leggi finanziarie”.

Verso un Bilancio di svolta: Il rapporto col GovernoIl nuovo Commissario Straordinario, Domenico Oriani, ha ricevuto l’incarico di completare la ricognizione della massa attiva e passiva del debito ereditato e di certificare entro il 15 Giugno le risorse necessarie a garantire il Piano di Rientro. In questo modo la Giunta sarà in grado di approvare a Luglio un Bilancio di Previsione finalmente stabile, con la definitiva separazione tra le due contabilità, quella straordinaria e quella ordinaria.

“E’ fondamentale che Governo e Parlamento ripristinino il carattere strutturale dei 500 milioni di euro annui: è la garanzia necessaria per chiudere una volta per tutte il buco di bilancio del passato e per ricominciare a programmare ad ampio respiro ed in modo sano” – questo il rinnovato appello di Alemanno – “Spero che anche l’opposizione appoggi le nostre richieste a Tremonti: un dissesto di Roma, in un momento come questo, sarebbe un dramma per tutta l’Italia”.

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