LUCI E OMBRE DEL PRIMO BIENNIO ALEMANNO

Il Sindaco ha presentato alla stampa il resoconto delle attività di due anni di amministrazione capitolina della sua Giunta: “Il bilancio è positivo, nonostante la crisi. Ora la svolta definitiva con Roma Capitale”

28 Aprile 2008: Gianni Alemanno festeggia la vittoria elettorale che gli consegna le chiavi di Roma.

di Francesco Gabriele

(pubblicato il 29/04/2010 su Il Corriere Laziale)

Roma pragmatica e concreta, proprio come il suo Sindaco.

Trascorso il primo biennio dall’insediamento in Campidoglio di Gianni Alemanno è tempo di bilanci per il Comune della Capitale.

L’incontro con i giornalisti – al quale ha presieduto il Primo Cittadino affiancato da tutti i suoi assessori – è durato poco più di un ora, il tempo necessario ad una completa illustrazione di tutto il lavoro svolto dall’Amministrazione Comunale sin dal 28 aprile del 2008.

Poche chiacchiere e pochi convenevoli: programma alla mano, il Sindaco ha analizzato punto per punto le iniziative intraprese ed i risultati ottenuti dalla sua Giunta, senza distogliere mai lo sguardo dal futuro, quello più prossimo e quello programmatico.

“La nostra intensa attività e gli sforzi profusi fino a questo momento debbono essere la solida base sulla quale costruire la svolta decisiva del 2010, anno in cui vogliamo finalmente operare per grandi progetti strutturali innovativi, grazie soprattutto allo sviluppo di Roma Capitale, la nostra grande sfida nazionale”. Questo è l’auspicio che nasce dalla conferenza tenutasi ieri presso la Sala della Piccola Protomoteca in Campidoglio: un obiettivo che sarà possibile raggiungere grazie a “due anni di lavoro positivo e propositivo contro la crisi. Ci si dimentica infatti con troppa disinvoltura che il contesto entro il quale ci si adopera non è certo favorevole e men che mai florido. C’è una crisi di natura economico-finanziaria in Italia e a Roma che deve essere sempre presente nella mente di tutti”.

Un primo “miracolo” – come proprio il Sindaco ha voluto definirli – sono quindi i provvedimenti volti a lenire le sofferenze economiche dell’Amministrazione, che ha risentito di un debito ereditato di 9 miliardi e 650 milioni di euro. “Abbiamo operato in questa direzione senza ridurre le funzionalità comunali o l’erogazione di servizi, e riuscendo a mantenere una spesa di investimento adeguata”: le parole di Alemanno si rivolgono naturalmente alla mancata approvazione del Bilancio Preventivo – rinviata al 30 Giugno – che comunque “non produrrà penalizzazioni di rilevanza nei confronti della linea di rigore e della gestione prudente dei flussi in uscita impostata dagli uffici centrali e da quelli periferici dei municipi”.

Roma, dunque, cerca di risolvere definitivamente una situazione che resta in realtà grave. L’azione del Sindaco sembra andare nel verso giusto, ma da sola non basta: nella Legge Finanziaria si prevede – per l’approvazione del Bilancio di Previsione capitolino – la nomina di un Commissario Straordinario per il Piano di Rientro del deficit accumulato, la ricognizione della situazione debitoria – grazie alla separazione tra gestione commissariale e gestione ordinaria – ed infine un intervento statale straordinario di circa 500 milioni di euro annui per ricondurre la gestione economica e finanziaria della Capitale su un effettivo piano di normalità.

Il 2010 – l’anno di svolta – passa proprio da qui, dal “raggiungimento di un pareggio di bilancio in grado di impedire il formarsi di futuri nuovi indebitamenti”.

I successi della lotta per la sicurezza – reati in calo: 60 mila in meno rispetto ai 225 mila di tre anni fa –, delle ordinanze per il decoro urbano contro il fenomeno della prostituzione e dei lavavetri, dello sgombero del Casilino 900 – il campo rom più grande di Roma – e di un Piano Nomadi che si appresta a realizzare 13 campi autorizzati nella città, dei servizi sociali in favore della famiglia e degli investimenti per l’ambiente e le infrastrutture non attenuano, così, le ambizioni della Giunta Alemanno, che con l’approvazione in Parlamento della riforma per Roma Capitale si augura di portare la città ad acquisire maggiori e ulteriori poteri oltre ad una qualità della vita e dei servizi di natura europea. Dai suoi concittadini il più sentito “buon lavoro”.

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