RIGNANO FLAMINIO: E’ RINVIO A GIUDIZIO

In cinque rischiano il processo: tre maestre, l’autore televisivo e una bidella della scuola Olga Rovere.

Un sopralluogo dei carabinieri alla scuola materna "Olga Rovere".

di Francesco Gabriele

La quiete dopo la tormenta, almeno per i genitori dei bambini coinvolti nella vicenda dei presunti abusi sessuali di Rignano Flaminio.

E’ appena finito di nevicare a Tivoli quando il giudice Pier Luigi Balestrieri, pochi minuti dopo le 15, decide per il rinvio a giudizio dei 5 imputati coinvolti, annunciando che la prima udienza del processo si terrà proprio a tivoli il prossimo 27 maggio.

L’accusa di maltrattamento, violenza sessuale e stupro di gruppo mette alla sbarra le 3 maestre dell’asilo Olga Rovere, Marisa Pucci, Silvana Megalotti e Patrizia Del Meglio, oltre alla bidella Cristina Lucerti e all’autore tv Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio, ora chiamati a difendersi in sede dibattimentale.

Tensione, lacrime e rabbia non hanno mai abbandonato la pur grande soddisfazione dei genitori dei piccoli alle parole del Gup. “Sembrava che gli orchi fossimo diventati noi” – dice una mamma ancora visibilmente scossa in volto – “Non possiamo più neanche andare in giro per Rignano, da mesi proviamo a vendere la casa per andarcene da lì”. Gli avvocati di parte civile rincarano la dose: “Chi ha tentato di ridicolizzare questa indagine ora farebbe bene a presentare le proprie scuse a questo gruppo di genitori”.

La decisione che porta al processo ha infatti ribaltato il giudizio del Tribunale del Riesame e della Cassazione, che avevano entrambi ritenuto gli indizi portati alla luce dalla procura di Tivoli insufficienti e contradditori.

E’ il 24 aprile 2007 quando vengono disposti gli arresti delle maestre, di Scancarello e del benzinaio cingalese Kelum Weramuni De Silva, la cui posizione verrà poi archiviata a seguito del racconto di alcuni bambini ai genitori sulle presunte violenze sessuali subite tra il 2005 e il 2006. Il Tribunale del Riesame li rimette però in libertà poche settimane dopo, il 10 maggio, sconfessando a pieno la tesi accusatoria, come farà, successivamente, anche la Corte di Cassazione.

Comune è lo “sconcerto” tra gli avvocati degli imputati, in seguito all’annuncio della sentenza del Gup. Franco Coppi, difensore della coppia Del Meglio-Scancarello, si dice “deluso ma pronto ad affrontare la fase processuale per dimostrare l’innocenza dei miei assistiti”; per Giosuè Naso, avvocato della maestra Pucci, “si è in presenza di un vero e proprio paradosso”.

Critiche aspre alla decisione di rinvio a giudizio giungono anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi: “E’ un altro esempio di giustizia malata, impermeabile al buon senso e alle stroncature della Cassazione”.

Dopo la quiete, a Tivoli, ci si prepara per la tempesta, quella processuale.

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