STOCCATE VINCENTI, ALEMANNO E COCHI CELEBRANO IL MITO EDOARDO MANGIAROTTI

25 marzo 2011

Omaggio alla scherma, in piazza del Campidoglio, assieme all’atleta più titolato della storia azzurra, Edoardo Mangiarotti. Nell’occasione scoperte anche due stele restaurate in onore dei Giochi di Berlino ’36.

CAMPIDOGLIO - Da sinistra, il Delegato allo Sport, Alessandro Cochi, la campionessa di fioretto, Elisa di Francisca, Edoardo Mangiarotti, il Sindaco Alemanno e l'ex schermidore, Stefano Pantano.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/03/2011)

Il primo giorno della primavera Roma lo ha passato nel segno della scherma italiana.

In guardia, pronti, a voi!” e piazza del Campidoglio si è riscoperta di colpo meravigliosa pedana a cielo aperto, e ha fatto largo, all’ombra del Marco Aurelio, alle “stoccate vincenti” di tanti piccoli tiratori di spada, fioretto e sciabola accorsi dal Sindaco per celebrare un mito. Pardon, il mito: Edoardo Mangiarotti, un giovanotto di appena 91 anni che ora lo senti chiamare “commendatore”.

Ma il commendatore in questione racchiude in un corpo solo 13 medaglie olimpiche e 26 iridate tra il 1936 e il 1960, tra Berlino e Roma. Con in mezzo la seconda guerra mondiale a togliergli e toglierci altre sicure soddisfazioni fatte d’oro, argento e bronzo.

Il campione e la scherma” è il nome dell’iniziativa – a cura dell’associazione culturale Arsmedia – con cui Alemanno ha deciso di dedicare alla leggenda azzurra e alla sua storia l’intero pomeriggio, dando simbolicamente inizio anche alla corsa sportiva della Capitale in vista dei giochi del 2020.

Una scelta per nulla casuale: “ci siamo stretti attorno a Mangiarotti per ricordare quali sono le vere radici olimpiche dello sport italiano. I bambini che oggi sono al suo fianco testimoniano un passaggio naturale tra passato e futuro che avviene nel segno di una certa continuità di valori, di integrità e di tradizione”.

Nella storia azzurra, la scherma è la disciplina a cinque cerchi più premiata e titolata di sempre. Forte oggi almeno quanto lo è stata nel lontano ’36, quando in terra di Germania lo stesso Mangiarotti, insieme ai suoi compagni di avventura, portarono a casa vittorie e podi indimenticabili dalle pedane del fioretto e della spada individuale e a squadre.

Proprio a quelle imprese, il Sindaco e il Delegato allo Sport, Alessandro Cochi, hanno reso omaggio nel corso della manifestazione, togliendo, nel giardino adiacente al Campidoglio, il drappo tricolore alle due stele recentemente restaurate in ricordo della mitica spedizione berlinese, e intitolate, oltre che a Mangiarotti, anche agli altri atleti azzurri Gaudini, Guaragna, Brusati e Pezzana.

“Nel cammino per Roma venti venti – ha detto Cochi di fronte alle lapidi commemorative – abbiamo scelto di partire dall’antica e nobile arte della scherma perché rimane questa la disciplina che più dà lustro all’intero movimento sportivo italiano. E’ una giornata destinata a rimanere importante non solo per la storia di questo sport, ma anche per i suoi giovani atleti, che devono trarre ispirazione dal mito di Mangiarotti un domani che, come mi auguro, difenderanno i colori azzurri in campo internazionale”.

Chi intanto già lo fa è Elisa Di Francisca, campionessa mondiale di fioretto individuale a Parigi 2010 e presente alla kermesse anche durante la lunga esibizione pomeridiana dei “bambini delle armi”, nome tecnico con il quale i piccoli schermidori vengono identificati di categoria. “Sono felice ed orgogliosa di poter essere qui oggi davanti a così tanti bambini entusiasti – ha detto la fiorettista – è la prima volta che mi trovo su una pedana in una cornice così affascinante: un’emozione unica”.

La stessa che poi ha provato nel consegnare una targa alla carriera a quello che – come ha più volte ripetuto – è “anche il mio mito”, Edoardo Mangiarotti, in una sorta di passaggio di consegne tra vecchia e nuova guardia della grande scherma italiana.

Vederli uno accanto all’altra ha finito con l’alimentare ancor di più la voglia di una nuova Roma Olimpica anche nel cuore di Alemanno che, a chiusura del suo intervento, ha auspicato la vittoria della candidatura capitolina “per costruire insieme un grande evento morale, di sport ma anche di coinvolgimento e di solidarietà tra le persone”.

E forse è proprio per questo che la manifestazione si è conclusa col ricordo di Cochi dedicato a Marta Russo, giovane promessa del fioretto femminile uccisa alla Sapienza nel 1997.

L’inno finale, davanti ai genitori Aureliana e Donato, ha suonato anche in suo onore.

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SINGOLAR TENZONE ALL’OMBRA DEL MARCO AURELIO

Grande festa di sport con l’esibizione dei “bambini delle armi” sulla pedana a cielo aperto allestita a piazza del Campidoglio.

ASSALTO - Un momento dell'esibizione dei giovani in pedana.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/03/2011)

I “Bambini delle Armi”. Li chiamano così, alla loro età, i piccoli schermidori.

Spada, fioretto o sciabola: non fa alcuna differenza. Maschio o femmina nemmeno.

Piccoli sono e piccoli rimangono, pur se hanno già a che fare con ferri puntuti d’altri tempi, ancora senza barba sul viso o senza trucco attorno agli occhi.

La scherma è sport, ma prima di tutto disciplina.

E te ne accorgi subito, anche se vieni dal mondo del calcio.

L’esibizione di fronte al palazzo del Sindaco è stata d’esempio per chi l’ha seguita ancor più che per chi l’ha praticata.

Salgono in pedana i giovani “cavalieri”.

Il saluto prima e dopo la sfida. Arma su arma e mano nella mano.

Il rispetto prima di tutto, lo chiamano il “combattimento cortese”.

Arbitro e giudici di gara controllano il funzionamento dei rilevatori elettronici con la “prova delle cocce”. E’ la parte della spada che protegge l’impugnatura.

Poi si parte, al grido di “pronti, in guardia, a voi!”. Comincia l’assalto, in un’atmosfera cavalleresca.

Un lunedì a singolar tenzone per Roma e il suo sfondo imperiale.

Stefano Pantano, tre volte iridato, commenta le azioni salienti di queste mini-gare tra mini-atleti.

Tre minuti di tempo, tre stoccate per vincere.

Il silenzio accompagna i battiti dei passi sulla pedana.

Se chiudi gli occhi, riesci comunque a vedere.

Rumori timidi, gioco d’attesa. Se incalzano, parte l’attacco. Pumpum patapum.

Poi c’è il tintinnio delle spade. Tin: “parata in quarta”.

Riflesso e velocità sono le doti più ambite.

“Attacco parato e la risposta va a segno” ricostruisce l’arbitro.

La scherma rimane un’arte di difesa.

Maschere e divise non li fanno certo più piccoli di noi.

Fioretti e sciabole, poi, pensano al resto. In caso di dubbio.

Quando meno te l’aspetti, però, cade qualcosa sulla pedana. Nel bel mezzo di una sfida.

Va a raccoglierlo la Di Francisca, interrompendo il combattimento.

“E’ un cioccolatino” annuncia la campionessa. “Una merendina” conferma Pantano.

Risate e risolini tra i tiratori.

Giù la maschera cavaliere. Bambini si è, d’armi si diventa.

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MANGIAROTTI: “FELICE ED ORGOGLIOSO DI ESSERE QUI”

La giornata e le parole del protagonista.

TRA PASSATO E FUTURO - Una bellissima immagine di Mangiarotti accanto al suo alter ego giovanile ai tempi dei suoi successi.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/03/2011)

92 anni il 7 aprile prossimo. Edoardo Mangiarotti, nelle parole di Gianni Alemanno, è “lo sport italiano fatto persona”.

Il primo giorno di primavera il Sindaco, l’ha dedicato proprio a lui, che di primavere, ormai, sa tutto e il contrario di tutto.

Sei ori olimpici, 13 mondiali addirittura. Eppure “il Commedator Mangiarotti”, classe 1919, è emozionato come al primo giorno di scuola. Proprio lui che invece è lì nelle vesti – a guardarlo insolite – di ospite d’onore. Sorriso stampato sulla bocca, tricolore avvolto al collo a mo’ di sciarpa, celebra assieme a Sindaco e Delegato allo Sport le steli che portano in rilievo anche il suo nome.

Si dice “contento e orgoglioso”, ricorda i compagni d’avventura e auspica alla scherma nuove importanti vittorie, “magari a Roma tra dieci anni…”.

Magari con lui a fare ancora da cerimoniere.

Elisa di Francisca lo insignisce di una targa alla carriera. Non se l’aspetta, sale in pedana. Ride, ancora. Dispensa sorrisi per tutta la durata della manifestazione. L’abbraccio con la neocampionessa è il più sentito e il più sincero. “Il mio mito” dice lei guardandolo, “il presente e il futuro” risponde lui indicandola ai fotografi.

Orgoglio italiano, aggiungiamo noi pensando ad entrambi.

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DI FRANCISCA, EMOZIONE E PROGETTI FUTURI

La campionessa mondiale già pensa a Londra 2012.

PARIGI 2010 - Elisa di Francisca vince la finale di fioretto individuale femminile.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/03/2011)

Ha vinto l’oro nel fioretto individuale a Parigi neanche un anno fa. E’ originaria di Jesi, come una certa Valentina Vezzali, con la quale condivide anche il primo maestro d’accademia, Enzo Troccoli.

Che sarebbe diventata presto una campionessa, Elisa di Francisca, ce l’aveva scritto sulla carta d’identità. E a sentirla parlare capisci il perché dei suoi successi: “Ora sono concentrata sulle prossime Olimpiadi di Londra. Devo riuscire a qualificarmi, sarebbe la mia prima volta”.

I veri moschettieri italiani siete voi donne, le dicono. “Voi siete più muscolosi, noi molto più determinate, e durante l’assalto serve soprattutto la testa” risposta. Ha le idee chiare.

I bambini fanno a gara per uno scatto insieme a lei. Che si concede divertita. “Una pedana così bella non mi era mai capitata fino ad ora” dice alludendo al fascino imperiale di Roma tutto attorno a lei.

Segue le sfide dei piccoli, sforna qualche consiglio al fianco di Pantano.

Poi, anche per lei, c’è una targa alle sue vittorie. Con l’augurio quasi scontato da parte di tutti di ritrovarla di nuovo qui tra dieci anni.

Sempre su una pedana. Stavolta nelle vesti di atleta.

XI MEMORIAL DINO VIOLA, IL VIA IL 4 APRILE

17 marzo 2011

Presentata l’edizione 2011 dello storico torneo romano dedicato all’indimenticato presidente giallorosso. Quest’anno a contendersi il trofeo saranno gli esordienti classe 1999. Roma naturalmente favorita.

Roberto Muzzi è stato premiato con una targa durante la presentazione. Alla sua destra, le due bandiere storiche della Roma, Amedeo Amadei e Giacomo "Giacomino" Losi.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 16/03/2011)

Rigatoni alla carbonara, abbacchio scottadito e per dessert la doppietta fresca fresca di Francesco Totti, servita sul piatto d’argento del derby di domenica scorsa.

Non poteva nascere sotto una stella migliore l’XI edizione del Memorial Dino Viola, il torneo di calcio giovanile della Capitale dedicato allo storico presidente giallorosso e presentato ufficialmente lunedì con l’ormai tradizionale appuntamento a cena presso il ristorante Antico Ristoro di via Appia Antica.

Quest’anno a contendersi il trofeo con la Roma, che nell’albo d’oro compare già sei volte dal 2001, saranno gli esordienti nati nel 1999 di Lupa Frascati, Nuova Tor Tre Teste, San Pancrazio, Cinecittà Bettini, Pro Roma Calcio, Ostiamare e C.S. Colombo, società quest’ultima che sin dalla prima edizione ospita ed organizza l’intera competizione.

Un torneo, il Dino Viola, che cresce di valore e di prestigio anno dopo anno. Proprio come crebbe sotto la gestione dell’ingegnere-patron la Roma negli anni ‘80, giungendo a successi fino ad allora semplicemente insperati sia in campo italiano (1 Scudetto e 5 Coppe Italia) sia in campo internazionale (con le due storiche finali di Coppa Campioni e di Coppa Uefa).

Ma la dote che più i tifosi giallorossi riconoscevano all’allora numero uno di Trigoria era la sua capacità di incarnare, nella gestione della società, la veracità classica dell’essere romani, col suo humor dissacrante tipico di Testaccio e Trastevere e con le lotte contro un “palazzo” dall’idioma prettamente nordico che già in quei tempi governava il mondo del calcio, mandando di traverso i bocconi domenicali ai supporter capitolini.

Un vero e proprio paladino della giustizia, agli occhi dei tifosi, che riuscì a non cedere alle lusinghe del business e degli interessi economici che pure, in quegli anni, cominciavano a farsi largo, tenendo sempre fede a quello che era il suo amore per Roma e per la Roma, e prendendo per mano, uno ad uno, tutti i “suoi ragazzi”, dal più piccolo al più grande, in un percorso glorioso che condusse alla vittoria attraverso i valori sportivi della lealtà e del rispetto dell’avversario.

Proprio per questo, undici anni fa, nacque l’idea di un torneo prestigioso che celebrasse la figura del Presidente attraverso il settore giovanile, come spiega anche uno dei figli, Ettore Viola: “abbiamo creduto nella bontà di questo progetto sin dall’inizio e siamo tuttora vicini alla manifestazione non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello educativo e dei servizi offerti ai ragazzi e alle società invitate”.

Quest’anno, però, con un pizzico di rammarico in più: “l’ultima stagione della famiglia Sensi, in effetti, ci lascia un po’ con l’amaro in bocca, perché il post sarà affidato per la prima volta a un manager statunitense. Gli imprenditori romani, insomma, avrebbero potuto fare di più”.

‘Un americano a Roma’, per dirla con Albertone, che non spaventa invece il Presidente dell’XI Municipio, Andrea Catarci, presente alla cena in rappresentanza del territorio che ospiterà, presso il Campo Laurentino di via Luigi Perna, l’intera kermesse dal 4 al 20 aprile: “Roma è stata una città multiculturale sin dai tempi dell’Impero. Farà innamorare in un istante anche i nuovi dirigenti made in Usa, che faranno così il loro meglio per la squadra”.

Accanto al tavolo di Aldo Ciriello, direttore generale del C.S. Colombo e curatore dell’evento assieme al Diesse Sandro Paicci, erano poi presenti due bandiere della Roma del passato come Giacomino Losi e Amedeo Amadei, insieme all’ex centravanti giallorosso Roberto Muzzi, ora alla guida dei piccoli classe 1999 della società di Trigoria. “Dino Viola è stato colui che mi ha fatto diventare un calciatore – ha detto l’allenatore 39enne – avevo solo 14 anni e facevo il carrozziere. Gli sarò sempre grato e sarà una motivazione in più per cercare di portare a casa il torneo”.

FAMILY CARD, DA OGGI ANCHE IN BANCA

10 marzo 2011

Accordo con Unicredit: mutui e prestiti a condizioni di favore e carte prepagate senza costo di emissione con la tessera-sconto della Provincia dedicata alle famiglie in difficoltà.

Oltre 18.000 i titolari della carta varata nel dicembre 2009. Zingaretti: "Possiamo parlare di una scommessa vinta".

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 08/03/2011)

Cresce la Family Card della Provincia di Roma.

A più di un anno dalla sua nascita, nel dicembre 2009, la carta sconti destinata al sostegno delle famiglie numerose o con reddito medio/basso residenti nel nostro territorio accede ad un nuovo servizio: stavolta di assistenza finanziaria.

Grazie all’accordo siglato con Unicredit, infatti, la tesserà permetterà ai suoi possessori di stipulare mutui e prestiti personali a tasso agevolato presso i circa 500 sportelli dell’istituto presenti a Roma e Provincia, oltre che sottoscrivere apposite carte prepagate senza alcun costo di attivazione.

“Giunti al giro di boa di questa iniziativa – ha commentato Zingaretti – possiamo finalmente dire che si è trattato di una scommessa vinta, visto il successo ottenuto in questi primi dodici mesi e le nuove funzionalità acquisite quest’anno grazie alla proficua collaborazione proprio con Unicredit”.

In effetti i dati – aggiornati a Febbraio 2011 – parlano di più di 18.000 cards già assegnate e di un totale di 800 esercenti che hanno aderito al progetto. “Con cifre come queste – ha sottolineato ancora il Presidente della Provincia – si tratta della Family Card più grande d’Italia”. Senza contare, tra l’altro, che “il numero delle domande ricevute è decisamente più elevato, ma che non tutte possono essere accolte in quanto il target di riferimento deve rimanere invariato”.

Un target che prevede quattro condizioni socio-economiche necessarie per avere accesso alla carta: due figli a carico con reddito familiare annuo fino a 40.000 euro, tre figli a carico con reddito fino a 50.000 euro (il tetto massimo aumenta, poi, di 5.000 euro per ogni figlio in più dopo il terzo), ultra 65enni con reddito annuale fino a 15.000 euro e persone non autosufficienti a carico del nucleo familiare con un reddito fino a 50.000 euro.

Chi rientra in queste tipologie ha dunque diritto a sconti compresi tra il 5% e il 30% all’interno degli esercizi commerciali in partnership con la Provincia. Si va dai supermercati ai negozi di abbigliamento, passando poi per ottici, dentisti, librerie, cinema, taxi, parrucchieri, gioiellerie, agenzie di viaggi e altri ancora.

Una varietà dell’offerta che ha particolarmente colpito la madrina dell’iniziativa, Veronica Pivetti. Nelle vesti “soprattutto di semplice cittadina”, l’attrice infatti si è detta “particolarmente contenta degli aiuti rivolti alle famiglie in difficoltà anche in ambiti come quelli dell’aspetto ricreativo e dello svago, parti importanti della vita di ciascun individuo, quanto meno da un punto di vista di diritto alla pienezza d’essere”.

Soddisfatto anche il Responsabile di Unicredit per il Centro Italia, Antonio Muto, ieri a Palazzo Valentini per la presentazione ufficiale dei servizi “Family” offerti dalla sua banca: “l’iniziativa della Provincia è straordinaria e noi l’abbiamo voluta cogliere al volo. D’altronde il nostro gruppo si muove da tempo proprio in una direzione di educazione finanziaria e soprattutto di assistenza a chi si trova in stato di maggiore bisogno. E’ stato fisiologico, dunque, collaborare col Presidente Zingaretti”.

I moduli per aderire e la lista degli esercenti convenzionati sono disponibili sul sito: www.provincia.roma.it/familycard.

 

 

IL GIOVEDI’ GRASSO DEL CORRIERE LAZIALE: NEL SEGNO DI GARIBALDI

10 marzo 2011

PICCOLI EROICarnevale e Risorgimento si fondono nella nostra redazione. In visita, in maschera, 75 bimbi dell’asilo Padre Bernardino Mastroianni. Con l’Eroe dei due Mondi, ci sono anche Anita, i Mille e un meraviglioso Tricolore animato.

Gli Alunni delle sezioni Stelle (3 anni), Luna (4 anni) e Sole (5 anni) della scuola Padre Bernardino Mastroianni.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale e su http://www.ilcorrierelaziale.it il 04/03/2011)

E fu così che un autentico plotone di garibaldini alti non più di un metro e quaranta venne a bussare alle porte della nostra redazione.

E noi? Noi abbiamo aperto, che discorsi.

Chiamatelo pure patriottismo italico ‘all’americana’ se volete. Male certo non fa.

Perchè assistere a 75 bimbi dai tre ai cinque anni che vengono da te impugnando la spada con tanto di baffo, piuma sul cappello e piccole Anite sotto braccio non è mica roba di tutti i giorni.

E nemmeno di tutti gli anni, a dir la verità. Ma il carnevale 2011, si sa, non è e non può essere la solita festa in maschera che conosciamo.

Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia incombe. E il 17 marzo è alla finestra.

“E se celebrassimo una decina di giorni prima, in fondo, che differenza volete che faccia?”

Questo è ciò che hanno pensato le maestre della scuola comunale dell’infanzia Padre Bernardino Mastroianni. E questa è l’iniziativa che ha sposato a braccia aperte anche il nostro Direttore.

In barba alle polemiche (festa o non festa a lavoro e nelle scuole?) e in barba anche ai costumi vampireschi di Twilight o a quelli gotici di Harry Potter – cito i primi che mi vengono in mente – delle due ricorrenze se n’è fatta una. Una in grande. Un grande carnevale del Risorgimento.

Ecco allora che di giovedì grasso, tra i nostri computer, all’improvviso compaiono loro, i piccoli indipendentisti, chi piumato (Garibaldi), chi di stagnola armato (i bersaglieri), chi di tutto punto decorato (le Anite) e chi addirittura mono-colorato (per una scenografica animazione del tricolore).

L’allegria che entra nelle stanze del nostro ‘covo’ a viale Giorgio Morandi è del tutto particolare.

I bimbi si divertono, è vero. Ridono, scherzano, si guardano intorno affascinati e con gli occhi che più aperti non si può. Ma si rendono anche conto del peso delle casacche che indossano.

E quando ti fissano, e quando tu fissi loro, capisci che le parti si sono invertite.

Non loro a subire il nostro fascino, ma noi in preda al loro, ai mini-alfieri di quella “pace che Garibaldi ha portato tra il popolo italiano” di cui ti parlano quando gli chiedi del perché e del per come quella giubba di carta pesta sia finita sulle loro spalle.

Radunati in una stanza (un’impresa: sono tanti davvero!) gli viene quasi spontaneo intonare l’Inno di Mameli.

Lo sanno tutti, lo sanno tutto. E non ne sbagliano una parola. Si sobbalza, addirittura, a sentire uno “stringiamci a coorte” tanto convinto attorno a quel tavolo quanto, ahimè, ancora sconosciuto a troppi tra noi adulti, calciatori in primis.

Hanno fra i tre e i cinque anni, vale la pena di ricordarlo.

Interviene il Direttore: “così farete un giornalino scolastico eh? Ma lo sapete che il nostro è stato un autentico laboratorio artigianale della stampa?”

Ascoltano, in silenzio. La barba puntuta e anche un pò risorgimentale ristabilisce perfino i ruoli che solo qualche istante prima dicevamo essersi invertiti.

Inizia la visita vera e propria: “benvenuti al Corriere Laziale” titola per una manciata di minuti il giornale. I protagonisti sono loro, con tanto di foto di gruppo a centro pagina.

Si sentono importanti. Lo sono in effetti.

E lo sono per noi, che siamo sempre più disabituati a vedere delle cose il loro giusto valore.

Perché diciamocelo, simboli, immagini, riti e tradizioni non andranno certo di moda nel nostro paese. Ma come negare la forza che hanno nelle nostre coscienze?

I primi ad accorgersene saranno proprio i bambini della Padre Bernardino Mastroianni, non potendo più dimenticare che Garibaldi “ha messo d’amore e d’accordo tutti gli italiani” perché così dicevano tanti anni prima, “quando stavamo ancora all’asilo, era un bizzarro giovedì grasso e eravamo tutti col baffetto disegnato sulle labbra”.

Quanto a noi, invece, è anche grazie a loro che siamo tornati a capirlo. Solo ora, è vero, e con colpevole ritardo, ma consci finalmente di un’identità nazionale che per essere realmente condivisa dovrà passare anche da piccoli camei come questo. “All’americana”, per l’appunto.

E tornerà a capirlo, prima o poi, pure il tg3 Regione, assente nonostante le rassicurazioni forniteci fino all’ultimo. Occasione sprecata.

Unico neo di una giornata che avrebbe dovuto restarne priva.

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“E’ STATA UNA VERA GIOIA VEDERE TUTTI QUEI BIMBI”

IL COMMENTOIl Direttore, Eraclito Corbi, non nasconde tutta la sua soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa: “perfetta sia dal punto di vista didattico sia da quello più strettamente giocoso”.

Eraclito Corbi, a capo del Corriere Laziale dall'ottobre del 1973.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 04/03/2011)

“E’ la prima volta che una scolaresca ci viene a trovare nella nostra nuova redazione, sono molto contento”. E’ soddisfatto Eraclito Corbi, per tutti, amici e giornalisti del Corriere Laziale, semplicemente il Direttore.

“Quando eravamo a via dell’Acqua Bullicante, avevamo già ospitato ragazzi e studenti. Ma mai così piccoli, e soprattutto così numerosi. E’ stato tutto davvero carino, e anche decisamente diverso”.

Il perché è presto detto: “l’iniziativa mi è sembrata da subito perfetta, sia dal punto di vista didattico sia da quello più strettamente giocoso. Poi vedere tutti questi bimbi nelle nostre stanze vestiti da bersaglieri è stata una gioia per gli occhi”.

E per il cuore, visto cosa stringe tra le mani il Direttore: “è un libricino, con disegni e dediche che ognuno di loro ha voluto lasciare a me e a tutto il giornale. Una testimonianza di affetto che mi convince ancora di più sulla bontà e sull’utilità di giornate come questa”.

D’altronde il Corriere da sempre è sensibile a temi come questi: “e continuerà ad esserlo ogni qual volta se ne presenterà l’occasione. Noi siamo qui per chiunque lo voglia”.

Nel frattempo, piccoli giornalisti crescono. All’asilo Padre Bernardino Mastroianni sono già pronti per un giornale: “un giornalino, è vero. Questa è un’altra operazione che può ricevere soltanto elogi da parte mia. Già a quell’età, grazie ai progetti ambiziosi delle loro insegnanti, i bambini impareranno a capire il ruolo che ha e che continuerà ad avere in eterno la stampa”.

Che diventino nuovi concorrenti nelle edicole? “A giudicare da come hanno imparato l’Inno d’Italia, a tre quattro e cinque anni, viene quasi da preoccuparsi…”.

Un sorriso, poi il Direttore torna al lavoro.

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“UN’EDICOLA DELLE MERAVIGLIE”

L’INTERVISTAA tu per tu con le dieci insegnanti della Padre Bernardino Mastroianni. “Portiamo avanti già da tempo un laboratorio dedicato al giornalismo”.

Parola alle maestre delle sezioni Stelle, Luna e Sole dell'asilo Mastroianni.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 04/03/2011)

Antonella Mellaro, Roberta Croce, Loredana Falsia, Michela Avolio, Maria Adelaide Febbraro, Rosalba De Pasquale, Maria Carmela Romano, Irene Cardona, Barbara Perticoni e Maria Teresa De Blasis.

A tu per tu con le insegnanti della scuola Padre Bernardino Mastroianni.

Garibaldi, Anita, i bersaglieri e il tricolore. Il 150° anniversario dell’Unità non poteva che caratterizzare anche il carnevale della vostra scuola.

“Era un’occasione che non potevamo lasciarci sfuggire. D’altronde, visti i pochi giorni di distanza, ci è sembrato doveroso unire l’allegria delle maschere alla celebrazione del Risorgimento Italiano. Si poteva fare, e l’entusiasmo dei bambini e ciò che hanno imparato in questi giorni ce ne hanno dato la conferma”.

Cosa succederà, però, il prossimo anno?

“Questa esperienza ci ha fatto capire che è e sarà utile organizzare qualcosa sull’Unità italiana ad ogni sua ricorrenza. Non soltanto, insomma, per gli anniversari a cifra tonda. Certo, magari l’anno prossimo sarà distinto dal carnevale, ma il 17 marzo sicuramente continueremo in questa direzione”.

Parliamo dei bambini. I vostri sono proprio piccoli, come avete fatto ad affrontare un tema del genere?

“Beh, a tre, quattro, cinque anni devi cercare di fare una sorta di grande favola. Che serva a loro a capire che dopo tante battaglie, e grazie anche a Garibaldi, tutti gli italiani si sono uniti e sono diventati un unico popolo libero”.

Garibaldi, “quello che ha portato la pace”…

“Proprio così”. (Ridono)

A cosa è dovuta, invece, la visita al nostro giornale?

“Era una cosa che volevamo fare da tempo, anche perché stiamo portando avanti un laboratorio a tema dal titolo ‘Un piccolo giornalista per un grande giornale’. A fine anno, infatti, l’intenzione è quella di pubblicare una sorta di giornalino con qualcuna delle vicende che hanno caratterizzato la vita a scuola e gli insegnamenti. Una sorta di collage dei lavori fatti tra i banchi”.

Un’idea originale, ma anche audace per certi versi. Come farete a realizzarlo?

“Non pensiamo certo a un editore eh. Però avremo una ‘Edicola delle meraviglie’, costruita con scatole di scarpe, all’interno della quale i bimbi potranno andare a comprare metaforicamente il loro giornale. Per il resto, invece, stampante, fotocopie, colla, e un po’ di fantasia”.

Quella non guasta mai. Complimenti.


CRESCE L’UDC IN CAMPIDOGLIO, ARRIVA ROCCO BELFRONTE

2 marzo 2011

La pattuglia centrista arriva a quattro consiglieri. Onorato: “è la prova che si può fare politica senza annunci”. Ciocchetti: “opposizione costruttiva e pieno appoggio a Roma 2020”.

Un momento della presentazione ufficiale del nuovo gruppo consiliare. Da sinistra: Francesco Smedile, Paolo Voltaggio, Luciano Ciocchetti, Alessandro Onorato, Rocco Belfronte e il Coordinatore romano Udc, Franco Cioffarelli.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 01/03/2011)

Sale a quattro il numero dei consiglieri comunali dell’Udc.

Dopo i recenti ingressi di Francesco Smedile e Paolo Voltaggio – il primo è approdato tra i centristi dal Pd mentre il secondo è giunto in Consiglio comunale grazie alla nomina ad Assessore alla Cultura di Dino Gasperini – a rinfoltire ancora il gruppo guidato in Campidoglio da Alessandro Onorato arriva, ora, Rocco Belfronte, che subentra a Massimiliano Parsi (Pdl) scomparso prematuramente lo scorso 17 febbraio in seguito ad una lunga malattia.

Quello di Belfronte, in realtà, sembra essere più un passaggio che un vero e proprio ingresso, visto che la sua candidatura avvenne proprio tra le fila del Popolo della Libertà. Ma a spegnere qualsiasi polemica al riguardo ci pensa lo stesso neoconsigliere: “anche se avrei fatto volentieri a meno di essere qui in questo momento, viste le tragiche circostanze che lo hanno reso possibile, voglio specificare che il rapporto col Pdl si è concluso immediatamente dopo la mia mancata elezione”.

Nessuna compravendita, dunque, e nessunmercato delle vacche’. Per Belfronte, piuttosto, si è trattato di una “semplice conseguenza fisiologica, dopo aver aderito già da un anno al percorso politico dell’Udc”.

La sua nomina, comunque, fa gonfiare il petto ad Alessandro Onorato, che proprio nell’incremento del suo gruppo nell’aula Giulio Cesare intravede l’ennesima testimonianza “della serietà e della vitalità del nostro progetto, in vista tra l’altro della nascita del nuovo Partito della Nazione”.

Prosegue il capogruppo: “la nostra, ormai, è una squadra complessa che contiene al suo interno esperienze diverse, unite però da un obiettivo comune. Continueremo, come fatto finora, a portare avanti un’opposizione responsabile e costruttiva, che sa dire di si quando lo ritiene giusto e che si oppone alla logica del muro contro muro innalzata sin troppo spesso dal Pd da un lato e dal Pdl dall’altro”.

Un’opposizione definita “del fare” che trova conforto nei numeri – citati dallo stesso Onorato – riguardanti questa prima metà di mandato (oltre 13mila emendamenti, 72 interrogazioni, 23 mozioni, 80 ordini del giorno e 5 proposte di delibera) oltre che in un risultato politico di grande rilevanza: l’introduzione del Quoziente familiare.

“Questa – afferma Onorato – è stata una nostra proposta votata all’unanimità da parte del Consiglio, che evidentemente ne ha riconosciuto la bontà dell’iniziativa. E’ la prova che a vincere debbono essere le idee migliori, non certo gli annunci. D’altra parte non è un mistero che Roma sia la città più tassata d’Italia, e che a farne le spese siano soprattutto le famiglie”.

La priorità dei centristi, adesso, sarà quella di procedere all’applicazione concreta della delibera.

Ma non solo, come spiega Luciano Ciocchetti facendo il punto sui prossimi obiettivi da raggiungere in Campidoglio: “per far cambiare marcia a Roma e al suo Sindaco, la sfida dovrà essere in chiave di modernizzazione e riqualificazione della città. La logica giusta e allo stesso tempo necessaria è quella del riuso, di uno sviluppo ambientale e urbanistico che si basi sul patrimonio già esistente delle aree, senza cedere alla filosofia degli sprechi”.

E ancora: “Trasporto pubblico e mobilità sono i due temi su cui non si può fallire per migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

Chiusura d’obbligo, infine, sulle Olimpiadi e sulla scelta di Mario Pescante a capo del Comitato Promotore: “l’appoggio da parte del nostro partito sarà totale. Questo è il momento di unirsi e spero che tutte le opposizioni facciano come noi. La candidatura vincente, comunque, sarà votata solo ed esclusivamente dai membri del Cio, del quale Pescante è Vicepresidente. In questo senso, la sua nomina mi pare più che azzeccata”.

STATI GENERALI/2, LA PROMESSA DEL GOVERNO: L’ITALIA RIPARTIRA’ DA ROMA

28 febbraio 2011

L’ultima giornata dei lavori si è chiusa nel segno del Premier Silvio Berlusconi, che ha garantito finanziamenti e “impegno totale da parte dell’Esecutivo”.

Tra gli altri, Berlusconi e Marcegaglia hanno confermato l'appoggio a Roma e alle sue Olimpiadi da parte di Governo e mondo delle Imprese.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 24/02/2011)

Lo aveva detto Alemanno: “il Piano di Sviluppo di Roma sarà un’operazione innanzitutto economica”.

Forse per questo l’ultima giornata degli Stati Generali si è aperta con l’intervento di Diego Della Valle e si è conclusa con quello del Premier Silvio Berlusconi, per tutti semplicemente il ‘Presidente imprenditore’.

Era tiepido, ieri, il sole del Palazzo dei Congressi. Ben altra, semmai, la temperatura che si respirava dentro e intorno a Piazzale Kennedy.

Off limits tutto il quadrante circostante all’edificio, cordone di polizia più che rafforzato, il rumore incessante delle eliche degli elicotteri. E poi metal detector all’ingresso e l’invito insistito della Sicurezza a “evitare di entrare ed uscire in continuazione”: l’arrivo del Premier non lascia mai nulla al caso.

E non ha lasciato scampo nemmeno ai consueti cortei di protesta (stavolta precari e cobas) che sembrano ormai seguirlo ovunque ed ogni qual volta si muova. Bloccati, comunque, ben al di fuori della zona rossa.

La giornata dedicata all’Olimpiade ha finito così inevitabilmente col vivere nell’attesa e nel segno di Silvio Berlusconi.

Sorridente e ben accolto dalla folla – dalla platea si è alzato addirittura l’urlo “Silvio sei er meio de Roma” – il Premier ha ribadito subito, e col volto crucciato, la crescente preoccupazione per la rivolta in Libia, per poi affrontare, uno ad uno, i temi più cari al futuro della nuova Capitale.

Dallo status di Ente Speciale “che ha finalmente portato Roma nell’olimpo delle grandi capitali europee, grazie ad una governance adeguata e ad una maggiore autonomia finanziaria”, passando per le aree metropolitane, “autentico motore economico e sociale della città”, fino ad arrivare a quello che ha definito il “più totale e convinto appoggio da parte del Governo per ciò che concerne la candidatura ai Giochi Olimpici del 2020”.

Giochi che dopo aver registrato i consueti proclama “all’unità, alla collaborazione, alla coesione e alla condivisione degli obiettivi” da parte di tutte le Istituzioni intervenute sul palco – lo hanno dichiarato, nell’ordine, Pescante, Petrucci, Chiamparino, Polverini, Zingaretti, Letta, Alemanno e lo stesso Berlusconi – hanno finalmente consegnato a pubblico e stampa la lista ufficiale dei componenti del Comitato Promotore.

Letto da Alemanno, l’elenco prevede Gianni letta Presidente Onorario, Mario Pescante Presidente Esecutivo, il Sindaco e Gianni Petrucci Vicepresidenti, Ernesto Albanese Direttore Generale e Marco Fortis a capo del sotto-Comitato alla Compatibilità Economica, del quale il coordinatore sarà Franco Carraro. Tra i membri onorari, invece, Renata Polverini e Nicola Zingaretti.

Come già detto, però, il vero leit motive di giornata – eccezion fatta per il Premier – è stato soprattutto il risvolto economico-finanziario del possibile approdo dei cinque cerchi nella Capitale.

Sin dalle 9:30, orario d’apertura dei lavori, ne aveva parlato Diego Della Valle.

Mr Tod’s, applauditissimo per l’operazione-Colosseo – ne ha finanziato il restauro con 25 milioni di euro – si è soffermato sul simbolo che Roma “deve tornare ad essere agli occhi del mondo”.

E proprio l’Olimpiade rappresenta, per l’imprenditore toscano, la svolta “che può definitivamente rinfrescare la già enorme bellezza della Capitale”, con investimenti mirati nei trasporti, nelle infrastrutture (“Fiumicino prima di tutto”), nella pulizia e nell’illuminazione delle sue strade.

Dell’immagine di Roma ha parlato, poi, anche Alemanno, sottolineando come sia “impensabile essere dietro, quanto a turismo, a Londra e Parigi”, e intravedendo il ritorno al primato (“e ad un sempre maggiore introito finanziario”) con le opere di restyling e di riqualificazione ambientale del parco del Tevere e del lungomare di Ostia.

Anche la Marcegaglia, in chiusura, non ha mancato di dire la sua sulla questione: “il momento economico è migliore, e con pil romano e nazionale in crescita, bisogna investire senza timori sulle Olimpiadi. La ricaduta economica sarà enorme e gioverà a tutto il Paese”.

Roma, dunque, “traino d’Italia”. Come voleva Alemanno, fiamma olimpica permettendo.

ROMA 2020, L’OBIETTIVO E’ DI TUTTI

24 febbraio 2011

IL DIBATTITO – Unità d’intenti agli Stati Generali.

Quella del 2020 sarà la 32sima edizione dei Giochi Olimpici, nonchè 16sima dei Giochi Paralimpici.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 24/02/2011)

Pare non conoscere defezioni il sostegno alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

Almeno questo è ciò che traspare dall’apposita tavola rotonda organizzata nella seconda giornata degli Stati Generali.

La Governatrice Renata Polverini, garantisce che la Regione “è già al lavoro sulle infrastrutture di trasporto – ferrovie, porti, aeroporti – e che si sta impegnando per recuperare tutti i fondi comunitari possibili”.

Anche il Presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, non fa mancare il suo contributo: “dobbiamo fare tutti tutto ciò che ci compete affinchè Roma vinca la corsa finale”.

Superate, dunque, le polemiche di qualche mese fa: “dopo il dossier presentato per avere la meglio sulla candidatura di Venezia – ha spiegato Zingaretti – c’è stata qualche incomprensione, è inutile negarlo. Ma ora dobbiamo ritrovare serenità e coesione per un obiettivo unico e irrinunciabile”.
Dello stesso parere il neo-Presidente del Comitato Promotore, Mario Pescante: “possiamo farcela, ma uno dei requisiti per riuscirci davvero è che vi sia unità politica, pubblica e istituzionale.

Senza timori invece – e senza nemmeno gli scongiuri del caso – il Presidente del Coni, Gianni Petrucci, che manifesta impavido un certo ottimismo sulla vittoria finale: “Roma ha un grosso vantaggio: il 73 per cento degli impianti è già pronto. E gli imprenditori ci sono vicini. Ci hanno rimandato una volta, in genere la seconda ce la si fa. Sarà difficile, ma con questa squadra è possibile”.

“Dipende solo da noi” chiosa, infine, Alemanno.

“In questi due giorni abbiamo dimostrato che Roma ce la può fare grazie a un progetto competitivo di primissimo livello. Per i Giochi Olimpici del 2020, tra l’altro, potrebbero esserci tre milioni di spettatori e 4 miliardi di persone davanti alle tv. Tutto il mondo guarderà a noi”.

Un’occasione da non perdere, questa, per il Sindaco, “anche per lanciare un messaggio di raccoglimento a tutti i popoli della terra, nella scia di valori olimpici come la lealtà”.

La stessa che poi garantisce ai cittadini della Capitale: “stiamo costruendo il futuro, è vero, ma senza dimenticarci di affrontare, giorno per giorno, tutte le emergenze attuali, dalla sicurezza fino alle buche”.

 

STATI GENERALI/1, LAVORO ED ECONOMIA LE PRIORITA’ DI ROMA

24 febbraio 2011

La prima giornata dei lavori si è aperta nel segno di Alemanno: “Entro dieci anni, 327mila posti di lavoro e +3% di Pil”

Il Sindaco Alemanno, nel suo intervento di ieri, ha snocciolato numeri da capogiro per il futuro di Roma.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 23/02/2011)

Era il giorno degli Stati Generali di Roma Capitale. E’ stato soprattutto il giorno di Gianni Alemanno.

Mai così carico negli ultimi tempi, il Sindaco ieri ci ha messo la faccia (“un atto necessario per garantire che Roma sta realmente cambiando”) e in un Palazzo dei Congressi blindatissimo per l’occasione, ha aperto la due giorni dei lavori togliendo finalmente i veli al Piano Strategico di Sviluppo, il fiore all’occhiello del Progetto Millennium che porterà Roma, nel giro di un decennio, a diventare a tutti gli effetti “città globale, sostenibile, policentrica, e solidale. Capitale della cultura e dell’entertainment”.

Per nulla scalfito dalle accuse alla vigilia del Pd – “si sta scrivendo soltanto un grande libro dei sogni” – e nemmeno dalla protesta last minute dei Minisindaci di Centrosinistra (che proprio di fronte all’entrata del Palacongressi, con annesse fasce d’ordinanza, ribadivano di essere “gli unici esclusi dal futuro della città”), Alemanno ha sfoggiato toni e numeri da tenore: “il nostro è soprattutto un Piano economico e sociale ancor prima che urbanistico: il primo intervento nella storia di Roma di una tale completezza e complessità. Possiamo realizzare una crescita del Pil del 3% e spingere dello 0,28% anche quello nazionale. In dieci anni creeremo 327mila posti di lavoro, che significa più di 30mila nuovi occupati per ogni anno”.

Cifre da capogiro, per un Piano Strategico di Sviluppo che tra macro-obiettivi e progetti pilota muoverà in totale quasi 22 miliardi di investimenti, come ha riportato il Coordinatore del Comitato di Indirizzo del Piano, Paolo Glisenti. “Di questi – ha poi specificato il Sindaco – quasi tre quarti possono venire da risorse europee e dai privati. E questo anche a prescindere dalle possibili olimpiadi del 2020”.

Minimo, dunque, il contributo pubblico previsto. A patto, però, “che ci siano progetti concreti, e con tempi certi, da presentare agli imprenditori italiani e internazionali” ha ammonito Alemanno.

I lavori si sono aperti con il saluto del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che nel suo discorso ha ribadito il pieno sostegno a Roma Capitale: “a nome del Governo – ha detto Letta – raccoglieremo le vostre indicazioni con la stessa partecipazione con la quale oggi vi auguriamo buon lavoro. Questo appuntamento si svolge in un momento in cui il mondo cambia e solo se sapremo essere uniti potremo disegnare un futuro all’altezza dei tempi”.

Poi è stato il turno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che pur se non presente fisicamente in sala, ha voluto inviare un suo messaggio – letto dallo stesso Alemanno – nel quale ha espresso un auspicio del tutto particolare: “i lavori che oggi s’inaugurano dovranno accomunare tutti coloro che amano Roma e che ne hanno a cuore le prospettive di sviluppo e la capacità di mantenere il ruolo e la dignità di una grande capitale internazionale, contraddistinta da una straordinaria universalità culturale e religiosa”.

Un augurio, quello di Napolitano, ripreso nel finale anche dal Primo Cittadino, che soffermandosi sui 4 obiettivi principali dello sviluppo capitolino – “Roma città della sostenibilità ambientale”, “Roma città nella competizione globale”, “Roma città policentrica e solidale”, e “Roma città della cultura e dell’entertainment” – ha ricordato come “si potrà ottenere uno spirito davvero unitario nella Capitale a condizione di basarsi su tutta quella serie di comunità interconnesse tra loro che costituiscono la nostra realtà quotidiana, da quelle culturali fino anche a quelle sociali, date spesso semplicemente dall’estrema diversità delle zone di residenza”.

Ecco, quindi, perchè le nuove metro “dovranno collegare tra loro le periferie, e non solo queste con il centro: non è più possibile pensare ad un centro storico che sia tutta la città”.

Ed è stata proprio questa “Roma policentricadel Progetto Millennium quella con cui il Sindaco ha voluto concludere il suo intervento, tra gli applausi più calorosi di giornata: “se nel centro storico ci sarà massima conservazione, fuori allora dovrà esserci il massimo della modernizzazione. Solo così, al nostro glorioso passato faremo corrispondere un futuro altrettanto radioso”.

SFILATE, CAVALLI, MASCHERE, MUSICA E TEATRO: ECCO A VOI IL GRAN CARNEVALE DI ROMA

17 febbraio 2011

Terza edizione della “gran festa di piazza” rilanciata da Alemanno. Quest’anno gemellaggi con Viareggio e San Pietroburgo: dal 26 febbraio all’8 marzo in giro per Roma ci sarà da divertirsi.

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 17/02/2011)

A vocazione nazionale. Anzi, internazionale.

La terza edizione del Carnevale Romano sembra non avere nulla da invidiare alla più blasonata manifestazione di Viareggio, grazie a un palinsesto mai così ricco di spettacoli come quello di quest’anno.

Undici giorni di feste dedicate all’antica tradizione culturale capitolina, arricchite, per di più, dallo stesso gemellaggio con la capitale della Versilia – che per l’occasione farà sfilare le due maschere di Burlamacco e Ondina nella parata d’apertura – e dal fascino tutto particolare del Carnevale di San Pietroburgo, che proprio nell’anno della Collaborazione Culturale tra Italia e Russia, delizierà gli occhi dei cittadini romani con un omaggio teatral-musicale alla Maslenitsa, la coloratissima festa siberiana di benvenuto alla primavera.

“Un evento straordinario e una festa meravigliosa”. Così l’Assessore alle Politiche Culturali, Dino Gasperini, ha sottolineato l’importanza che Roma ha deciso di attribuire, da tre anni a questa parte, al recupero storico–artistico delle esibizioni carnascialesche.

E, programma alla mano, sembra davvero impossibile dargli torto. Dal 26 febbraio infatti, data della Grande Sfilata di Apertura che percorrerà tutta via del Corso come nella più classica tradizione berbera, la Capitale parteciperà ininterrottamente a un susseguirsi di avvenimenti folcloristici e culturali vorticoso e itinerante, che in pieno spirito carnevalesco giungeranno a conclusione solo la sera dell’8 marzo, quando i fuochi d’artificio della terrazza del Pincio daranno l’arrivederci alla prossima edizione.

Nel mezzo, maschere moderne e antichi sapori si intrecceranno, giorno dopo giorno, nel centro e nella periferia di Roma, in una sorta di ‘inno alla storia romana’ fatto di giochi, musica, danza e teatro.

Cuore pulsante dell’intera kermesse sarà il villaggio di Piazza del Popolo, dove una vera e propria arena, allestita in collaborazione col Teatro dell’Opera, intratterrà grandi e piccini durante tutta la durata della manifestazione, ospitando gli appuntamenti più importanti nelle giornate del 28 febbraio (alle ore 21 andrà in scena il musical Disney campione d’incassi “La Bella e la Bestia”) e del 3 marzo (con la già citata rappresentazione del carnevale russo, alle ore 19).

Una doppia, spettacolare sfilata, invece, porterà allegria e stelle filanti domenica 6 marzo nelle vie del centro storico, con carri allegorici in partenza da piazza della Repubblica alle 10.30 e con il corteo latinoamericano che da piazza Venezia raggiungerà il Colosseo.

Grande luce, anche quest’anno, sarà data all’arte equestre, con il cavallo protagonista non solo nelle parate capitoline, ma anche – il primo di marzo – dell’omaggio alla gloriosa Cavalleria Militare Italiana.

Lontano da Piazza del Popolo, l’appuntamento da non mancare sarà quello di via Tiburtina, dove un immenso palcoscenico di 30mila metri quadrati di isola pedonale ospiterà un percorso di un chilometro e mezzo animato da carri, maschere e personaggi romani dedicati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Di sfondo, ma sempre in primo piano, la festa dei bambini, partecipi in prima persona a questa ‘dieci giorni più uno’ anche grazie alle iniziative ludico–formative intraprese in tutte le scuole e nelle biblioteche comunali.

Ha detto Alemanno: “il Carnevale di Roma non deve essere una festa estemporanea, ma una rassegna culturale di livello da far crescere ogni anno di più in Italia e nel mondo”.

Beh, vien da credergli.

SICUREZZA E LEGALITA’, NASCE L’OSSERVATORIO REGIONALE

17 febbraio 2011

Già assegnati dalla Regione Lazio 15o mila euro a sostegno dell’iniziativa. Polverini: “campagne di prevenzione in tutte le scuole e lavoro a stretto contatto con Questura e Prefettura”.

Renata Polverini: "ci impegneremo per far sì che i nostri ragazzi abbraccino la cultura della legalità e del senso civico".

di Francesco Gabriele

(pubblicato su Il Corriere Laziale il 17/02/2011)

Mappatura delle zone a rischio, elaborazione di uno studio annuale sulle tendenze relative alle diverse fattispecie criminose e monitoraggio della validità e dell’incidenza degli interventi previsti e finanziati dalla legge.

Sono questi i principali compiti del neonato Osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalità, lo strumento tecnico-scientifico fortemente voluto dalla Governatrice Polverini per rendere ancora più efficace la lotta alla criminalità all’interno dei confini laziali.

Operativo da gennaio, ma presentato ufficialmente solo venerdì scorso, l’organismo, in realtà, non sembra limitarsi ad una mera attività di analisi e ricerca. Molte, infatti, le iniziative e le campagne di prevenzione già in programma per il 2011.

“Innanzitutto quelle a sostegno dei giovani – ha specificato Renata Polverini – grazie ad una presenza assidua che ci vedrà impegnati in tutte le scuole del Lazio, per far sì che i nostri ragazzi abbraccino senza condizioni la cultura della legalità e del senso civico”.

L’obiettivo, in particolare, sarà quello di contrastare le pratiche fin troppo diffuse della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, oltre a promuovere la salvaguardia dell’ordine pubblico all’interno di locali e discoteche e presso le zone maggiormente frequentate nelle ore notturne.

Decisamente soddisfatto l’Assessore regionale alla Sicurezza, Pino Cangemi, considerato, di fatto, l’autentico padre fondatore dell’Osservatorio. “Oggi è una giornata storica per la Giunta. Questa, infatti, è una struttura estremamente innovativa innanzitutto perché risponde direttamente alla Regione, coi suoi uffici collocati all’interno dello stesso assessorato, e poi perché svolge un ruolo diretto di sostegno alle già intense attività della Questura e della Prefettura”.

L’Osservatorio, al suo interno, potrà contare sull’apporto di tutte le parti sociali coinvolte in materia di sicurezza, dalla presidenza del Consiglio al mondo dell’impresa e dei sindacati, dalle associazioni per la legalità a tutte le uniformi delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani).

“Ci sarà poi un’ulteriore novità – ha rivelato Cangemi – ovvero l’inserimento in organigramma di un dirigente della Polizia Penitenziaria, a testimonianza che stiamo collaborando davvero tutti affinchè gli abitanti del Lazio possano sentirsi definitivamente sicuri ed esserlo anche nei fatti”.

A dirigere l’Osservatorio è stato chiamato Rosario Vitarelli, già Direttore della Divisione Anticrimine della Questura di Roma: “il Lazio, così come tutte le regioni, non è immune da piccoli e grandi fenomeni criminali che devono essere affrontati anche in via istituzionale. Questo progetto consentirà un controllo incisivo e puntuale su questo tipo di circostanze, avviando poi una fase di contrasto e di intervento che grazie al nostro contributo si farà ancor più efficacie. Ci sarà un’intensa attività di prevenzione coi giovani, come già ricordato dalla Governatrice, ma anche un lavoro di uguale attenzione su altri reati, come quelli sugli anziani e sul degrado ambientale, quest’ultimo, spesso, la causa principale dell’insicurezza percepita dai cittadini”.