PDL LAZIO, ALLARME SCONTRO: “DIRIGENTI LOCALI INADEGUATI”

Dura contestazione a via Poli da parte dei “non allineati”. Sotto i riflettori la composizione della Giunta Polverini, che avrebbe “tradito le direttive del Premier”. Chiamati in causa i vertici nazionali per fare luce sulla situazione.

La conferenza stampa organizzata ieri a Via Poli dai dissidenti del Popolo della Libertà del Lazio.

di Francesco Gabriele

(pubblicato il 30/04/2010 su Il Corriere Laziale)

Sbuffi, spifferi, correnti: al Pdl di Roma e del Lazio tira una brutta aria.

“Vogliamo un riequilibrio immediato delle posizioni rappresentative, come garanzia di governabilità locale e regionale”: le parole del Consigliere regionale uscente Nicola Palombi – area Forza Italia – sono la sintesi migliore del pericoloso malumore presente nel partito di maggioranza del Lazio. “Chiediamo un intervento deciso di Silvio Berlusconi sulle tematiche da affrontare in seno al partito, un cambio di rotta politico sulla Giunta regionale e su quella di Roma, ed infine l’apertura di una stagione di dibattiti e congressi nel Pdl”. Pena il rischio conclamato di una “inesorabile disgregazione”.

Il duro e concitato grido di dissenso, lanciato ufficialmente ieri durante la conferenza stampa organizzata dai “cosiddetti non allineati” – come Donato Robilotta ha definito neanche troppo ironicamente se stesso ed il gruppo degli ex consiglieri e dirigenti regionali e locali presenti nella sala consiliare di via Poli – non lascia spazio ad equivoci: “il Lazio è ormai una pentola a pressione pronta a scoppiare”.

E proprio l’annunciata composizione della Giunta Polverini rappresenta l’ultimo tassello di un puzzle che appare ormai completo – in tutti i suoi aspetti negativi – agli occhi dell’altro Consigliere regionale uscente, Fabio Desideri: “Sono politicamente deluso per quanto è avvenuto fino ad ora, dalla mancata presentazione della lista in poi. La gestione della formazione della Giunta regionale è l’ennesimo episodio che ha premiato una logica di famiglia e di appartenenza ad essa, anziché guardare a chi, con impegno e dedizione, si è adoperato per la causa del Lazio. La promessa di Silvio Berlusconi di salvaguardare gli esclusi per i notevoli sforzi messi in campo non è stata mantenuta dai dirigenti locali. E’ un fatto gravissimo e inaccettabile”.

Una crisi, quella interna al partito regionale, che fa da torbida cassa di risonanza al già rimbombante campanello d’allarme fatto scattare in ambito nazionale da Gianfranco Fini, e che sembra necessitare, ancora una volta, del “pronto intervento” della direzione centrale del Popolo della Libertà e del suo leader maximo: “In un momento come questo premetto che io e tutti gli esponenti qui accanto a me siamo con Berlusconi e crediamo in Berlusconi, a prescindere dalle aree di provenienza di An o Fi” – ha voluto subito precisare Robilotta, ex Assessore agli Affari Istituzionali, agli Enti Locali e alla Sicurezza della Regione – “Ma crediamo che non sia un atto di lesa maestà criticare la conduzione politica del partito ordinario e l’amministrazione, da parte dei suoi coordinatori locali, delle questioni relative alla Giunta del Lazio e alla famigerata vicenda Milioni-Polesi”.

Vicenda ancora tutta da chiarire: “Alfredo Milioni, descritto più volte come l’incontinente del panino, ha detto recentemente di sentirsi il Primo Greganti del Pdl” – ha dichiarato ancora Palombi – “Questo significa che qualcuno ha precise responsabilità che invece sono state scaricate su di lui. Se così fosse, Berlusconi deve riaprire il caso, perché è stato tradito”. Sulla stessa posizione Desideri – “Lo chiedo con forza, che Milioni parli e spieghi una volta per tutte cosa sia successo realmente” – come anche il Senatore Stefano De Lillo, presente ieri nell’aula della protesta: “Non pretendiamo le dimissioni, ma quantomeno le scuse di chi ha l’effettiva colpa politica di ciò che è avvenuto”.

Dissidenti “contro la politica familiare e clientelare di Roma e del Lazio”: la loro “non è affatto una strenua ricerca di poltrone”. Eppure c’è chi le poltrone le pretende eccome: “La Giunta Polverini è una porcata” – l’accusa, forte, è stata del Presidente della Provincia di Frosinone Antonello Iannarilli – “Vogliamo un assessore oltre al presidente del Consiglio regionale. Ricordiamo a tutti che Renata ha vinto grazie ai 145.000 voti che abbiamo portato dalla Ciociaria: a Roma si era perso”. E ancora: “Stiano attenti: siamo pronti ad alzare il tiro della protesta”.

Uno scontro di principio dunque, ma forse anche di fine.

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