ROM: SLITTA IL CASO TOR DE’ CENCI

Dopo circa un’ora e mezza di confronto a porte chiuse, l’assessore Belviso rende noto il rifiuto dei rappresentanti dei nomadi di firmare l’accordo: “Il lavoro del Comune va avanti. Il campo sarà smantellato in autunno”.

Sveva Belviso parla coi giornalisti subito dopo il confronto-scontro con i Rom di Tor de' Cenci.

di Francesco Gabriele

(pubblicato il 23/04/2010 su Il Corriere Laziale)

“Non siamo Obama e neanche Berlusconi, fino a ieri non contavamo nulla. Ora perché la nostra firma scritta è diventata così importante?”. Con queste parole – citate più volte dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso, ai giornalisti presenti nel suo ufficio di viale Manzoni – una delegazione di rappresentanti spontanei del campo nomadi di Tor de’ Cenci non ha sottoscritto il documento di accordo formale che impegnava il Comune e la popolazione Rom del XII municipio ad una collaborazione condivisa per le operazioni di trasferimento in uno dei tredici villaggi autorizzati di prossima realizzazione, per il quale – come annunciato – “verrà pubblicato il bando di gara d’appalto nella prossima settimana”.

“Sono davvero rammaricata per i problemi che sono sorti.” – così ha esordito l’Assessore dinnanzi alle telecamere della stampa dopo quasi un’ora e mezza di incontro a porte chiuse – “La mancata firma dell’accordo è da attribuire probabilmente ad una mancanza di fiducia congenita che si è radicata nel corso degli anni a causa di promesse non mantenute. Voglio precisare però che l’impegno – preso dopo le numerose consultazioni avvenute tra le parti nei mesi precedenti – è stato confermato verbalmente ancora stamattina. Evidentemente c’è da parte loro il timore – a mio modo di vedere immotivato – che si instauri qualcosa di oscuro tra le condizioni eventualmente firmate e l’effettiva realizzazione di esse”.

La trattativa per lo sgombero dell’area di Tor de’ Cenci si è sviluppata attorno a due punti fondamentali: “La nostra proposta iniziale era quella di uno spostamento misto tra i campi attrezzati di nuova generazione e quello già esistente di Castel Romano.” – continua l’Assessore – “Ma loro si erano opposti per l’esistenza di diverse faide interne e per il timore che venissero smembrate alcune famiglie. Così avevamo entrambi convenuto sulla migrazione dell’intera popolazione, composta prevalentemente da Macedoni e Bosniaci, nel primo villaggio attrezzato che il Comune avrebbe messo a disposizione”. All’ultimo momento, però, i Nomadi hanno chiesto di vedere dove di preciso sarebbero andati a vivere come conditio sine qua non per l’apposizione della propria firma, ma “per motivi di ordine pubblico” – ha specificato la Belviso – “questo tipo di informazione non potevamo proprio fornirla”.

Non verrà comunque intrapresa alcuna azione di forza: il Piano Nomadi capitolino, infatti, prevede “trasferimenti collaborati con le varie popolazioni Rom, con precise garanzie stabilite di comune accordo”.

L’attenzione delle istituzioni romane, a questo punto, si sposta sull’altro villaggio tollerato da sgomberare, il campo La Martora, per il quale la chiusura è ormai imminente. A giugno, infatti, dovrebbe avvenire il trasferimento dei suoi abitanti. Slitta invece a dopo l’estate la nuova sistemazione attesa da quelli di Tor de’ Cenci. La conclusione dei lavori di allestimento del villaggio attrezzato – fortemente voluto dai Rom – è prevista nel mese di settembre.

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